Leghista in bicicletta

 Posted by on 20 Luglio 2011  Add comments
Lug 202011
 

«Oh quanta strada nei miei sandali \ quanta ne avrà fatta Bartali \ quel naso triste come una salita \ quegli occhi allegri da italiano in gita \ e i francesi ci rispettano \ che le balle ancor gli girano \ e tu mi fai dobbiamo andare al cine \ vai al cine vacci tu»

E dunque adesso abbiamo il Giro della Padania. La manifestazione avrà luogo  dal 6  al 10 settembre, e attraverserà il Piemonte, la Lombardia, l’Emilia, per concludersi a Venezia. Quasi in concomitanza (che coincidenza) con l’annuale festa leghista dei fantomatici “popoli padani” che si terrà nella città lagunare il 12 settembre.

Il “giro padano” ci lascia perplessi e costernati. Non si tratta di una  delle solite manifestazioni – come  miss padania o come i tornei calcistici pseudo internazionali – create per grattare la pancia e gli entusiasmi elettorali del popolo leghista. Si tratta di una gara professionistica vera e propria, addirittura inserita nel calendario internazionale dall’UCI, l’Unione Ciclistica Internazionale.

Quasi non abbiamo il coraggio di interrogarci: quali pressioni politiche, quale mercimonio avrà avuto luogo per rendere possibile tutto questo? Per quale atto di italica stupidità l’inesistente “padania” deve essere posta, dal punto di vista ciclistico, sullo stesso piano di regioni storiche quali Catalunya, Quebec, Delfinato, nelle quali si svolgono gare ciclistiche internazionali?

Fu lo stesso Umberto Bossi, lo scorso anno, a lanciare l’idea di una gara ciclistica internazionale “padana”. Idea ripresa e messa in atto  da Michelino Davico, cicloamatore e sottosegretario agli interni in quota Lega Nord.  Davico che, non coraggioso abbastanza per assumersi la resposabilità della natura “politica” dell’evento, si spinse fino a delirare sulla ipotesi di un futuro “Giro del Regno delle Due Sicilie”.

Dopo tale dichiarazione, a noi – costernati – non resta che rimanere in mesta attesa di un Giro del Granducato di Toscana, di un Giro dello Stato Pontificio, di un Giro del Ducato di Parma, di un Giro del Regno di Sardegna.

Ci sarebbe da ridere. Se questo non fosse l’anno in cui il Giro d’Italia e’ stato dedicato proprio al 150° anniversario dell’Unità Nazionale.

Povera Italia. Andiamo al cine, va’, che tanto a noi è da un pezzo che non ci rispetta più nessuno.

 

  2 Responses to “Leghista in bicicletta”

  1. Ignobile!!

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