Il 10 maggio presso la Basilica di Santa Croce in Gerusalemme – non lontana da Piazza San Giovanni, la storica piazza “sindacale” – si è tenuta una veglia di preghiera organizzata dalla CISL, ACLI e MCL in occasione del trentennale dell’enciclica di Giovanni Paolo II Laborem Exercens. Per l’occasione il segretario della UST-CISL di Roma Mario Bertone ha diffuso le riflessioni sul tema “Alle radici della nostra identità”.
Bertone, tra l’altro, dice:
[...] che nei confronti delle difficoltà economiche e la crisi che interessano vasti settori produttivi occorrono nuove soluzioni, idee, modelli organizzativi: è dunque necessario affidare il loro impegno al Signore, chiedere aiuto con la preghiera per trovare nuove energie per affrontare, inquietudini, responsabilità e necessità di cambiamenti, caratteristica che rappresenta una opportunità in più che nel lavoro quotidiano i cristiani hanno rispetto a coloro che non credono.
E la marcia in più che, si presume, i quadri CISL posseggono a cosa ha portato? Ad accettare i ricattatori aut aut di Marchionne su Termini Imerese e Mirafiori? Alla scomparsa del precariato? Alla drastica riduzione degli infortuni sul lavoro? Alla piena occupazione giovanile? Al rientro in Italia delle decine di migliaia – 60.000 solo nel 2010 – di laureati emigrati all’estero?
