Gen 042011
 

Il TAR della Lombardia ha dichiarato “illegittima l’intera disciplina impartita dalla Regione” in merito alle interruzioni di gravidanza, in quanto contrastante con la legge 194. Il Tribunale amministrativo ha quindi annullato la delibera del 22 gennaio 2008  approvata dalla giunta lombarda presieduta da Roberto Formigoni.

Che un esponente di spicco di Comunione e Liberazione – qual’è Formigoni – tenti di modificare nella sua regione una legge nazionale per imporre  i propri precetti etici e religiosi a tutti è purtroppo un fatto scontato in questo paese che, ricordiamo, dovrebbere essere costituzionalmente laico.  Ma risultano altresì inaccettabili le dichiarazioni del Governatore della Lombardia a seguito della sentenza:

Non cambia nulla. L’atto della Lombardia era e resta un atto di indirizzo tutt’ora valido.

Ciò sta a significare soltanto una cosa: che la regione Lombardia non riconoscerà la sentenza del TAR.

Un senso dello stato, quello di Formigoni, pari e in perfetta sintonia con quello del presidente del consiglio. Entrambi “uomini” istituzionali il cui esercizio è quello di delegittimare e  distruggere le altre istituzioni dello stato. Un bell’esempio per gli italiani ai quali viene richiesto – in ogni aspetto della vita quotidiana – di rispettare la legge.

Continuiamo quindi a porci la domanda se il problema risiede nei signori come Roberto Formigoni, o in coloro che li hanno votati.

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