Ricordiamo tutti la storia dei trentatre minatori cileni rimasti intrappolati per 69 lunghi giorni sotto terra. Li ricordiamo al centro di un circo mediatico cavalcato sia dalla classe politica, con in testa il presidente cileno Sebastián Piñera, sia dalla chiesa cattolica che al momento del salvataggio gridò al miracolo dalle antenne di Radio Vaticana.
Il mondo cattolico si commosse davanti alla notizia che i minatori stessero recitando il Padre Nostro al momento del salvataggio. E non si mancò di sottolineare come nei giorni immediatamente successivi alla sciagura si fosse provveduto a far calare delle Bibbie per recare conforto agli uomini intrappolati. Insomma tutto bene quel che finisce bene, tutto bello e tutto politically correct.
Ma esiste anche un aspetto meno corretto e, forse per questo, anche più umanamente reale. Ce lo rivela Jonathan Franklin – giornalista del New York Times – che ai tempi ottenne il permesso per seguire la vicenda e che ora ha scritto un libro.
Secondo quanto riportato dal Daily Mail alcuni i minatori chiesero ed ottennero della cannabis da fumare per allentare la tensione. Essi poi rifiutarono di condividerla con altri compagni, creando pericolose tensioni nel gruppo. Più grave ancora fu pero’ la tensione causata dall’astinenza sessuale. I minatori arrivarono a richiedere delle bambole gonfiabili, ma la cosa non ebbe seguito per il rifiuto delle autorità, che però provvidero a far calare l’inserto sexy La Bomba 4 del popolare tabloid La Cuarta.
