Il Berlusconi esagonale

 Posted by on 9 luglio 2011  Add comments
Lug 092011
 

Nell’imponderabile mole di commenti prodotta dalla stampa francese sull’affaire Dsk (Dominique Strauss-Kahn,ndr), vale forse la pena segnalare l’intervento di Jean Quatremer di Libération, se non altro per l’inusuale lunghezza e ferocia del suo attacco frontale contro l’ex direttore del Fmi, i suoi non meglio identificati “amici” e quella parte del Partito socialista francese che ha “perso la battaglia morale” per aver gioito della sua scarcerazione.

“Un tipo che ha un rapporto sessuale con una cameriera a mezzogiorno in una suite di lusso prima di pranzare con sua figlia e prendere l’aereo per raggiungere la moglie (la citazione è di Sylvie Kauffmann di Le Monde) può candidarsi alla guida di un paese?”, si chiede Quatremer. E perché no, di grazia? Va ormai di moda dire che l’Italia ha esportato il berlusconismo nel mondo, ma a quanto pare stiamo esportando anche uno dei tratti peggiori dell’antiberlusconismo: il prevalere del moralismo sulla valutazione delle qualità effettivamente necessarie allo svolgimento delle funzioni di un capo di stato.

E infatti, poche righe più tardi: “I socialisti si apprestano a sostenere senza esitazione un Berlusconi esagonale ( l’Esagono essendo la Francia), gli stessi per cui non ci sono parole abbastanza dure per definire il leader italiano. Il paragone (che non a caso non era sfuggito neanche alle speculari follie di Giuliano Ferrara e Marco Travaglio ) regge tanto più in quanto Dsk ha ostentato senza vergogna la sua fortuna”, dato che dopo la scarcerazione ha pranzato in un ristorante di lusso e pagato un conto da 600 dollari.

A proposito di paragoni, almeno il Berlusconi della “gauche truffe (tartufo)” non ci si è fatto accompagnare con un aereo di stato.

fonte: Presseurope


  2 Responses to “Il Berlusconi esagonale”

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  2. Bene ancora una volta un duro colpo per Berlusconi. Non solo non ha più voglia di competere per l’elezione. Ora gruppo Fininvest di Silvio Berlusconi deve anche circa 560 milioni di euro di danni ai concorrenti pagare CIR. La Corte d’Appello ha stabilito a Milano. Il Primo Ministro aveva cercato di evitare la punizione. Lo zenit di Berlusconi è probabilmente superata.

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