Mar 162011
 

Il devastante terremoto che ha colpito il Giappone riaccende il dibattito sul  nucleare.

In queste ore l’attenzione mondiale è focalizzata sull’emergenza alla centrale di Fukushima, e le previsioni sui possibili sviluppi dei danni strutturali non lasciano spazio all’ottimismo. Da due giorni le informazioni vengono distribuite con parsimonia, in ossequio ad una prassi ormai consolidata: quando si parla di incidenti alle centrali nucleari per i governi è imperativo cercare di minimizzare l’evento e le sue conseguenze.

Il precedente più illustre — e criminale — e’ quello della centrale di Chernobyl,  il cui incidente fu  tenuto segreto, salvo poi essere scoperto a causa della nube radioattiva che aveva invaso la penisola scandinava. Una simile strategia del silenzio era stata adottata anni prima, nel 1957, a Windscale (GB), quando si cercò di non divulgare la notizia della fusione del nocciolo con una fuga di radioattività pari al 1/10 della bomba atomica di Hiroshima. Qua un elenco dettagliato degli incidenti alle centrali nucleari di cui si è saputo.

Accade poi che di altri incidenti non si sappia proprio nulla, e che  la reticenza e la disinformazione diventino  una delittuosa omertà. E’ il caso del Niger, ad esempio.

Il Niger non è un paese importante quanto il Giappone. Gli andamenti della sua economia non possono  provocare fibrillazioni alla finanza e alla speculazione mondiale. Presso i media, poi, il Niger non fa audience: inutile mandare telecamere, poiché  non ci sono da mostrare  aeroporti invasi dal mare o interi villaggi distrutti in modo spettacolare. Sulla catastrofe del  Niger non ci sono riprese fatte con gli smartphone e trasferite in rete.

Del Niger si sa approssimativamente che è un paese africano. Pochi sono a conoscenza del fatto che  il Niger è il maggior produttore mondiale di uranio. Chissà quanti hanno saputo (la notizia non ha visto la prima pagina dei quotidiani) che nel dicembre scorso dalla miniera di uranio Somair, di proprietà della multinazionale francese Areva, sono fuoriusciti 200.000 litri di fanghi radioattivi che si sono riversati nell’ambiente provocando quello che è forse il peggior disastro nucleare della storia.

Tutto questo mentre in Italia si continua a dibattere sull’introduzione del nucleare. La propaganda punta sulla sicurezza dell’ “energia pulita” prodotta dal nucleare, omettendo di sottolineare il fatto che  la centrale è “solo” una parte del processo. A monte ci sono l’estrazione e la raffinazione dell’uranio che, come nel caso del Niger, presenta rischi gravissimi. A valle c’è lo smaltimento efficace, ancora tutto da inventare, delle scorie radioattive.

In Italia il ministro Stefania Prestigiacomo  ha etichettato come ”macabri” tutti coloro che non sono favorevoli alla scelta del nucleare.  Noi pretendiamo un mondo più pulito e più sicuro, e gli esempi del Giappone e del Niger ci ricordano che il “mondo” è più vasto dei meschini confini clientelari di casa nostra. Noi non ci sentiamo macabri, sono loro ad essere grotteschi.

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