Dic 182010
 

Il Ministro Sandro Bondi ha recentemente chiesto pubblicamente ai suoi avversari politici di non votare la mozione di sfiducia parlamentare richiesta nei suoi confronti, mozione di sfiducia richiesta dopo i noti fatti di Pompei.

Sorvolo, per carità di patria, su premi fantasma e film meritevoli di strane attenzioni, o più semplicemente di soldi pubblici. Secondo me il Sig. Bondi Sandro non merita la carica per tutt’altri motivi, e Pompei c’entra poco con i suoi (notevoli) demeriti.

Cominciamo dall’inizio: cosa fa un ministro? Amministra, coordina, detta le linee di azione del suo dicastero, cerca di impostare una “politica” secondo la sua personale visione. Il Sig. Bondi è Ministro dei Beni e delle Attività Culturali (MiBaC in neolingua), appena entrato in carica “riorganizza” il suo ministero e lì si ferma.

Capisco che Ballarò sia più interessante della cultura, ma non accorgersi che il “portale museale” non funziona (giochino: andate su Campania, parola chiave Madre e dopo cinque minuti vi appare la scheda del Museo di Capodimonte..) e fa ridere è colpa del Ministro, che avrà chiesto la realizzazione del sito, pagata con soldi pubblici, ma non avrà visto cosa è stato fatto con quei soldi.

Allo stesso modo, nessuno sembra essersi accorto che la sezione “il portale segnala” del sito “cultura italia”, da cui si accede dal sito del MiBac, è ferma al 2007. Il ministro farebbe anche bene a verificare che le proprie dichiarazioni siano rese in italiano culturale medio, visto che i tagli non sono “sulla cultura“, ma , tutt’al più, “alla cultura”. Concedo solo che il ministro Bondi si autodefinisce poeta, quindi comprendo che con la prosa non ci va tanto a braccetto, ma la comunicazione del suo ministero è quanto meno imbarazzante. Basta andare a vedere la sezione “mostre in evidenza” per vedere che gli eventi che dovrebbero attrarre frotte di visitatori sono quanto meno ridicoli (a Napoli “birra e cioccolata”, e che è, una mostra?).

Da quanto sopra evidenziato, che saranno pure pagliuzze, ma che ho trovato in soli 60 minuti (e mi immagino cosa possa uscire andando a fondo), deduco che il ministro si è poco dedicato ai controlli interni e all’impulso di strategie di web marketing, o anche semplicemente strategie di informazione che riguardano il patrimonio esistente.

Ho cercato quindi qualcosa che fosse innovativo nella fornitura del bene “cultura”, che so nuovi musei (niente, il Maxxi di Roma fu voluto da Veltroni), nuove strategie connesse ai due maggiori poli di attrazione italiani: il Foro di Roma e gli scavi di Pompei, ma non ho trovato niente, a meno che i crolli non siano motivo d’attrazione. Corollario inevitabile: i visitatori dei “siti culturali” italiani calano.

Infatti la visita a un museo italiano, per quanto ricco di attrazioni, è quantomeno penosa, pochi cartelli esplicativi (nessuno in cinese, come se i flussi di turisti dalla Cina non ci interessino), visitare Pompei, ad esempio (eh, lo so, mi piace giocare in casa..) è quanto di più triste ci sia: pochissimi cartelli, false guide, il bar solo agli ingressi degli Scavi che sono sotto il sole, abusivi che cercano di vendere chincaglieria all’ingresso, pessimo stato di pulizia, un solo archeologo a controllare il tutto. E se i crolli non sono colpa sua, sua è la colpa di aver previsto un solo archeologo.

In una azienda, anche la più scalcagnata, quando il fatturato e gli utili calano, non c’è una strategia aziendale, la comunicazione fa acqua da tutte le parti, l’amministratore è licenziato in tronco con ignominia. Ma il Sig. Bondi ritiene di non avere colpe. Chissà, saranno gli astri infausti.

articolo originale: noiseFromAmerika di Marco Esposito

  One Response to “Poesia e metrica dell’incapacità: il sig. Bondi Sandro, ministro pro-tempore della Repubblica Italiana”

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