mag 242011
 

Con il manifesto qua sopra il PdL ha tappezzato Milano. Chi sperava (noi eravamo scettici) che il fronte pro-Moratti utilizzasse le due settimane che portano al ballottaggio in maniera diversa parlando alla gente di cose reali e propositive, rimarrà deluso. Menzogne, promesse al limite dell’assurdo (e dell’indecenza) che offendono, prima di tutto, l’intelligenza degli italiani ma soprattutto dei milanesi. Questo è ciò che riesce ad offrire l’asse Lega-PdL.

Il manifesto che abbiamo riportato ne è l’esempio. Letizia Moratti, colei che ha introdotto l’Ecopass nel 2008, lo ha abolito? Quando mai? Semmai dal 1° ottobre a suo dire. Qui, tra l’altro, oltre che alla menzogna, si sconfina nella schizofrenia (il limite del ridicolo è stato superato da tempo) se è proprio la stessa Moratti ad elogiare contemporaneamente il successo dell’Ecopass. Dove, domanderete. Ma sul suo sito elettorale e con uno slogan inequivocabile: “Ecopass: Meno traffico, meno inquinamento”. Insomma avrebbe abolito una cosa che funzionava, a suo dire, egregiamente.

Inoltre la Moratti sostiene che Giuliano Pisapia vuole aumentare l’estensione e la tariffa dell’Ecopass. Affermazione che viene smentita dallo stesso quotidiano Libero – la Pravda di Arcore – laddove scrive che Giuliano Pisapia è per l’abolizione dell’Ecopass.

Giudicate voi.

in collaborazione con: Theo Stephanides

mag 232011
 

“Si lamentano degli zingari? Guardateli come vanno in giro a supplicare l’elemosina di un voto: ma non ci vanno a piedi, hanno autobus che sembrano astronavi, treni, aerei: e guardateli quando si fermano a pranzo o a cena: sanno mangiare con coltello e forchetta, e con coltello e forchetta si mangeranno i vostri risparmi. L’Italia appartiene a cento uomini, siamo sicuri che questi cento uomini appartengano all’Italia?”  Fabrizio De Andrè

immagine: Fondazione Fabrizio De Andrè

mag 222011
 

La Toscana è la prima regione d’Italia a dotarsi di una sezione dedicata al Turismo Gay sul proprio sito ufficiale del turismo.  Il 17 maggio – Giornata internazionale contro l’omofobia – è stato presentato lo spot di lancio della campagna per il turismo Gay Friendly.

Il video è firmato da Simone Marchi, il montatore del documentario sulla morte di Federico Aldrovandi -“E’ stato morto un ragazzo”- vincitore del David di Donatello 2011. Una trentina di paesaggi toscani, condensati in 50 secondi, ripresi in tre giorni di intenso lavoro, dall’alba sul Golfi di Baratti al tramonto di Torre del Lago.

Nello spot si vedono paesaggi e monumenti tra i piu’ significativi della Toscana: dal David e Ponte Vecchio a Firenze alla spiaggia di Torre del Lago, da piazza del Campo a Siena alla Torre di Pisa, perfetto esempio di not straight.

Immagine anteprima YouTube

fonte: Regione Toscana

mag 212011
 

Una mattina di ottobre del 2008 Hördur Torfason si avvicinò a quello che gli islandesi chiamano Althing, il parlamento situato nella capitale Reykjavík. All’epoca la più grande banca del paese, il Kaupthing, aveva fatto crack, e il sistema finanziario islandese era sottosopra. Torfason, chitarra in spalla, collegò un microfono e aprì un canale attraverso il quale gli islandesi potevano esprimere il loro malessere nei confronti del drammatico stato del paese.

Il sabato seguente l’iniziativa di Torfason aveva già radunato decine di persone. I sabati dell’autunno 2008, legati al movimento Voci del popolo, portarono allo scioglimento del parlamento, il 23 gennaio 2009, e all’organizzazione di nuove elezioni. Le voci pacate dei cittadini islandesi hanno viaggiato fino ad arrivare tra le migliaia di dimostranti riunitisi in diverse città spagnole domenica 15 maggio: “La Spagna in piedi, una nuova Islanda” e “il nostro modello è quello islandese” sono stati alcuni degli slogan scanditi durante le manifestazioni.

Gli islandesi non si sono fermati lì. Hanno scosso le fondamenta del governo, hanno dato la caccia ai banchieri responsabili della bancarotta e hanno detto no al referendum sulla restituzione al Regno Unito e ai Paesi Bassi dei quattromila milioni di euro di debiti contratti dalla banca Icesave. Inoltre hanno formato un’assemblea di 25 cittadini eletti per mettere a punto una riforma costituzionale. Una rivoluzione silenziosa, nascosta dal protagonismo mediatico delle rivolte arabe che l’ingovernabile canale dei social network si è incaricato di trasmettere. Continue reading »

mag 202011
 

In occasione della giornata internazionale contro l’omofobia e la transfobia (17 maggio), ILGA-Europe ha diffuso un nuovo rapporto concernente il modo con cui i paesi europei rispettano le persone lesbiche, gay, bisessuali e transgender.

Il primo posto della graduatoria europea è appannaggio del Regno Unito, seguito da Spagna e Svezia. Purtroppo, come triste e oramai consolidata abitudine, l’Italia si classifica soltanto al trentaquattresimo posto, alla pari con Lettonia e Malta. In questa classifica ci sopravanzano anche paesi quali la Bosnia, il Kosovo, la Lituania, la Polonia e la Slovacchia.

