Gen 212011
 

Asciugamani gratis nelle piscine, palme sul lungomare, orsi polari allo zoo e treni elettrici“.

Questi alcuni punti del programma elettorale del Best Party (il Miglior Partito). Un improbabile partito – politicamente parlando – fondato dal comico televisivo islandese Jon Gnarr che concorse, nel gennaio del 2010, alle elezioni a sindaco di Reykjavik. Come andò a finire? Con Jon Gnarr attuale  sindaco della capitale dell’Islanda. The Best Party vinse infatti le elezioni raggiungendo il 37,6% dei suffragi. Le armi della vittoria? Una miscela scaturita da un uso massiccio di internet e di Youtube e dalla sfiducia degli islandesi nella propria classe politica. Sfiducia derivata dalla crisi finanziaria delle banche islandesi e dagli scandali politici ad essa correlati.

La cosa potrebbe succedere anche in Italia? Pare di sì,  se corrispondono al vero i dati pubblicati dal Corriere della Sera. L’inesistente Partito du Pilu, dell’altrettanto inesistente politico Cetto La Qualunque avrebbe un consenso del 2,3% ma con un bacino di potenziali elettori oscillante fra il 6 e 7%. Quanto basta per superare partiti tradizionali quali Sinistra e Libertà, UDC, Futuro e Libertà, Italia dei Valori. Non male per chi si è inventato un personaggio politico indecente che, nel corso degli anni, è diventato sempre più reale.

Del resto noi, in Italia, siamo abituati  a partiti del genere. All’Uomo Qualunque ricordato nell’articolo del Corriere della Sera, vogliamo aggiungere il Partito Nettista Italiano o Partito della Bistecca che nel 1953 si presentò con un programma inequivocabile: una bistecca al giorno per tutti. Non ci credete? Ecco qua il suo programma in una Settimana Incom dell’Istituto Luce.

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