Testosterone e Vecchi Merletti

 Posted by on 21 febbraio 2011  Add comments
Feb 212011
 

Sarebbe bello avere una Presidente del Consiglio donna. O una Presidentessa della Repubblica. Così, tanto per cambiare.

L’idea di una presenza femminile al comando di una nazione non poi così fantascientifica: nel resto del mondo è già accaduto, e spesso con risultati eccellenti.

La recente levata di scudi nel Partito Democratico a reazione dell’ ipotizzata candidatura di Rosy Bindi induce a una riflessione collaterale sulla (mancata) presenza delle donne ai vertici della politica italiana.

Dispiace ammetterlo: ben prima della nascita di quei partiti che oggi compongono la nostra maggioranza di governo, la sinistra italiana ci ha lentamente abituati ad una immagine della donna come interlocutore politico di serie B. Ieri come oggi, puntuali ad ogni elezione, roboanti proclami femministi accompagnavano la nomina di drappelli di assessore locali, destinate però ad una triste e rassegnata esistenza a livello provinciale o regionale.  Lassù in alto, sulle poltrone del comando e del prestigio, ieri come oggi, le donne siedono col contagocce. Si resta sempre con la sgradevole impressione che la preziosa “base” su cui poggia la nostra sinistra sia composta da uno stuolo di femmine precettate per preparare i tortellini alla festa del partito, ma prive di una reale possibilità di affrancarsi dal ruolo di obbediente e sottomessa comparsa.

Colpisce che la proposta di Nichi Vendola (poco più di una boutade, in verità) di nominare l’Onorevole Bindi abbia scatenato reazioni fulminee e compatte in un partito che di solito spicca proprio per la mancanza di compattezza  e di velocità. Tutti uniti questa volta – persino Veltroni e D’Alema si sono trovati d’accordo – nell’esprimere voci di condanna.

E pensare che mai come in questo momento una donna ci starebbe proprio bene per voltare pagina ed allontanarsi da questo mare di testosterone che spinge gli stantii protagonisti dell’ agone politico a scannarsi per una poltrona. Con Massimo D’Alema che dichiara: “Naturalmente, visto che si parla di grande coalizione, il candidato deve essere concordato e non imposto“. Che tradotto dal dalemese significa “qui comando io e il candidato lo scelgo io, come è ormai mia abitudine“. E con la dichiarazione (al limite della comicità – visti i metodi ed i nomi delle primarie  democratiche di Napoli ) di Beppe Fioroni: “Vendola bluffa. Non indichi la Bindi, offra soluzioni alla crisi. Il modo migliore per aiutare questa maggioranza allo sfascio è indicare nomi e metodi per scegliere i candidati“.

Voci non certo tenere nemmeno dalla parte di coloro che vogliono rottamare la vecchia classe dirigente del PD, con l’iperpresenzialista Matteo Renzi che si affretta a sottolineare che “la Bindi ha già 60 anni“. Come se si trattasse davvero di una questione di età. Come se davvero la rottamazione di una classe dirigente incapace di sviluppare soluzioni nuove dovesse passare esclusivamente dal vaglio della carta di identità. Come se si volesse far finta di non accorgersi che i quarantenni esponenti del PD sono spesso uguali – nei toni e nei modi – ai cinquantenni esponenti del PD, e ai sessantenni esponenti del PD, e ai settantenni esponenti del PD . . .

Ci vorrebbe una donna. Che non è Rosy Bindi, dal momento che lei stessa è la prima a tirarsi indietro ricordandoci che “il candidato è Bersani”. Un forte esempio di correttezza e lealtà, fuori moda in tempi di ribaltoni e voltafaccia.

Ci vorrebbe una donna. Che però non ci sarà, perchè per le donne italiane la vita nella politica è molto triste, a qualunque schieramento si appartenga.

Il PDL ci ha dimostrato che attualmente esiste in Italia un partito disposto a spingerti in avanti se acconsenti a sfoggiare scollatura e labbro rifatto.

Il PD ci dimostra che un partito disposto a spingerti in avanti se hai un cervello da sfoggiare ancora deve arrivare.

  One Response to “Testosterone e Vecchi Merletti”

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