Apr 142011
 

Ci sarebbe piaciuto vedere la faccia dei nostri Leghisti Lombardi, quelli che si credono eredi di una razza padana sacra, eletta, superiore e inattaccabile.

Chissà che effetto gli ha fatto a vedersi descrivere come “ratti”, immigranti schifosi che ti entrano in casa per rubare il lavoro ai legittimi cittadini? Forse proprio questo è il bello della legge del contrappasso: Paese che vai, “immigranti schifosi” che trovi.

Ratti! Sono stati proprio gli omologhi della Lega Nord – gli svizzeri della Lega Ticinese – a stigmatizzare tanto duramente i frontalieri italiani. Per chi non lo sapesse, i “frontalieri” sono i cittadini italiani residenti in Italia (per lo più dislocati nelle provincie di Como e Varese) che ogni mattina passano il confine per andare a lavorare in Svizzera. In effetti pare un atto di italica furbizia: risiedere in un paese dove la vita costa meno (l’Italia) e andare ogni mattina a lavorare in un paese dove gli stipendi sono il doppio (la Svizzera). La Lega Ticinese ha definito i frontalieri come “ratt” (topi), una peste immigratoria da cacciare via senza pietà, dal momento che ruba il lavoro ai cittadini svizzeri.

Domenica scorsa la Lega dei Ticinesi ha trionfato (30% dei voti, più 8% rispetto al precedente voto del 2005) nelle elezioni cantonali del Ticino facendo propria la battaglia contro i frontalieri italiani. Giuliano Bignasca, leader dei leghisti ticinesi e alter ego svizzero di Umberto Bossi, a risultati acquisiti ha dichiarato che: “Parleremo con Bossi affinché parli con Tremonti. Se non cambiano le cose, o con le buone ocon le cattive, gli tagliamo i frontalieri“. Insomma affari fra “Leghe”.

E’ proprio vero che c’è sempre un Nord dislocato più a Nord di te.

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