Le navi dell’umanità

 di - 22 giugno 2011  Commenta »
giu 222011
 

Ci siamo: la “Freedom Flotilla II Stay Uman” salperà per Gaza a fine giugno. La spedizione questa volta vede parecchi navi cariche di medicinali, beni di prima necessità, pacifisti, umanità.

E’ passato un anno da quando Israele attaccò le navi dei pacifisti e uccise 19 volontari, a sangue freddo, facendoli inginocchiare e sparandogli in testa. Pochi mesi dalla morte di Arrigoni. Israele è sempre accogliente con chi porta aiuti umanitari alla Palestina: se come pacifista decidi di andare in Palestina e di fare da “scudo umano” (quello che faceva Vittorio Arrigoni) passando dalla via “ufficiale” cioè da Israele, ti aspetta il carcere. Vieni fermato all’aeroporto, arrestato e trascinato in catene in prigione. Nella maggior parte dei casi non ti è permesso telefonare, vieni picchiato, se sei una donna violentata.

Tutto questo accade a meno che non accetti di risalire sul primo aereo, quando vieni fermato, per abbandonare subito la zona. Queste navi rappresentano noi, rappresentano Vittorio, rappresentano la resistenza. Ma più che la rappresentanza, sono indispensabili per il popolo palestinese. Israele ha già detto che userà ogni mezzo per fermare le navi, la Turchia che dapprima appoggiava la spedizione, ora ha abbassato la testa ai soliti sionisti. In cambio dello stop la Turchia avrà un summit israelo-palestinese proposto da Washington.

Alla FF2 parteciperà anche la nave italiana “Stefano Chiarini”, poi greci, spagnoli, americani, svedesi. A fine giugno si salpa e la FF2 lancia un appello al Presidente Napolitano affinchè garantisca la loro incolumità. Ma il nostro Presidente ha già espresso da che parte sta.

E’ difficile restare umani davanti ad una pulizia etnica che dura da più di 50 anni, ma è l’unica via che abbiamo. E’ la via che non ci fa diventare come loro: prima vittime e poi carnefici.

Restiamo umani.

Brian Haw

 di - 21 giugno 2011  Commenta »
giu 212011
 

Chi, negli ultimi dieci anni, si è recato a Londra ed è passato da Parliament Square – due passi dalla Westminster Abbey e Whitehall – non ha potuto fare a meno di notare una tenda pacifista. Era la tenda tirata su da Brian Haw e messa li per protestare contro tutte le guerre, in primis quella dell’Iraq dove il Regno Unito di Tony Blair era impegnato in prima fila. La “sua” tenda era diventata un punto di riferimento per Londra.

Brian Haw - che era un pacifista cristiano evangelico -  è morto all’età di 62 anni, il 18 giugno, per un cancro al polmone. Ne ha data notizia la sua famiglia attraverso il suo sito.  Brian si era accampato per la prima volta a Parliament square nel giugno 2001 – tre mesi prima dell’11 settembre – per chiedere la fine delle sanzioni che impedivano la consegna di materiale sanitario all’Iraq.

La sua iniziativa – perfettamente legale per la legge britannica che tutela tutti coloro che protestano davanti al Parlamento – era comunque mal vista dalle autorità che la consideravano un affronto. Mal vista al punto da subire ripetuti, seppur inutili, tentativi di rimozione da parte del Westminster Council e della Greater London Authority.

La determinazione di Brian nel portare avanti con caparbietà non-violenta la protesta pacifista, lo ha reso un simbolo agli occhi di molti britannici e non solo. Nel 2007,  ai Channel 4 Political Awards, era stato votato come la figura politica più illuminante dell’anno.

giu 202011
 

 

Cronache marziane: da Pontida Umberto Bossi non ha detto nulla.

Il solito discorso cui ci ha abituato da anni. Un discorso indirizzato alla pancia leghista, fatto di slogan, forse collaudato ma ormai stantio.

Un nulla applaudito da una folla osannante, in un tripudio di travestimenti da templare ed elmi con le corna.

Tutto questo nell’anno di grazia 2011, terzo millennio, Italia.

Anzi, padania.

