Feb 272011
 

Il Comitato Nazionale di Bioetica (CNB) ha espresso un parere che sostiene l’obiezione di coscienza per i farmacisti, per quanto riguarda la vendita della pillola del giorno dopo (da non confondersi con la pillola RU486, n.d.r.). La decisione, votata a maggioranza, non ha visto però tutti i membri d’accordo, come conferma il vicepresidente Lorenzo D’Avack. Questi però sono concordi nel garantire alla donna il diritto di ottenere sempre la pillola del giorno dopo, nel caso venisse approvata una legge sull’obiezione di coscienza per i farmacisti.

Il parere del CNB è stato sollecitato dalla deputata Luisa Capitanio Santolini (UDC), in merito all’obiezione di coscienza “per non vendere prodotti farmaceutici per i quali non si può escludere la possibilità di un meccanismo di azione che porti all’eliminazione dell’embrione“.

Il presidente di Federfarma, Annarosa Racca, commenta così il parere: ” il farmacista ha il dovere di dispensare, sotto prescrizione, ogni tipo di farmaco, quindi se in una farmacia c’è un obiettore, ci dovrà anche essere un altro farmacista non obiettore, perchè le nostre strutture non solo svolgono un servizio fondamentale sul territorio ma sono anche un terminale del Servizio Sanitario Nazionale“. A chiedere una legge “che dovrà necessariamente tener contro di entrambi gli aspetti“, anche la Federazione degli Ordini dei farmacisti Italiani (FOFI).

L’Associazione per i diritti degli utenti e consumatori (ADUC) invece chiede che la pillola del giorno dopo sia venduta senza ricetta e anche fuori dalle farmacie. Critiche dalla Consulta di Bioetica che in un comunicato parla di “nuovo attacco all’idea di Stato Laico“.

immagine: Gianfalco

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