
«Con Bossi e Tremonti siamo d’accordo: il governo varerà la legge delega sulla riforma del fisco prima dell’estate». Queste le parole con le quali il presidente del consiglio ha annunciato – per l’ennesima volta – la riduzione della pressione fiscale e la riforma del fisco.
Dubitiamo fortemente che queste parole siano seguite dai fatti visto che, in passato, Berlusconi ha promesso tutto e il contrario di tutto.
«Ho la speranza di arrivare al 23% e 33% [aliquote irpef, nda] entro la fine della legislatura. Se non ci riusciamo e’ inutile stare qui a dannarmi la vita. Ho stipulato un contratto con gli italiani, qui c’e’ un uomo che per la prima volta nella storia di questo Paese ha intenzione di mantenere gli impegni presi con gli elettori. Se non ci riusciro’ non mi ricandido»
«Abbasseremo le tasse con la Finanziaria e non per decreto»
«Questo governo, ostaggio delle forze che si richiamano al marxismo, ha trovato sessantasette modi per mettere le mani nelle tasche degli italiani con nuove imposizioni fiscali. La prima misura che prenderei, se dovessi tornare al governo [ c'è tornato, nda] sarebbe quella di alleggerire la pressione fiscale»
«Visto che stiamo entrando nella campagna elettorale non vogliamo fare promesse che non si possono mantenere. L’attuale crisi economica non permette di ridurre le tasse. Oggi non c’e’ nessuna possibilità di tagliare le imposte. Sento solo illazioni in giro»
«Non è possibile ridurre la pressione fiscale, per nessun Paese europeo in un momento in cui la crisi globale non è ancora del tutto alle spalle»

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