Feb 112011
 
«È una legge “contro” il testamento biologico, non “per” il testamento biologico». Lo ha detto a pochi giorni dall’approdo alla Camera del ddl Calabrò – che arriverà in aula il 21 febbraio – Luca Savarino, coordinatore della Commissione Nazionale di Bioetica della Tavola Valdese e ricercatore della Facoltà di Scienze Politiche dell’Università del Piemonte Orientale. «Non concordo con la decisione di escludere idratazione e alimentazione artificiale dalle materie oggetto di decisione – ha aggiunto Savarino – questa proposta di legge, così come approvata dal Senato, è una finta legge, in quanto annuncia la difesa d’un principio che poi non integra pienamente e quindi, riconoscendolo a metà, lo nega completamente. Il principio di autodeterminazione non può limitarsi al principio di informazione e tanto meno alla concessione d’una libertà parziale».
Sulla stessa linea anche il pastore Gianni Genre, ex-moderatore della Tavola valdese: «Un ddl spaventoso. Il testo Calabrò è un lascia passare per l’accanimento terapeutico. Una legge coercitiva che spero non vedrà mai la luce. A questo punto è preferibile mantenere il vuoto legislativo e rifarsi ai precedenti giurisprudenziali che pure ci sono, e che hanno garantito ai pazienti in questione una tutela adeguata». Il pastore Genre ha voluto ricordare come tra la Chiesa cattolica e quella evangelica in Germania esista da tempo un’intesa in merito alle deposizioni di fine vita. «Solo la Chiesa cattolica italiana insiste ancora sul fatto che la vita biografica sia equivalente a quella biologica. Come chiese valdesi esprimiamo una posizione in tutto simile alla Conferenza episcopale tedesca. Un dato che quantomeno dovrebbe far riflettere i nostri deputati che nei prossimi giorni si accingono a discutere il ddl Calabrò».

fonte: Cronache Laiche

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