gen 242011
 

Nello scorso agosto il governo ha approvato un comma del decreto sul Federalismo fiscale che prevedeva l’assorbimento dell’ICI in un’altra imposta, l’IMU (Imposta unica municipale), e la cancellazione di alcune esenzioni a partire dal 2014.

Fra le esenzioni cancellate quelle a favore degli enti ecclesiastici che operano nella sanità (le cliniche), nell’istruzione (le scuole private), nel turismo (gli alberghi) e nelle attività ricreative (i circoli). Tale manovra avrebbe assicurato allo Stato il recupero di circa 1 miliardo di euro all’anno a fronte dei 2 che ogni anno concede alla Chiesa per il suo patrimonio immobiliare.

Tutto questo anche perchè la Commissione europea ha aperto da tempo un procedimento contro l’Italia per gli aiuti di Stato concessi al Vaticano in materia di ICI.

Adesso il nuovo decreto sul Federalismo fiscale – redatto dal ministro Roberto Calderoli – ha reintrodotto l’esenzione dell’IMU (ex ICI) per gli immobili di proprietà ecclesiastica. Il testo del provvedimento specifica che l’esenzione riguarda anche ospedali, scuole private, alberghi e oratori di appartenenti alla Chiesa.

Un modo, forse, per cercare di guadagnarsi il paradiso in un’epoca politica fatta di sordide vicende di talamo.

gen 222011
 

“Sono certo che tra qualche mese, quando Cuffaro sarà assolto da tutte le accuse, tanti sciacalli di queste ore saranno in prima fila a chiedergli scusa”

Così Pierferdinando Casini il 26 gennaio 2008 riferendosi alla condanna, in primo grado di giudizio, di Totò Cuffaro per favoreggiamento nei confronti di Cosa Nostra.

Oggi, che la Corte di Cassazione ha confermato in via definitiva la sentenza, chi è che dovrebbe chiedere scusa?

God Save the Linux

 di - 22 gennaio 2011  Commenta »
gen 222011
 

Il Regno Unito vuole portare online quei 9.2 milioni di cittadini che ancora non possiedono un accesso a Internet e per incoraggiarli sta offrendo loro la possibilità di acquistare un PC a sole 98 sterline (pari a circa 150 dollari) e disporre di una connessione alla Rete a 9 sterline mensili. Il tutto per i prossimi 12 mesi.

Nonostante siano a bassissimo costo, i computer messi a disposizione sono completi e comprendono un monitor LCD, una tastiera e un mouse, nonché assistenza e garanzia. Dotati di un modem 3G mobile per l’accesso al web, i PC gireranno su Linux, dunque tale incentivo economico costituirà anche una ghiotta occasione per la community del sistema operativo open source, visto che si prevede che siano molte le new entry: le prime stime del distributore Remploy parlano di 8 mila unità piazzate nel giro di 12 mesi. Bisognerà comunque vedere quale sarà la quantità di traffico 3G messo a disposizione e se sarà sufficiente a coprire l’intera navigazione mensile.

Tale incentivo fa parte di un nuovo programma denominato Race Online 2012, ed è stato stimato che coloro che vi parteciperanno risparmieranno ben 890 dollari all’anno per usufruire dei servizi online. Tale opportunità dovrebbe anche aiutare la popolazione a trovare più facilmente un posto lavoro, visto che migliaia di annunci per la ricerca di nuove figure professionali vengono inseriti esclusivamente sul web, portando inoltre alla cittadinanza tutte le altre opportunità che la Rete elargisce democraticamente e, spesso, gratuitamente.

Nel Regno Unito continua pertanto lo sforzo per aumentare l’accesso ad Internet per promuoverne la penetrazione nelle abitudini quotidiane: la nuova iniziativa va a fare il paio con il progetto realizzato nel 2010, quando sono stati distribuiti gratuitamente computer portatili agli alunni più poveri per facilitare il loro avvicinamento allo strumento informatico nonostante le eventuali difficoltà finanziarie della famiglia.

fonte: BBC, News Technology

gen 212011
 

Asciugamani gratis nelle piscine, palme sul lungomare, orsi polari allo zoo e treni elettrici“.

