Giu 292011
 

Ormai sappiamo come la manovra finanziaria da 47 miliardi di euro verrà spalmata nei prossimi tre anni. Il grosso, circa 40 miliardi, si avrà nel biennio 2013-2014, quando a guidare il paese non sarà l’attuale esecutivo.

Insomma fra due anni verseremo lacrime e sangue, e agli occhi degli italiani la colpa sarà del governo in carica. Oggi, di contro, riceviamo solo qualche piccolo scappellotto, inevitabile per tenere i conti in “ordine” ma, tutto sommato, di poco conto.

E  il primo di questi “teneri” buffetti è già arrivato, in silenzio, per opera di Giulio Tremonti. L’uomo che inventò la “finanza creativa”  e che oggi ha prodotto la “finanza tardiva”.

Da ieri 28 giugno, infatti, il costo di benzina e gasolio è aumentato di 4 centesimi al litro. Un incremento non dettato dalle logiche (facciamo fatica a definirle tali) di mercato, ma determinato dall’aumento delle accise ( le tasse statali sui carburanti). Decisione, questa, presa dalla Agenzia delle Dogane su direttiva dell’Ufficio Coordinamento Legislativo-Finanze del ministero dell’Economia e delle Finanze.

Tanto, con l’andamento altalenante del prezzo del petrolio ( e del relativo prezzo alla pompa), come accorgersi di un “misero” aumento di 4 centesimi voluto dallo Stato?

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