apr 212011
 

I dieci più potenti computer al mondo hanno una caratteristica comune: quella di utilizzare il kernel Linux. Un kernel che per la sua duttilità e affidabilità è il “cuore” di macchine impiegate in operazioni delicatissime. Ma quando parliamo di supercomputer cosa intendiamo? Quali sono le loro prestazioni?

Prendiamo ad esempio il Tianhe-1A, il primo di questa graduatoria. Esso è in grado di svolgere in un solo giorno quello che un nostro dual-core odierno completerebbe in 160 anni. La TOP500 è la classifica dei supercomputer più potenti, una classifica che viene aggiornata semestralmente. Vediamola.

1 - Ecco allora il primo della lista: Tianhe-1A

È il supercomputer cinese ad essere davanti a tutti e può vantare una potenza di calcolo di ben 2,5 petaflops. FLOPS è l’ acrononimo di Floating Point Operations Per Second, ovvero l’unità di misura che indica il numero di operazioni in virgola mobile eseguite in un secondo dalla CPU. Peta è il suffisso che equivale a 10 elevato a 15. Il numero risultante è enorme ed è il frutto dei 186.368 core e 229.376 GB di ram che ha a disposizione.

2 - Quasi un quarto di milione di core per Jaguar

Jaguar, un Cray XT5-HE, è un super computer che è in uso presso l’Oak Ridge National Laboratory e può vantare, grazie ai suoi 224.162 core, di arrivare a 1,76 petaflops. Secondo l’Oak Ridge si tratta del supercomputer più rapido per usi non riservati.

3 - Al terzo posto c’è ancora un cinese: Dawning Nebulae

Quando fu presentato all’inizio dello scorso anno era il supercomputer più veloce al mondo con i suoi 1,27 petaflops, ma è già sceso in terza posizione. Da notare che il primo, sempre cinese, ha una capacità di calcolo raddoppiata.

4 - Tsubame 2.0

Tsubame è ospitato in Giappone. È una macchina in grado di arrivare, come capacità di calcolo di picco, a 2,3 petaflops, ma per lavori più lunghi scende a 1,4 petaflops. Nonostante la sua potenza è in grado di consumare un quarto dell’energia ed occupare un quarto dello spazio rispetto a Jaguar. Secondo il professore Satoshi Matsuoka Tsubame si comporta molto bene nelle previsioni meteo, modelli biomolecolari e simulazione di tsunami.

5 - Hopper

Un supercomputer utilizzato per lavorare sui cambiamenti climatici, energia pulita, astrofisica, fisica delle particelle e molto altro. Il suo indirizzo è quello dell’US Department of Energy’s National Energy Research Scientific Computing Center ed è a disposizione di più di 3000 ricercatori.

6 - Il francese Tera-100

Tera-100 è stato il primo supercomputer a raggiungere il petaflops di operazioni ed essere costruito in Europa. Il suo compito? Garantire la stabilità delle testate nucleari.

7 - Il vecchio campione: Roadrunner

Il primo in assoluto a superare la soglia del petaflop ed il campione del 2008 ormai sceso in settima posizione. Il suo compito principale è garantire la stabilità delle testate nucleari statunitensi mentre invecchiano anche se è comunque disponibile, a pagamento, per le industrie che hanno bisogno di svolgere una considerevole mole di calcoli.

8 - La risposta alla vita, l’universo e tutto quanto: Kraken

Per poter utilizzare questo super computer il vostro progetto deve poter utilizzare contemporaneamente almeno 512 core. Una cifra non certamente considerevole se pensata nell’insieme dei 112.895 a disposizione e suddivisi in 9408 nodi. Il suo scopo è quello di aiutare gli scienziati nella ricerca delle risposte scientifiche più sfuggenti e nel tentativo di conoscere l’origine dell’universo.

9 - Jugene

Questo super computer tedesco è stato sviluppato per avere sia bassi consumi sia alte prestazioni ed è stato utilizzato per differenti progetti. Fra questi la ricerca di come funzionano i DVD. Lo scopo era quello di capire meglio quali fossero i processi che venivano messi in modo durante la cancellazione e scrittura di un DVD per migliorare le nostre capacità di archiviazione.