Questi alcuni punti del programma elettorale del Best Party (il Miglior Partito). Un improbabile partito – politicamente parlando – fondato dal comico televisivo islandese Jon Gnarr che concorse, nel gennaio del 2010, alle elezioni a sindaco di Reykjavik. Come andò a finire? Con Jon Gnarr attuale  sindaco della capitale dell’Islanda. The Best Party vinse infatti le elezioni raggiungendo il 37,6% dei suffragi. Le armi della vittoria? Una miscela scaturita da un uso massiccio di internet e di Youtube e dalla sfiducia degli islandesi nella propria classe politica. Sfiducia derivata dalla crisi finanziaria delle banche islandesi e dagli scandali politici ad essa correlati.

La cosa potrebbe succedere anche in Italia? Pare di sì,  se corrispondono al vero i dati pubblicati dal Corriere della Sera. L’inesistente Partito du Pilu, dell’altrettanto inesistente politico Cetto La Qualunque avrebbe un consenso del 2,3% ma con un bacino di potenziali elettori oscillante fra il 6 e 7%. Quanto basta per superare partiti tradizionali quali Sinistra e Libertà, UDC, Futuro e Libertà, Italia dei Valori. Non male per chi si è inventato un personaggio politico indecente che, nel corso degli anni, è diventato sempre più reale.

Del resto noi, in Italia, siamo abituati  a partiti del genere. All’Uomo Qualunque ricordato nell’articolo del Corriere della Sera, vogliamo aggiungere il Partito Nettista Italiano o Partito della Bistecca che nel 1953 si presentò con un programma inequivocabile: una bistecca al giorno per tutti. Non ci credete? Ecco qua il suo programma in una Settimana Incom dell’Istituto Luce.

gen 202011
 

Un articolo dell’Irish Examiner riferisce che, con una lettera segreta inviata nel 1997 ai vescovi irlandesi, il Vaticano bloccò ogni tentativo di deferire alla polizia i preti pedofili. Nella lettera s’ingiungeva ai vescovi di non denunciare gli abusi del clero come reati. Un documentario diffuso lunedì sera dalla rete televisiva pubblica RTE rivela il contenuto della lettera e sostiene che in un paio d’occasioni il Vaticano intervenne per bloccare il tentativo di vescovi irlandesi di sospendere a divinis dei preti colpevoli.

Il mese scorso venne alla luce una di queste occasioni, per ordine dell’Alta Corte che consentiva di pubblicare per intero un capitolo, prima censurato, della relazione Murphy del 2009 sulla diocesi di Dublino. [La Commissione Murphy non ebbe il compito di stabilire se gli abusi fossero realmente avvenuti, ma solo di valutare come se ne erano occupate le autorità ecclesiastiche e statali.]

Apparve così che, quando i vescovi tentarono di allontanare il prete pedofilo Tony Walsh, il Vaticano volle invece che fosse mandato per dieci anni in un monastero. Nel documentario di lunedì si vede che Walsh proseguì nella sua condotta, abusando ancora d’un bambino dopo che un tribunale ecclesiastico aveva raccomandato che fosse ridotto allo stato laicale, dato che Roma insisteva a trascinare il suo caso in una lunga causa d’appello. Nel documentario la madre del bimbo accusa direttamente il Vaticano per la violenza subita dal figlio.

Sempre dal documentario si apprende che un arcivescovo, non nominato per ragioni legali, minacciò di dimettersi per un caso degli anni ’90. L’ufficio del pubblico ministero rifiutò di chiamare in giudizio il prete, ma l’arcivescovo, per mezzo del tribunale della chiesa, ne raccomandò l’allontanamento dallo stato ecclesiastico. Quando il Vaticano rovesciò la decisione del tribunale, l’arcivescovo avrebbe minacciato di dimettersi se il prete fosse stato reintegrato.

