C’è chi dice no

 Posted by on 31 gennaio 2011  Add comments
Gen 312011
 

A partire (si spera, considerando la discrepanza di date) dal 1 febbraio 2011 entrerà in vigore il registro pubblico delle opposizioni, al quale potranno rivolgersi gli abbonati telefonici che non desiderino ricevere telefonate a scopo commerciale da call center vari. Per farlo, occorrerà iscrivere il proprio numero al suddetto registro, attraverso 5 modalità:

  • via web, utilizzando l’apposito modulo;
  • tramite email;
  • con una telefonata (occorre chiamare dal telefono che si intende “proteggere”);
  • con raccomandata;
  • via fax (Il Sole24ORE riporta tutti i contatti in dettaglio)

L’iniziativa adotta dunque il regime di opt-out, secondo cui qualora non si intenda essere contattati a scopi di marketing è necessario dirlo chiaro e tondo, per l’appunto iscrivendosi al registro. In caso contrario, entra in azione il famigerato silenzio-assenso, con un magistrale colpo di spugna all’opt-in del passato, nel quale invece occorreva specificare la volontà a ricevere queste telefonate. In sostanza, a partire da domani se non si vuole essere scocciati, bisogna dire – anzi urlare – NO. E sperare che qualcuno sia in ascolto.

A parere di chi scrive, tirando le somme si tratta di un’iniziativa che lascia il tempo che trova, nel senso che se nemmeno il precedente regime opt-in era risultato particolarmente efficace a far desistere le aziende, ancor meno efficace si profila un opt-out poco pubblicizzato e caratterizzato da concetti non sempre intuitivi per le categorie più deboli, spesso vittime  inconsapevoli di telemarketer “dal naso fino”. Preme inoltre sottolineare un signor dubbio sollevato mesi addietro: ma fino a che punto ci può garantire questo registro, considerato il potenziale conflitto d’interessi che sembra delinearsi minaccioso?

A margine, infine, notiamo che per il momento la lentezza con cui le pagine web del registro si aprono è esasperante.

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