GlobalBunga

 Posted by on 8 febbraio 2011  Add comments
Feb 082011
 

Se il suo posto nella storia sembra ormai garantito, Silvio Berlusconi sta per entrare anche nella linguistica globale grazie a un neologismo che gli è ormai associato in tutto il mondo: “bunga bunga“.

“Abbiamo riscontrato più di ottocento articoli e servizi sui media più importanti del mondo”, rivela alla Bbc Paul JJ Payack dello statunitense Global Language Monitor.

“Da quando si è diffusa la voce che Berlusconi aveva imparato la pratica dal suo amico Gheddafi, l’espressione si è diffusa anche nel mondo arabo. Abbiamo trovato oltre duemila risultati in lingua cinese, e diverse migliaia in russo”.

Riuscirà il bunga bunga a entrare ufficialmente nel lessico inglese? “Servono almeno 25mila riferimenti con sufficiente ampiezza e rilevanza. Ma siamo quasi sicuri di sì: su Google ci sono già 744mila risultati”.

Insomma là dove non riuscirono quelli del gruppo di Bloomsbury pare vi riesca l’uomo di Arcore.

Si da il caso, infatti, che il 7 febbraio del 1910 il principe dell’Abissinia e la sua corte furono accolti con grandi cerimonie a bordo della H.M.S. Dreadnought, la più potente nave da battaglia della marina britannica.   Al principe e alla sua corte (compreso un interprete) fu fatta visitare la nave e alla descrizione del potente vascello  essi esprimevano il loro apprezzamento  pronunciando ” Bunga, Bunga !” I dignitari lasciarono la nave accompagnati dal canto del “God Save the King” intonato dall’equipaggio.

In realtà si trattò di una burla colossale che ridicolizzò la marina di Sua Maestà.  Il fatto fu scoperto solo il giorno successivo. In dignitario abissino non era altri che il poeta e burlone Horace de Vere Cole (nella foto: ultimo a destra in costume) e Virginia Woolf faceva parte della “corte principesca” ( nella foto: ultima a sinistra) che visitò la nave. La burla divenne anche una canzoncina in voga nel Music Hall:

When I went on board a Dreadnought ship

I looked like a costermonger;

They said I was an Abyssinian prince

‘Cos I shouted ‘Bunga Bunga!’

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