Mag 142011
 

Gentile Moratti, io voterò Pisapia.

Dato che le elezioni amministrative sono (anche) una valutazione dell’operato del sindaco uscente, non ritengo di dover dare il mio voto a un candidato che non ci consegna affatto  una città migliore di quella che era cinque anni fa, ma  che ci lascia in eredità una città con i soliti, gravi, problemi irrisolti.

Un tempo, diciamo fino alla Milano da bere, la nostra era una città bella, vivibile, piena di fermento, di voglia di fare, con un potenziale immenso. Una città che poteva diventare “grande” anche a livello europeo. Ora, il confronto con le grandi città europee è impietoso; Milano è brutta, invivibile, inquinatissima, caotica, piena di problemi regolarmente ignorati da chi dovrebbe amministrarla. Dato che si sta parlando delle elezioni amministrative prossime venture e non di quelle passate, vale la pena ricordare giusto un paio di cose (sicuramente poche, non sarebbe possibile menzionare tutto in poco spazio).

La qualità della vita è veramente bassa: l’inquinamento è sempre alle stelle, ma davvero vuole farci credere che l’Ecopass sia la soluzione allo smog? O peggio ancora quella cretinata immane delle domeniche a piedi che hanno come unico effetto quello di esasperare dei cittadini già allo stremo?);il traffico è un incubo; le piste ciclabili una cosa ridicola, perché non si fa un giro nelle città del nord Europa per vedere cosa vuol dire incoraggiare i cittadini a usare le biciclette?

La raccolta differenziata, già tra le più basse della Lombardia, sta calando e non si fa niente per la raccolta dell’umido ( ecco un articolo); non è stato fatto assolutamente nulla per quella che è ormai una discarica di amianto tra via Bonfadini e via Toffetti (forse ha bisogno che qualcuno le spieghi i danni procurati all’organismo dall’esposizione all’amianto? Oppure lo sa e semplicemente se ne frega?); quando piove appena un po’ di più del normale il Seveso straripa e allaga strade e cantine, vogliamo dire che è uno spettacolo indegno di una grande città?

Il verde a Milano è pochissimo, cosa ha fatto per incrementarlo?

Ha affermato che la mafia a Milano non esiste, non è che negare la realtà sia un modo molto saggio di affrontare i problemi; solo l’aver pensato di intitolare una via (o un giardino, o una piazza, poco cambia) a Craxi è roba che fa accapponare la pelle; le vicende delle nomine d’oro e dello spoil-system (basta guardare su Wikipedia) e la storia della bat-casa del figlio sono tipiche di un modo di gestire il potere politico che non è più accettabile o tollerabile; il fango e le menzogne gettate sul candidato Pisapia nel corso del confronto televisivo (12) la qualificano per quella che è: alleata del peggior premier degli ultimi 150 anni, da cui dimostra di aver appreso benissimo gli squallidi metodi politici; scusi, ma lei che razza di gente frequenta?

Mi viene in mente un’ultima considerazione (ma quante ce ne sarebbero…): come donna, trovo ributtante legarsi in un qualsivoglia modo, foss’anche solo politico, a un elemento come Berlusconi che le donne le tratta come zerbini.

Letizia Moratti, con le cose che ha fatto, con quelle che non ha fatto, con i suoi impresentabili e inaccettabili alleati politici, si colloca a livelli veramente mediocri.

Milano invece ha bisogno di risollevarsi e volare alto se vuole tornare ad essere capitale morale, città di cui andare fieri, in cui sia bello vivere, all’avanguardia per qualità di vita e servizi sociali. Un cambiamento è possibile, basta volerlo.

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