Allo Zoo!

 Posted by on 18 Luglio 2011  Add comments
Lug 182011
 

Questa è una storia italiana che ha inizio nel 1999 fino ad arrivare ai giorni nostri. Nel 1999 c’è la prima delibera del Consiglio Comunale di Ravenna per espletare un’asta pubblica per la realizzazione, su concessione dei terreni, di un parco turistico (divertimentificio) di 400 mila mq. Meglio individuato come “comparto G in zona Standiana”. E qui inizia il calvario dell’etica perduta di una città che aspira pure a diventare Capitale della Cultura.

Il giorno dell’asta arriva una sola offerta della Società Parco della Standiana srl (Mirabilandia) con la presentazione del progetto Mare d’inverno, un comprensorio di piscine e attrezzature sportive. Il progetto corrispondeva nelle caratteristiche al bando: apertura annuale, struttura ricettiva, parcheggi. Nulla di strano in questo Paese già devastato dalla cementificazione. Invece, nel 2002, davanti al Notaio al momento del rogito, si presentano due società: Società Parco della Standiana srl, che aveva appunto acquisito la concessione in luogo d’asta pubblica, e Società Mirabilandia Investimenti srl (poi divenuta Alfa 3000). Quest’ultima non aveva fatto comparsata al momento dell’asta, eppure si presenta al rogito e stravolge interamente il progetto. Sparite le piscine di Mare d’inverno. Costruiamo uno ZOO!

Ecco, da qui inizia la lotta di associazioni, cittadini, gruppi politici. Nel mentre, in Comune a Ravenna inizia la procedura di VIA tramite conferenza di servizi, naturalmente tutto in casa, senza alcun supervisore al di sopra delle parti (Regione o Stato). Non eseguono neppure la VINCA (valutazione d’incidenza ambientale) vista la vicinanza del terreno con zone SIC-ZPS.

Iniziano le manifestazioni di piazza, anche a livello nazionale. Al Comune di Ravenna arrivano più di mille osservazioni “contro”. Tutte le osservazioni riguardanti l’etica e la diseducatività vengono catalogate come “non pertinenti, perché l’etica non è affare del Comune”. Nulla li ferma: vogliono imprigionare gli animali e metterli in bella mostra per i più piccini. Si paga il biglietto e chissenefrega, i bambini dovranno pur imparare che ci sono i più forti che imprigionano i più deboli e gli dicono quando mangiare, quando correre, quando scopare.

Dopo anni di burocrazia e manifestazioni si arriva al 2009, il Consiglio Comunale di Ravenna approva il progetto definitivo, nonostante le diffide delle associazioni mandate a tutti i consiglieri comunali. Diverse associazioni animaliste, ambientaliste e per il rispetto delle regole; presentano un ricorso straordinario direttamente al Presidente Napolitano. Le parti, però chiedono la trasposizione al TAR dell’Emilia Romagna. E lì giace tutt’ora in attesa di discussione. Siamo nel 2010 quando Società Parco della Standiana sfila in Tribunale per indagini partite dalla GDF in merito alla società affiliata Travelmix (società incaricata della pubblicità di Mirabilandia). Ne segue dapprima il sequestro del capitale per un milione di euro, che verrà poi dissequestrato.

Coincidenze del fato, dissequestrato il milione di euro iniziano i lavori per realizzare lo zoo, dapprima rinviati per problemi economici. E corrono con i lavori, fino ad arrivare a pochi giorni fa, con l’annuncio che lo zoo aprirà entro l’estate 2011. Sono riprese le manifestazioni, stavolta anche davanti a Mirabilandia. Nel mondo del web gira un video di un blitz in Consiglio Comunale ad opera di pochi attivisti che si sono sdraiati sul pavimento del Comune e sono rimasti lì fino all’intervento delle forze del’ordine. Sul petto un foglio A4 con scritto ancora una volta “NO allo ZOO”.

Un storia di scatole cinesi che per il profitto distruggono l’etica, fanno soffrire gli animali, tentano di schiacciare i cittadini. Speriamo che in questo Paese esista ancora una sorta di giustizia che funzioni grazie proprio ai cittadini. Speriamo di non vedere più cose come questa. Speriamo che i turisti non vadano più a Ravenna a spendere i loro soldi. Speriamo che una città che fa una scelta del genere non sia mai “capitale della cultura”. La galera non è uno spettacolo, peggio ancora se è con esseri innocenti.

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