Bicindignatevi!

 di - 19 giugno 2011  2 Risposte »
giu 192011
 

Il buonsenso vorrebbe sempre protetta la categoria più debole – che sulla strada è data da bici e pedoni – ma è un dato di fatto che questa categoria risulta invece spesso la più bistrattata, per il tacito motivo che non “fa cassa”, non produce cioè un riscontro in denaro sotto forma di tasse, carburante o contravvenzioni.

In questo contesto si inserisce una recente ordinanza ahinoi con solerzia messa in atto dal Comune di Brescia, che in nome del decoro urbano prevede la rimozione delle biciclette parcheggiate fuori dagli stalli, rimozione attuata se necessario con il taglio dell’eventuale catena usata per bloccare la bici e seguita dall’inevitabile multa (oltre che dal tuffo al cuore nel non trovare più il proprio mezzo e dal disagio di doverselo andare a recuperare).

Certamente non si vuole mettere in discussione il desiderio di accogliere con un biglietto da visita fatto di ordine e pulizia chi arriva nella città lombarda, ma – ne converrete – come motivazione è alquanto traballante, considerato che veicoli ben più ingombranti hanno la cattiva abitudine di infestare i marciapiedi cittadini invadendone lo spazio e precludendo il passaggio a passeggini, carrozzine e sedie a rotelle. Per non parlare poi dello stato in cui versano i suddetti marciapiedi. Ragion per cui la reazione si è fatta subito sentire.

A ben vedere, l’ordinanza di Brescia porta a due ipotesi: 1) gli stalli sono effettivamente insufficienti; 2) a Brescia c’è un sacco di gente che ha a cuore l’ambiente e lascia a casa l’auto. La soluzione nel primo caso è semplice: si aumentino le rastrelliere, evitando furbescamente di metterle a pagamento. Nel secondo caso, non c’è che da elogiare la coscienza dei cittadini.

giu 192011
 

Giorgio Clelio Stracquadanio:

  • 7 luglio 2010: «L’Aquila era una città già morta.Il terremoto ha solo certificato la morte civile»
  • 13 settembbre 2010: «E’ legittimo usare il corpo per fare carriera politica»
  • 10 maggio 2011: «C’è un contro potere illegittimo, una P2 della magistratura»
  • 14 giugno 2011:«La sinistra vince sul web perchè non lavora»

Questo signore, se svolgesse una attività circense, forse ci farebbe sorridere. Purtroppo è un deputato della Repubblica italiana.

giu 182011
 

Sappiamo che Virginio Merola, neo sindaco di Bologna, ha improntato la sua campagna elettorale sul cambiamento. I bolognesi gli hanno dato fiducia e, ancora una volta, il centrosinistra si trova a gestire la città felsinea.

E sicuramente un cambiamento c’è stato. Merola, infatti, ha ridotto ancor di più quei pochi diritti civili per le coppie di fatto introducendo, per le famiglie sposate, un punteggio maggiore ai fini delle graduatorie comunali.

“Siamo persone libere, ma nella vita dobbiamo saper mettere insieme anche la responsabilità con la libertà” queste le parole di Merola a commento della sua decisione. Una decisione smaccatamente in controtendenza rispetto a quella perseguita dal governatore dell’Emilia-Romagna ( e compagno di partito) Vasco Errani.

Decisione, quella del sindaco di Bologna, che ha ricevuto il plauso del PdL, e che ha fatto parlare di “svolta strorica e positiva” all’UDC.

Si, cominciano a cambiare il volto di Bologna. In peggio.

giu 172011
 

E’ triste la storia di Kirk Murphy.

Aveva cinque anni quando ai genitori parve di notare in lui una certa  ”effeminatezza”, un disturbo che a loro parere andava curato al piu’ presto e con ogni mezzo. Il bambino fu quindi costretto a prendere parte al “Sissy Boy Experiment“, un programma sperimentale gestito dall’Università della California.

Correva l’anno 1970 e nel corso della “terapia di recupero”  fu sottoposto, su precisa istruzione degli scienziati, anche a violenze fisiche da parte del padre. Il suo caso, negli anni, fu spesso citato come esempio di terapia di successo da parte di  coloro che sostengono tali tipi di “terapie riparative” .

Kirk Murphy, apprendiamo da  una trasmissione della CNN – “Anderson Cooper 360°” – si è invece suicidato all’età di 38 anni, dopo aver vissuto lunghi periodi di forte depressione, e dopo aver comunque manifestato un orientamento omosessuale,  sempre tenuto nascosto  per paura delle percosse del padre.