Bryan Maguire, vittima di abusi e portavoce dell’associazione Voice of the Faithful (la Voce dei Fedeli) dice che la lettera del 1997 ai vescovi irlandesi modifica il suo modo di giudicare la questione della pedofilia nella Chiesa:

Certo mette in una nuova luce le azioni dei vescovi e punta il dito direttamente a Roma. In fondo non si tratta solo di preti colpevoli di abusi e di vescovi che li proteggono, ma d’un intero sistema che ne ha consentito l’operato. Quello che chiediamo è che la Chiesa si guardi nello specchio e non voglia uscirne trasferendo le sue responsabilità a un livello locale.

fonte: Irish Examiner – trad. Uaar

gen 192011
 

L’Opera Romana Pellegrinaggi ha siglato un accordo con l’Alitalia con sostanziosi sconti sui biglietti aerei per i pellegrini che visitano Roma attraverso l’ORP, agenzia turistica del Vaticano. Oltre ai biglietti low cost, l’accordo prevede pacchetti di favore per le imprese turistiche della Chiesa cattolica che consentono, per tre giorni e con una spesa a partire da 140 euro. E’ previsto inoltre l’utilizzo illimitato dei mezzi pubblici, dei minibus e dei bus a due piani di “Roma Cristiana” e la visita ai Musei vaticani, alla Cappella Sistina, al Carcere Mamertino, al Colosseo, al Foro romano, al Palatino e alle basiliche papali.

Insomma, l’ennesimo regalo al Vaticano con la complicità del comune di Roma, che concede solo alle attività commerciali vaticane pacchetti sconto per trasporto pubblico e musei, persino favorendo i Bus Open Roma Cristiana – che è bene dirlo, girano senza autorizzazione in virtù di una errata applicazione dei Patti lateranensi – rispetto all’analogo servizio offerto dalla municipalizzata comunale.

È così che l’agenzia viaggi vaticana ha oramai in mano il business dell’intera filiera turistica: il viaggio aereo, l’alloggio negli ex conventi (ne avevevamo parlato qua), il trasporto sul bus turistico a due piani, le sinergie con le visite guidate e i musei vaticani.

Per ritornare all’accordo siglato da Alitalia il rischio è che il costo di questo accordo ricada sul contribuente italiano. L’ORP è un ente del Vaticano e quindi gode di particolari privilegi sia fiscali che nei rapporti con i suoi dipendenti, che non sono tutelati dalla vigente legislazione italiana in materia di lavoro. Queste condizioni di favore sono previste per i pellegrini ma non c’è nessuna garanzia che in effetti non si tratti di semplici turisti che fingono un inesistente pellegrinaggio.

fonte: Mario Staderini Blog

gen 182011
 

Per Nonciclopedia – come dargli torto – l’arte di arrampicarsi sugli specchi è una antica forma zen da sempre conosciuta da buona parte della popolazione italiana. I giornalisti – perlomeno alcuni di loro – non fanno eccezione. Ecco un paio di esempi presi dallo stesso quotidiano, Il Giornale.

Alessandro Sallusti (il direttore) 17 gennaio 2011, riferendosi a Ruby:

Era minorenne, ma non nelle fattezze.

Classiche parole di coloro che, arrestati per rapporti sessuali con minori, tentano di giustificarsi.

Paolo Granzotto 18 gennaio 2011, sempre riferendosi a Ruby ed al suo cellulare “beccato” dalla cellula che serve Arcore :

Essendo mobile, il telefonino può passare di mano in mano.

Insomma per Granzotto, ad Arcore, c’era solo il cellulare di Ruby ma non lei.

gen 172011
 

Dal mio bozzolo italiano vedo passare immagini sui notiziari manipolati della tivù. Vedo quel poco che trapassa il muro dello spettacolo che domina totalmente la società italiana: la politica. Silvio Berlusconi continua a rubare la scena, non importa se ha il ruolo da protagonista come primo ministro o quello secondario come leader dell’opposizione.

I grandi cambiamenti del primo decennio del nuovo secolo sono evidenti a tutti: l’11 settembre e la guerra tra estremismo islamico e capitalismo occidentale, il divario crescente tra poveri e ricchi (sia tra paesi che all’interno di essi), le conseguenze devastanti del disastro ambientale per la vita sulla terra e gli zoppicanti tentativi internazionali di frenarne gli effetti negativi, il lento sviluppo verso un nuovo ordine mondiale, l’influenza rivoluzionaria dei social media sulla società moderna.

