La strategia del silenzio

 Posted by on 19 Aprile 2011  Add comments
Apr 192011
 

Se ce una cosa che questo governo riesce a fare molto bene è cambiare idea sui punti programmatici senza dirlo a nessuno. Un esempio? Il cambio di rotta relativo al programma per lo sviluppo dell’energia nucleare.

Ecco cosa dichiarò il ministro dell’economia Giulio Tremonti nel settembre 2010:

«Un punto che ci penalizza è quello del nucleare: noi importiamo energia. Mentre tutti gli altri paesi stanno investendo sul nucleare noi facciamo come quelli che si nutrono mangiando caviale, non è possibile. Non dobbiamo credere a quelli che raccontano le balle dei mulini a vento, le balle dell’eolico, vi siete mai chiesti perchè in Italia non ci sono i mulini a vento? Quello dell’eolico è un business ideato da organizzazioni corrotte che vogliono speculare e di cui noi non abbiamo certo la quota di maggioranza».

Salvo, pochi giorni fa, rimangiarsi tutto perchè il “rigore fiscale impone uno stop allo sviluppo del nucleare“.

La decisione di rinunciare al nucleare non può che renderci felici. Ma queste dichiarazioni sono state fatte, ça va sans dire, al margine di una riunione o di un convegno, e quindi il punto è un’altro. Se cambi opinione su un aspetto importante del programma elettorale, non dovresti renderne conto in maniera ufficiale a coloro  che sul quel programma ti hanno votato?

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