Peggio di noi solo lo Stato della Città del Vaticano (quartultimo), la Bielorussia, la Moldavia e l’Ucraina.

mag 192011
 

Siamo appena stati cacciati dal Global Fund (di cui eravamo co-fondatori). Il Fondo Globale è una partnership internazionale che si occupa di raccogliere e distribuire risorse per prevenire HIV, malaria e tubercolosi. L’organizzazione finanzia oltre 600 progetti in 140 paesi del mondo.

L’Italia non ha versato né i 160 milioni di dollari previsti per il 2009, né i 183 milioni per il 2010. Eppure in occasione del G8 tenutosi all’Aquila (8-10 luglio 2009), il presidente del consiglio Silvio Berlusconi assicurò formalmente che il versamento della quota sarebbe stato effettuato in tempi rapidissimi: “Il Fondo l’ho voluto io, verseremo i soldi entro un mese“.  Queste furono le parole spese dal presidente del consiglio. Una promessa, una delle tante, puntualmente non mantenuta. Parole buttate là speculando sulla pelle, questa volta, dei diseredati del mondo.

Tutte le altre nazioni hanno onorato gli impegni sottoscritti (un miliardo di dollari gli Stati Uniti, 400 milioni la Francia, 184 il Regno Unito, 57 la Russia) mentre l’Italia è l’unica, degli oltre 40 paesi donatori, a non aver ancora versato la quota del 2009. Ciò ha determinato, come da statuto, la nostra esclusione dal Consiglio di Amministrazione del Fondo Globale. Posto che sarà assegnato alla Francia.

Ottimo biglietto da visita quello dell’Italia che, dal 17 al 21 luglio prossimi, ospiterà a Roma i lavori della Conferenza Mondiale sull’AIDS.

mag 182011
 

Anche se per Giuliano Pisapia di vittoria si potrà parlare solo dopo il ballottaggio, è innegabile che il primo turno è stato un successo elettorale sia di coalizione, che personale. Successo che ha dimostrato quanto la sua investitura sia stata una mossa vincente. Vogliamo ricordarlo: Pisapia  fu scelto direttamente dalla gente, attraverso le primarie, un formidabile strumento di democrazia partecipativa.

Anche le primarie, però, rischiano di diventare uno strumento da piegare alle esigenze della burocrazia di partito. Non possiamo non ricordare quanto esse fossero osannate da Pierluigi Bersani quando a Milano intendeva promuovere il proprio candidato Boeri. La gente elesse invece Pisapia, e per Bersani le primarie divennero all’istante uno strumento inaffidabile. Di seguito riportiamo le dichiarazioni di Bersani prima e dopo la vittoria di Giuliano Pisapia:

20 settembre 2010

“Quella di Boeri è una figura che può collegare la cultura democratica e popolare con i ceti moderati della città che ha bisogno di un progetto, di una visione. E’ la migliore candidatura”.

17 dicembre 2010

“Poi c’è un problema che riguarda soprattutto noi: le primarie per le amministrative. Possono inibire rapporti più aperti e più larghi non solo con i partiti ma con la società civile. E possono portare elementi di dissociazione dentro il Pd che non fanno bene a nessuno. Bisogna dunque riformarle”.

mag 172011
 

In concomitanza con le elezioni amministrative del 15 e 16 maggio, in Sardegna si è tenuto un referendum consultivo sull’installazione nell’isola di centrali nucleari. Il quesito referendario era molto semplice (come ci piacerebbe lo fosse in tutti i referendum):

“Sei contrario all’installazione in Sardegna di centrali nucleari e di siti per lo stoccaggio di scorie radioattive da esse residuate o preesistenti?

Il No al nucleare si è attestato su un inequivocabile 97,64% . Mentre l’affluenza definitiva ha sfiorato il 60% (59,34%). Da normativa regionale era comunque sufficiente superare il 33,3% perchè il referendum fosse ritenuto valido.

Promotore del referendum, un comitato eterogeneo, denominato No Nuke, in cui sono confluiti gli indipendentisti di Sardigna Natzione e diverse associazioni ambientaliste che hanno raccolto le firme necessarie.

mag 162011
 

Prometteva di stimolare la discussione e creare un po’ di scalpore, secondo la notizia di agenzia dell’Ansa del 18 aprile. E in effetti sembrava proprio così quando il libro di Carmelo Abbate, “Sex and the Vatican”, è stato pubblicato lo scorso mese. Il libro è il risultato di un’inchiesta dell’autore, pubblicata l’anno scorso dal settimanale Panorama, sulla doppia vita di alcuni preti gay a Roma.

“Sex and the Vatican”, tutttavia, molto più a fondo. Parla di problemi  tabù per la Chiesa cattolica come le donne che diventano amanti di preti e dei loro figli (e dei loro aborti). Riporta i dettagli delle presunte violenze sessuali subite dalle suore ad opera di preti. E conclude che gran parte del clero conduce una doppia vita a causa del peso enorme imposto loro dall’insistenza del Vaticano sulla necessità di condurre una vita di celibato e castità. Converrete che si tratta di un argomento scabroso. L’edizione francese è schizzata al numero 12 della classifica dei saggi più venduti di Amazon.fr e la prima edizione è andata esaurita in meno di una settimana.

Abbate è stato intervistato a lungo durante uno dei programmi di attualità televisivi francesi in prima serata. Ci sono stati articoli su di lui e sul suo libro in diversi quotidiani francesi. Al momento la televisione francese sta preparando un documentario basato sulle sue rivelazioni.

In Italia, al contrario, la pubblicazione di “Sex and the Vatican” è stata accolta da un muro di imbarazzato silenzio. È come se il libro non fosse mai stato pubblicato. Continue reading »