10 - Cielo

Un supercomputer statunitense utilizzato per calcoli riservati dal governo e gestito dall’US National Nuclear Security Administration. Nel corso di quest’anno passerà dai 6.704 core agli oltre 9.000 con un incremento di RAM da 221,5 TB a 300TB.

Una classifica che non resterà ferma lungo. Stanno per arrivare infatti Titan e Sequoia, due supercomputer che daranno del filo da torcere a quelli già presenti in questa classifica. Titan e Sequoia che avranno anche loro un cuore Linux.

fonte: Techradar.com

apr 202011
 

 

L’Ungheria è la “nazione etnica” degli ungheresi, che onora la corona di re Stefano che da più di mille anni rappresenta l’unità della nazione. Per l’Ungheria il cristianesimo e Dio sono considerati gli elementi fondanti del paese.

Questo è quanto scritto nel preambolo della nuova costituzione magiara approvata a grande maggioranza dal parlamento di Budapest. L’opposizione ha bollato tale prassi come un “putsch istituzionale”. Più volte, durante il dibattito politico, culturale e parlamentare, è stato ricordato che:

La costituzione è la cornice decisa dall’insieme dei cittadini per essere il principio ispiratore della vita comunitaria. Poiché non si vive in un’epoca rivoluzionaria, questa cornice non può essere definita ed imposta da una maggioranza parlamentare, in quanto caratteristica della democrazia è che la maggioranza parlamentare cambi, mentre caratteristica della costituzione è che essa sia perenne e si metta al servizio degli interessi di tutta la comunità, a prescindere dalle variazioni politiche.

La carta costituzionale ungherese, così com’è stata modificata, stabilisce, tra l’altro, che la difesa del feto va posta in atto “fin dal suo concepimento” e che l’istituzione matrimoniale prevista è solo quella fra uomo e donna. Forti e numerose limitazioni sono state introdotte all’azione di controllo della Corte Costituzionale. Di contro l’esecutivo eserciterà maggiori poteri sulla magistratura e sui media.

La costituzione introdotta è opera di un governo – guidato dal premier Viktor Orbàn – ultraconservatore, populista, cristiano, dichiaratamente antieuropeista. Con forti venature revansciste (*) e razziste. Fu lo stesso Viktor Orbàn, all’atto della sua nomina a primo ministro, a dichiarare in parlamento che:

[...] noi non crediamo nell’ Unione Europea, crediamo nell’Ungheria, e consideriamo l’Unione Europea da un punto di vista secondo cui, se facciamo bene il nostro lavoro, allora quel qualcosa in cui crediamo, che si chiama Ungheria, avrà il suo tornaconto [...]

Ironia della sorte Orbàn riveste fino al prossimo luglio la carica (di turno) di Presidente del Consiglio dell’Unione Europea.

Picconare e cambiare la costituzione a colpi di maggioranza. Disporre di maggiori poteri sulla magistratura e sui media. Limitare i poteri della Corte Costituzionale. Rompere l’architettura costituzionale data dalla netta separazione e indipendenza tra i poteri dello stato. Tutto ciò vi ricorda qualcosa ma, soprattutto, qualcuno?

(*) Il revancismo è il male oscuro che fin dal Trattato del Trianon del 1920 riaffiora, periodicamente, in Ungheria.

apr 192011
 

Se ce una cosa che questo governo riesce a fare molto bene è cambiare idea sui punti programmatici senza dirlo a nessuno. Un esempio? Il cambio di rotta relativo al programma per lo sviluppo dell’energia nucleare.

Ecco cosa dichiarò il ministro dell’economia Giulio Tremonti nel settembre 2010:

«Un punto che ci penalizza è quello del nucleare: noi importiamo energia. Mentre tutti gli altri paesi stanno investendo sul nucleare noi facciamo come quelli che si nutrono mangiando caviale, non è possibile. Non dobbiamo credere a quelli che raccontano le balle dei mulini a vento, le balle dell’eolico, vi siete mai chiesti perchè in Italia non ci sono i mulini a vento? Quello dell’eolico è un business ideato da organizzazioni corrotte che vogliono speculare e di cui noi non abbiamo certo la quota di maggioranza».

Salvo, pochi giorni fa, rimangiarsi tutto perchè il “rigore fiscale impone uno stop allo sviluppo del nucleare“.

