Apr 202011
 

 

L’Ungheria è la “nazione etnica” degli ungheresi, che onora la corona di re Stefano che da più di mille anni rappresenta l’unità della nazione. Per l’Ungheria il cristianesimo e Dio sono considerati gli elementi fondanti del paese.

Questo è quanto scritto nel preambolo della nuova costituzione magiara approvata a grande maggioranza dal parlamento di Budapest. L’opposizione ha bollato tale prassi come un “putsch istituzionale”. Più volte, durante il dibattito politico, culturale e parlamentare, è stato ricordato che:

La costituzione è la cornice decisa dall’insieme dei cittadini per essere il principio ispiratore della vita comunitaria. Poiché non si vive in un’epoca rivoluzionaria, questa cornice non può essere definita ed imposta da una maggioranza parlamentare, in quanto caratteristica della democrazia è che la maggioranza parlamentare cambi, mentre caratteristica della costituzione è che essa sia perenne e si metta al servizio degli interessi di tutta la comunità, a prescindere dalle variazioni politiche.

La carta costituzionale ungherese, così com’è stata modificata, stabilisce, tra l’altro, che la difesa del feto va posta in atto “fin dal suo concepimento” e che l’istituzione matrimoniale prevista è solo quella fra uomo e donna. Forti e numerose limitazioni sono state introdotte all’azione di controllo della Corte Costituzionale. Di contro l’esecutivo eserciterà maggiori poteri sulla magistratura e sui media.

La costituzione introdotta è opera di un governo – guidato dal premier Viktor Orbàn – ultraconservatore, populista, cristiano, dichiaratamente antieuropeista. Con forti venature revansciste (*) e razziste. Fu lo stesso Viktor Orbàn, all’atto della sua nomina a primo ministro, a dichiarare in parlamento che:

[…] noi non crediamo nell’ Unione Europea, crediamo nell’Ungheria, e consideriamo l’Unione Europea da un punto di vista secondo cui, se facciamo bene il nostro lavoro, allora quel qualcosa in cui crediamo, che si chiama Ungheria, avrà il suo tornaconto […]

Ironia della sorte Orbàn riveste fino al prossimo luglio la carica (di turno) di Presidente del Consiglio dell’Unione Europea.

Picconare e cambiare la costituzione a colpi di maggioranza. Disporre di maggiori poteri sulla magistratura e sui media. Limitare i poteri della Corte Costituzionale. Rompere l’architettura costituzionale data dalla netta separazione e indipendenza tra i poteri dello stato. Tutto ciò vi ricorda qualcosa ma, soprattutto, qualcuno?

(*) Il revancismo è il male oscuro che fin dal Trattato del Trianon del 1920 riaffiora, periodicamente, in Ungheria.

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