La lezione della Tunisia

 Posted by on 25 Gennaio 2011  Add comments
Gen 252011
 

“La rivoluzione dei gelsomini”, che ha segnato la fine del regime di Zine el Abidine Ben Ali in Tunisia, è stata condotta soprattutto da giovani (il 60 per cento della popolazione ha meno di 30 anni), studenti (il 34,6 dei cittadini tra i 18 e i 24 anni) o diplomati, disoccupati (il 30 per cento dei giovani e il 22 per cento dei diplomati recenti sono senza lavoro) e internauti (nel 2009 il 33,4 per cento della popolazione aveva accesso alla rete).

Senza prospettive professionali e di conseguenza nemmeno familiari, i giovani hanno preso in mano il proprio destino, assestando un colpo che si spera fatale al sistema politico-economico chiuso e corrotto di cui erano prigionieri.

Sull’altra sponda del Mediterraneo milioni di giovani diplomati devono accontentarsi di un lavoro precario (quando ne hanno uno), e si scontrano con sistemi politico-economici sclerotizzati e inaccessibili – specialmente in Italia e Grecia. La situazione dei giovani europei è paragonabile solo in parte a quella dei coetanei tunisini, ma fatte le dovute proporzioni le loro inquietudini riguardo al futuro sono altrettanto profonde.

Dato che i giovani europei non hanno modo di rovesciare i regimi democratici al potere, la loro ribellione si manifesta con il disinteresse per la politica (gli appartenenti alla fascia d’età 18-24 sono quelli che votano più raramente) e con l’adesione ai partiti più radicali. Nonostante tutto, però, i giovani sono ancora capaci di esprimere collettivamente la loro collera, come si è visto in occasione delle manifestazioni che l’autunno scorso hanno scosso l’Europa.

La rivolta dei giovani europei non riesce però a smuovere i vertici politici, perché oggi rappresentano una minoranza – soltanto un europeo su cinque ha meno di vent’anni – e non hanno la massa critica necessaria per far pendere le scelte politiche dalla loro parte.

I leader europei sembrano essere pienamente consapevoli della situazione. Il loro atteggiamento nei confronti dei giovani, testimoniato dalla sistematicità dei tagli all’istruzione e alla ricerca, testimonia la [scarsa] importanza che viene loro attribuita. Ma se c’è una lezione da trarre dalla “rivoluzione dei gelsomini” è che a forza di maltrattare la gioventù la situazione prima o poi esplode.

fonte: PressEurope

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