Ma con calma, con molta calma – siamo italiani. Se qualcosa è cambiato qui negli ultimi dieci anni, è stata proprio la perdita di prospettiva internazionale. Eppure, tutto ciò che avviene nel mondo si riflette ovviamente anche sull’Italia. Qui, nel primo decennio del nuovo secolo, la xenofobia è stata elevata a politica nazionale. Con il partito del malcontento dell’Italia settentrionale (la Lega Nord) al governo, sono state inasprite le leggi ed è stato trasformato il dibattito pubblico.

La tolleranza che una volta distingueva l’atteggiamento degli italiani nei confronti degli immigrati si è tramutata in diffidenza, talvolta in odio. L’Italia è stata in prima linea in un processo che oggi caratterizza l’Europa intera e che solo in parte si può spiegare con la paura del terrorismo. Oggi è lecito odiare il prossimo, se è straniero e meno fortunato. Le restrizioni di libertà e diritti umani vanno nella stessa direzione. La minaccia terrorista ha reso necessario controllare tutti. Videosorveglianza ad ogni angolo di strada e un’incontrollabile epidemia di intercettazioni telefoniche. Il governo italiano ha cercato di censurare internet e di togliere la possibilità ai media di fare giornalismo d’inchiesta. Dappertutto al mondo è stata frenata la libertà di stampa e di espressione, in nome della pace mondiale. Le vere ragioni sono state nascoste dietro la cortina di fumo della propaganda politica. Anche qui, l’Italia è stata in prima linea.

Politici satolli e meschini papaveri del sindacato non investono nel futuro, ma solo nella salvaguardia di privilegi già acquisiti. Le proteste studentesche che hanno scosso l’Italia nelle ultime settimane sono probabilmente l’inizio di una nuova tendenza: la rivolta violenta dei giovani contro una società che non li vede e non li sente. L’Italia sta entrando in un impetuoso conflitto generazionale, che potrebbe avere conseguenze a lungo termine. L’ordine sociale tradizionale sta scricchiolando. Nel 2008, la scelta di uomo dell’anno per il Time Magazine è stata ovviamente Barack Obama, due anni dopo è stato il fondatore di Facebook Mark Zuckerberg.

fonte: Sydsvenskan – trad. Italia dall’Estero

gen 162011
 

Sono 24,7 milioni gli italiani che si sono collegati almeno una volta a internet nel mese di novembre 2010: il 10,7% in più rispetto allo stesso periodo del 2009.

Lo rivela Audiweb, secondo cui a navigare in rete è stato il 45% della popolazione sopra i due (sic) anni. Gli internauti nel giorno medio sono aumentati da 11,3 a 12,6 milioni. Predominano gli uomini (sette milioni a fronte di cinque milioni e mezzo di donne) e quasi la metà degli utenti attivi (47,6%) hanno tra i 35 e i 54 anni. I giovani – compresi nella fascia di età fra i 25 e i 34 anni rappresentano invece il 20,9% del totale.

Intanto uno studio del Fiber to the Home Council Europe rivela che in Italia sono solo 348.000 le case collegate a internet attraverso una rete in fibra ottica che arrivi direttamente all’interno dell’abitazione. Questo risultato fa si che il nostro paese è sceso in tre anni dal 13° al 21° posto nel ranking delle famiglie abbonate a servizi in fibra ottica.

gen 152011
 

Ieri la Corte costituzionale ha rigettato il ricorso del governo contro l’articolo 48 della finanziaria della Regione Emilia-Romagna che garantisce piena parità di accesso ai servizi a tutte le famiglie, e quindi anche alle coppie di fatto di gay e lesbiche, senza distinzione di status giuridico o di orientamento sessuale.

Siamo molto soddisfatti”, spiega Paolo Patanè, presidente di Arcigay, “il pronunciamento della Corte, testimonia che il paese è più avanti dei suoi amministratori e pronto ad accogliere leggi laiche che garantiscano diritti-doveri alle famiglie di gay e lesbiche. Proprio per questo Arcigay, con Certi Diritti e Rete Lenford si stanno rivolgendo ai tribunali per l’acquisizione di diritti: se non ci arriveranno risposte dai politici ci arriveranno dai giudici e siamo in attesa di una sentenza della Corte europea dei diritti umani di Strasburgo relativa al caso di una coppia gay che vive in Italia composta da un cittadino italiano e uno australiano”. Continue reading »