La decisione di rinunciare al nucleare non può che renderci felici. Ma queste dichiarazioni sono state fatte, ça va sans dire, al margine di una riunione o di un convegno, e quindi il punto è un’altro. Se cambi opinione su un aspetto importante del programma elettorale, non dovresti renderne conto in maniera ufficiale a coloro  che sul quel programma ti hanno votato?

Beati Loro

 di - 18 aprile 2011  Commenta »
apr 182011
 

Il comune di Roma è alle prese con gravi problemi finanziari. In tre anni di amministrazione Alemanno la capitale ha già cambiato tre assessori al bilancio. L’ultimo, Carmine Lamanda, si accinge a varare una manovra economica da 388 milioni di euro fatta di tasse e tagli ai servizi.

In un’intervista rilasciata al Messaggero (cronaca di Roma, pag. 34) Lamanda illustra le future strategie (alcune delle quali oltremodo creative) all’esame per sanare il bilancio della capitale. Queste alcune delle  proposte:

  • un contributo di 5 euro a ragazzino frequentante le scuole elementari;
  • aumento del biglietto dell’autobus solo in centro ( e ci piacerebbe capire con quali criteri con i quali verrà definito il “centro” di Roma);
  • aumento pari al 10-20% della Tariffa Rifiuti.

Una manovra pesantissima a spese dei cittadini di Roma. Pesantissima e beffarda, dal momento che il comune si appresta a “contribuire” con tre milioni e mezzo di euro alla beatificazione di Giovanni Paolo Secondo.

La beatificazione avverrà  il 1° maggio a Roma e la giunta Alemanno ha già dato il via alla mobilitazione per dare lustro all’evento. Ecco alcuni dettagli del progetto:

Saranno installati dei Totem multimediali touchscreen con guide multilingue. L’operatività del call center 060606 del Comune di Roma sarà estesa alle 24 ore. E’ stata aperta una apposita sezione sul portale del Comune. Saranno inoltre allestite mostre in  piazza della Repubblica, mentre Palazzo Caffarelli sarà precettato dal 28 aprile al 25 settembre per una sorta di gemellaggio con Varsavia. Il 2 maggio Piazza del Campidoglio sarà l’arena dove si svolgerà un megaconcerto. L’1 e 2 maggio il prezzo del biglietto per i musei cittadini sarà portato a 1 euro. Infine una statua in bronzo alta 4 metri e raffigurante Giovanni Paolo II, verrà collocata davanti alla stazione Termini, in un contesto urbano e storico che ha sollevato non poche perplessità.

Come abbiamo detto, tutte queste iniziative da parte del Campidoglio avranno un costo pari  a tre milioni e mezzo di euro e ci domandiamo quanto possa essere lecito che una amministrazione comunale di un paese laico devolva una così cospicua parte del bilancio per una celebrazione religiosa.

Si potrà obiettare che Roma avrà un ritorno economico dall’evento. Peccato però che questo tipo di afflusso – il “turismo religioso” – vada in genere a privilegiare le strutture alberghiere gestite da enti e organizzazioni religiose. Quelle, tanto per capirsi, che sono esentate dal pagamento dell’ICI e da altre tassazioni e che sono in concorrenza diretta, vista la possibilità di praticare prezzi fortemente concorrenziali, con le strutture alberghiere tradizionali. Strutture, quelle religiose, che solo a Roma rappresentano circa il 40% dei posti letto.

apr 172011
 

Il preside dell’istituto alberghiero ‘Marco Polo’ di Genova con una recente circolare ha vietato la distribuzione di carne a mensa il venerdì nel periodo di quaresima. Il preside, Enrico Alloero, ha sostenuto che la decisione è stata presa per rispetto nei confronti degli studenti cattolici praticanti.

Le polemiche sorte da questa decisione sono state molto dure e, durante un confronto fra studenti e preside, è stato chiesto provocatariamente a quest’ultimo se fosse anche previsto un digiuno totale durante il periodo del Ramadam per rispetto nei confronti degli studenti islamici.

Un musulmano che non mangia maiale non può frequentare questa scuola”, questa la risposta data dal preside.

La notizia segue di pochi giorni l’altra proveniente da Ravenna, dove il consigliere comunale Nicola Grandi (UDC)  aveva chiesto che fosse osservato il “digiuno quaresimale” nella scuole della città romagnola per rispetto allo spirito della Quaresima.