A capo del team di quell’esperimento c’era lo psicologo George A. Rekers. Rekers è un pastore battista che risulta fra i fondatori del Family Research Council. Lo stesso Rekers che lo scorso anno fu sorpreso al ritorno da una vacanza in Europa in compagnia di “Lucien”, un giovane escort professionista.

fonte: Washington Post

Angry Bunga

 di - 16 giugno 2011  1 Risposta »
giu 162011
 

«Pensi che qualcuno stia minando la tua libertà? Sei ossessionato dai comunisti? Ci sono molti ostacoli sulla strada: la giustizia, la spazzatura, le top model … come si può superare tutto questo? Non ti devi preoccupare …

È ora possibile evitare gli scandali a sfondo sessuale guadagnando i favori delle veline,  delle escort e delle daddy girls. Basta usare tutte le armi a vostra disposizione e diventare per sempre giovane, un rubacuori, un “simpatico” Governante! Assurgere al trono della nostra grande, immaginaria, Angry Bunga Banana Republic!»

Questo è quanto viene riportato  nella pagina Description (in inglese, ma l’aggettivo “simpatico” è in italiano) dell’App\Game “Angry Bunga” per iPhone e iPad. Prezzo? Novantanove miseri cents di dollaro per vivere le tue avventure nelle sale sotterranee di Villa San Martino ad Arcore.

Scommettiamo che presto sarà rilasciata anche una versione per Android.

Mica ci facciamo mancare niente noi, eh?

giu 152011
 

Di sconfitta in sconfitta, fino alla vittoria finale. È quel che ha di buono Berlusconi. È un populista ma solo se il popolo è favorevole. Quando il popolo è contrario e lo rimette al suo posto, fa finta di nulla. È quel che è successo quindici giorni fa dopo le amministrative. Ha ricevuto una batosta di tutto rispetto, e ha detto: “Non succede niente”. E visto che i sondaggi gli suggerivano forse che stava arrivando una nuova sconfitta al referendum, prima di ritirarsi a Villa Certosa per invitare i suoi a dare l’esempio astenendosi, si è messo al sicuro dicendo: “Questi referendum sono inutili. Se perdiamo, non succede assolutamente nulla”.

Quel che è successo, tuttavia, è tutto. Sono state due batoste di grande significato politico in solo due settimane. Una valanga di voti ha detto a Berlusconi che non ha più legittimità per continuare a governare. Che la maggioranza parlamentare acquisita con la compravendita dei transfughi non rappresenta la maggioranza della società del Paese.

La consultazione popolare, la prima di tipo abrogativo in 15 anni, ha annichilito il cuore della sua politica energetica, il programma nucleare, e gli imbrogli che Berlusconi ha cercato di improvvisare dopo la tragedia di Fukushima per rubare il voto ai cittadini. Continue reading »

giu 142011
 

Forse è sfuggita ai più – con piena giustificazione viste le vicende referendarie – una dichiarazione del neo ministro per le politiche agricole Saverio Romano. Tanto per capirsi Saverio Romano è colui che ha creato, insieme a Domenico Scilipoti, quella impresentabile stampella chiamata “Movimento di Responsabilità Nazionale”. Ovvero i “responsabili”, la famosa “terza gamba” su cui poggia l’oramai asfittico governo Berlusconi.

Intervistato dal Il Giornale, alla domanda se secondo lui vi siano le condizioni economiche per la riforma fiscale, ha risposto  che: ” tanto vale fare una riforma fiscale adesso, indipendentemente dalla tenuta dei conti pubblici, perchè se no ne trarrà giovamento un futuro governo di sinistra“. Significativo anche il titolo che il quotidiano ha dato all’intervista: ” Inutile tenere i conti a posto per i governi della sinistra“.

Secondo Romano, quindi, meglio mandare il paese in vacche adesso pur di accaparrare un residuo consenso e giusto per mettere in difficoltà un ipotetico futuro governo di centro-sinistra. Parole, quelle del ministro, dalle quali traspare come il senso dello Stato – Stato inteso come la comunità nazionale fatta dai cittadini – risulti essere pari a zero.

Questo è un ministro della Repubblica che ha, per giunta, la spudoratezza di definirsi “responsabile“.