Feb 152011
 

«La chiesa arricchisce Palazzo Vecchio». Con queste parole il sindaco di Firenze Matteo Renzi (Pd) ha “rivitalizzato”, stando alla cronaca locale de la Repubblica, un uditorio sonnacchioso. Il cronista non ci dice se si è risvegliato per l’entusiasmo o per l’ironia involontaria di questa battuta provocatoria e paradossale.

Già, perché è la Curia locale che omaggia il Comune con laute prebende come quegli oneri di urbanizzazione secondaria che fra chiese, parrocchie e associazioni laicali assorbono dai bilanci pubblici quasi 750.000 euro. E’ la Curia locale che paga le cedole librarie dei testi di religione, ma non quelli per l’attività didattica alternativa all’insegna della rivendicazione di una parità economica per le scuole cattoliche che Betori, bontà sua, definisce scuole di qualità che mettono al centro la persona umana. E’ sempre la Curia che, di nascosto, paga l’ICI delle innumerevoli aziende alberghiere travestite da convitti monacali.

Ha dunque ragione il sindaco Matteo Renzi quando afferma che la religione ha una «dimensione pubblica» che “arricchisce” con le sue tracimazioni incontrollate nella politica e nell’economia cittadina e relegarla nel privato offrirebbe «spazi al fanatismo e all’estremismo» delle coppie di fatto o peggio il matrimonio trans. Sono il fanatismo e l’estremismo che hanno indotto il Comune di Firenze a offrire la cittadinanza onoraria a Beppino Englaro con un atto «pretestuoso, offensivo e distruttivo».

E’ ancora e sempre il caritatevole Betori che il 26 giugno scorso, coincidenza singolare della ricorrenza della morte di don Milani e del fondatore dell’Opus Dei, invece di fare un salto a Barbiana ha commemorato san Josemaría Escrivá de Balaguer. Così come è lui che ha ripescato dal pozzo nero di don Cantini il vescovo ausiliare Claudio Maniago che, da bravo allievo e sodale, ho assistito per anni in silenzio alle gesta del maestro stupratore.

Ha ragione Betori: «nell’apertura alla trascendenza si trovano le basi di principi di convivenza condivisi», condivisi ovviamente dal sindaco Renzi in modo che Palazzo Vecchio si arricchisca dei valori del temporalismo immancabile, invadente immanente di Santa Romana Chiesa. Per chi non lo sapesse Matteo Renzi è un sindaco laico.

Marco Accorti, Uaar Firenze

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