E poi hanno anche il coraggio di affermare che il cattolicesimo non è più la religione di stato.

apr 162011
 

A venticinque anni di distanza dal disastro di Cernobyl, una nuova ricerca di Greenpeace in Ucraina rileva alti livelli di contaminazione radioattiva in molti alimenti di base, come latte e funghi. A marzo 2011, infatti, gli esperti di radiazioni di Greenpeace hanno raccolto e analizzato 114 campioni di prodotti alimentari nelle aree di Rivnenska Oblast e Zhytomyrska Oblast e, per confronto, in varie località nell’area di Kiev.

I campioni sono stati acquistati nei mercati locali o ottenuti dai contadini. In un villaggio della regione di Rivnenska, Greenpeace ha trovato concentrazioni di Cesio 137 che nel 93% dei campioni di latte analizzati eccedono tra 1,2 e 16,3 volte i livelli pericolosi per i bambini, secondo la legislazione ucraina.

Le nostre analisi hanno riscontrato alti livelli di radioattività, dovuti alla catastrofe di Cernobyl, in molti campioni di alimenti – spiega Iryna Labunska, esperta di Greenpeace International. - I livelli di contaminazione più alti sono stati rinvenuti in alimenti di base come latte e funghi. In numerosi casi i livelli di cesio radioattivo eccedono i limiti previsti dalla legge”.

In Ucraina, 18mila chilometri quadrati di terreni agricoli sono stati contaminati in seguito all’esplosione di Cernobyl. E si stima che il 40% dei boschi, pari a una superficie di 35mila chilometri quadrati, siano contaminati. Negli anni successivi all’incidente nucleare, il governo ucraino ha effettuato regolari analisi dei prodotti alimentari provenienti dalle aree contaminate, rendendone pubblici i risultati. Tuttavia, negli ultimi due anni questo tipo di monitoraggio non è più stato effettuato. In questo modo una preziosa serie storica di dati è stata interrotta.

I risultati delle nostre analisi – leggiamo nella nota di Greenpeace – confermano invece l’urgenza di proseguire con una valutazione approfondita e scientificamente fondata della contaminazione radioattiva dei terreni destinati all’agricoltura e al pascolo nelle aree colpite del territorio ucraino”.

fonte: e-gazette

apr 152011
 

Nelle città europee niente più auto alimentate con carburanti tradizionali ma, dal 2050, solo mezzi ecologici: è questo uno degli obiettivi della road map sui trasporti verdi lanciata in questi giorni dalla Commissione europea, che renderà l’Ue meno dipendente dal petrolio.

Il piano prevede target anche per i viaggi a medio e lungo raggio di merci e persone, coinvolgendo il settore marittimo e quello aeronautico. Nel complesso, l’Europa dovrebbe riuscire così a ridurre del 60% le emissioni di anidride carbonica del settore entro la metà di questo secolo.

Il primo giro di boa nei centri urbani è previsto nel 2030, quando verrà dimezzato l’uso dei veicoli inquinanti per i passeggeri e il trasporto merci sarà “carbon free”, cioè esente da CO2.

Sistemi di trasporto concorrenziali sono vitali per la competitività dell’Europa nel mondo, per la crescita economica, la creazione di posti di lavoro e la qualità della vita – afferma il commissario Ue ai Trasporti, Siim Kallas. – Ci vuole tempo per realizzare le infrastrutture, quindi le scelte di oggi determineranno la struttura del sistema dei trasporti nel 2050”.

fonte: e-gazete

apr 142011
 

Ci sarebbe piaciuto vedere la faccia dei nostri Leghisti Lombardi, quelli che si credono eredi di una razza padana sacra, eletta, superiore e inattaccabile.

Chissà che effetto gli ha fatto a vedersi descrivere come “ratti”, immigranti schifosi che ti entrano in casa per rubare il lavoro ai legittimi cittadini? Forse proprio questo è il bello della legge del contrappasso: Paese che vai, “immigranti schifosi” che trovi.

Ratti! Sono stati proprio gli omologhi della Lega Nord – gli svizzeri della Lega Ticinese – a stigmatizzare tanto duramente i frontalieri italiani. Per chi non lo sapesse, i “frontalieri” sono i cittadini italiani residenti in Italia (per lo più dislocati nelle provincie di Como e Varese) che ogni mattina passano il confine per andare a lavorare in Svizzera. In effetti pare un atto di italica furbizia: risiedere in un paese dove la vita costa meno (l’Italia) e andare ogni mattina a lavorare in un paese dove gli stipendi sono il doppio (la Svizzera). La Lega Ticinese ha definito i frontalieri come “ratt” (topi), una peste immigratoria da cacciare via senza pietà, dal momento che ruba il lavoro ai cittadini svizzeri.

Domenica scorsa la Lega dei Ticinesi ha trionfato (30% dei voti, più 8% rispetto al precedente voto del 2005) nelle elezioni cantonali del Ticino facendo propria la battaglia contro i frontalieri italiani. Giuliano Bignasca, leader dei leghisti ticinesi e alter ego svizzero di Umberto Bossi, a risultati acquisiti ha dichiarato che: “Parleremo con Bossi affinché parli con Tremonti. Se non cambiano le cose, o con le buone ocon le cattive, gli tagliamo i frontalieri“. Insomma affari fra “Leghe”.

E’ proprio vero che c’è sempre un Nord dislocato più a Nord di te.

apr 132011
 

Avevamo appena avuto il tempo di abituarci a tette e culi. Ci troviamo impreparati adesso alla nuova frontiera dell’osceno, che e’ quella di sbandierare la nudità dell’anima.

La nuova moda della TV si chiama Conversione, e i talkshow  pullulano di aspiranti vip che si mettono in mostra con impudiche narrazioni religiose.

Noi siamo all’antica, e la religione ci pare materia seria e delicatissima, da trattare con rispetto. Rimpiangiamo le conversioni di una volta, i bei tempi in cui convertirsi era un fatto intimo e personale, da condividere tuttalpiù con i familiari o con una ristretta comunità di fedeli.

Ai bei tempi il converso era al massimo consumato dall’inarrestabile desiderio di pregare ed espiare. Ma lo faceva in silenzio, senza clamore.
I tempi sono cambiati, e il  novello cristiano pare mosso da una sola pulsione, quella che lo porta a tediare il prossimo e a parlarsi addosso. La conversione viene portata allora in TV e sui giornali di gossip, esposta senza pudore.

L’ultima della lista di personaggi che scelgono la religione per ottenere visibilità è Daniela Rosati, già presentatrice di ” Tutto Benessere” ed ex moglie di Adriano Galliani. Ma la strada delle conversioni pubbliche e plateali – inaugurata dal giornalista Magdi Allam – era stata già percorsa dal giornalista televisivo Paolo Brosio convertitosi sulla strada di Medjugorje. E ancor prima dall’attrice Claudia Koll.

E quindi ecco la Rosati presenziare a show di vario spessore (da “Se… a casa di Paola” condotta da Paola Perego, a “Mattino Cinque” di Federica Panicucci, fino a “Pomeriggio 5″ con Barbara D’Urso) per raccontarci di come si è convertita a Santa Brigida. La conversione della signora è al momento la seconda, essendosi in precedenza già proclamata buddhista. Daniela Rosati promette poi di tornare sul piccolo schermo in autunno, magari con una nuova conversione pronta per il palinsensto invernale.

apr 122011
 

Nell’ottobre del 2001, Silvio Berlusconi ricopriva già la funzione di Presidente del consiglio italiano. In occasione di un viaggio a Berlino, egli dichiarava pubblicamente la “superiorità della civiltà occidentale” sull’islam e sul mondo arabo musulmano. Un modo semplice per fare propria la tesi di Samuel Huntington sullo scontro di civiltà. Eppure questa settimana, la democrazia parlamentare italiana non ha dimostrato di essere animata da uno spirito particolarmente superiore a quello che anima i futuri democratici della primavera araba.

“Vietnam parlamentare”

Palazzo Montecitorio, sede della Camera dei deputati, ha dato “uno spettacolo intollerabile, che rischia di minare la credibilità delle istituzioni e di sconcertare i cittadini. Non si può più continuare così.” Il Presidente della repubblica, Giorgio Napolitano, ultima roccaforte contro la frammentazione della vita politica italiana, suona il campanello d’allarme. Per tentare di salvare il salvabile, ha convocato d’urgenza al Quirinale i capigruppo parlamentari per richiamarli alle loro responsabilità. Continue reading »