lug 222011
 

“Non è una legge sulle direttive anticipate di fine vita, ma una legge contro l’eutanasia” è il commento a caldo di Luca Savarino, coordinatore della Commissione bioetica della Tavola valdese che raccoglie una dozzina di teologi, giuristi, medici, scienziati e ricercatori, al testo approvato ieri dalla Camera dei deputati. Sottolineandone il carattere ancora più ambiguo e restrittivo rispetto al testo originario del ddl Calabrò – già fortemente criticato dalla Commissione bioetica della Tavola valdese – Savarino ha affermato: “Invece di ampliare le libertà individuali, le restringe. L’unica preoccupazione sembra quella di limitare il raggio d’azione del singolo, la sua libera scelta.”

Nonostante la Commissione bioetica della Tavola valdese, in conformità con le posizioni espresse dal Sinodo dell’Unione delle Chiese metodiste e valdesi del 2007, negli ultimi anni abbia più volte sollecitato l’approvazione di una legge sulle direttive anticipate di fine vita da parte del Parlamento italiano, Savarino ha affermato: “Di fronte a questo testo è di gran lunga preferibile l’attuale vuoto legislativo, e nel caso, il ricorso al giudice. Non solo è una legge che viola il principio di laicità dello Stato, ma la riteniamo essere contraria allo spirito autentico del cristianesimo. Questo testo esprime l’arretratezza della nostra classe politica ancora una volta asservita a logiche di stampo confessionale. Noi crediamo che sulle questioni di fine vita bisogna fare appello alla scelta responsabile dell’individuo e non ad un’autorità ad esso esterna”.

Preoccupano in particolare i seguenti punti: “In primo luogo il fatto che la legge parli di eutanasia in ogni sua forma, anche di eutanasia passiva che è un concetto fortemente ambiguo, come d’altronde quello del trattamento sanitario ‘sproporzionato’”. Per Savarino è “grave la non vincolabilità delle direttive del paziente”, mentre è “inaccettabile che idratazione e alimentazione artificiale siano equiparate a misure di assistenza ordinaria che non possano essere sospese. A questo punto – conclude Savarino – è meglio nessuna legge che una che sancisce la vita umana come bene indisponibile”.

fonte: NEV

 

lug 212011
 

Detto, fatto, nonostante i dubbi. Piero Fassino ha formalizzato lunedi scorso le sue dimissioni da deputato, come promesso in caso di elezione a sindaco di Torino. Dopo aver inoltrato la sua lettera di abbandono di Montecitorio il 6 luglio, appena insediati consiglio e giunta comunale con l’approvazione delle linee programmatiche, l’ex segretario Ds ha tenuto il suo discorso di commiato a distanza di due settimane.

L’esponente Pd lascia il suo posto a più della metà del suo quinto mandato da parlamentare, a partire dal 1994, con due legislature terminate anzitempo per la caduta dei Governi Berlusconi I e Prodi II (dal 94 al 96 la XII e dal 2006 al 2008 la XV). Lo statuto del Partito Democratico contempla un tetto di tre mandati, ma per l’ex ministro della giustizia e del commercio estero erano state concesse due deroghe, previste  in casi particolari, come nel caso, tra l’altro, della moglie Anna Serafini, deputata per quattro volte e attualmente senatrice al secondo incarico.

Come sottolineato sul blog di Alessandro Gilioli in risposta ad un post sull’argomento, il primo cittadino del capoluogo piemontese guadagnerà metà dello stipendio finora percepito e la pensione maturata scatterà alla fine dell’incarico conquistato alle scorse amministrative.

Piero Fassino è solo uno dei tanti sindaci, assessori, presidenti di provincia o consiglieri regionali che contemporaneamente mantengono saldo il proprio posto a Roma o Strasburgo, come messo in luce da una recente inchiesta de l’Espresso (qui l’elenco completo). Tra i più recenti, il primo cittadino di Napoli Luigi De Magistris (eurodeputato Idv) e l’assessore milanese Bruno Tabacci (deputato per la quarta volta, quella attuale con Api), anche se Lega e Pdl dominano questa speciale classifica. Se però l’ex pm aspetta solo che la Cassazione ratifichi l’incompatibilità tra ruoli con relativa decadenza dal parlamento europeo, il centrista non prevede una rinuncia ad uno dei due posti – sebbene Pisapia abbia già assicurato che Tabacci “non percepirà alcuno stipendio” -affermando che si recherà a Roma per le votazioni del martedì e mercoledì.

Interrogato a proposito, lo stesso sindaco di Milano Giuliano Pisapia non ha ravvisato impossibilità a conciliare gli incarichi del suo delegato al bilancio, provocando le ire del Pd lombardo che ha chiesto all’ex Udc di dedicarsi completamente a Palazzo Marino. Molti i casi, nessuna norma generale sui doppi incarichi. Per adesso le rinunce sono affidate all’etica del singolo politico.

fonte: Diritto di critica

lug 202011
 

«Oh quanta strada nei miei sandali \ quanta ne avrà fatta Bartali \ quel naso triste come una salita \ quegli occhi allegri da italiano in gita \ e i francesi ci rispettano \ che le balle ancor gli girano \ e tu mi fai dobbiamo andare al cine \ vai al cine vacci tu»

E dunque adesso abbiamo il Giro della Padania. La manifestazione avrà luogo  dal 6  al 10 settembre, e attraverserà il Piemonte, la Lombardia, l’Emilia, per concludersi a Venezia. Quasi in concomitanza (che coincidenza) con l’annuale festa leghista dei fantomatici “popoli padani” che si terrà nella città lagunare il 12 settembre.

Il “giro padano” ci lascia perplessi e costernati. Non si tratta di una  delle solite manifestazioni – come  miss padania o come i tornei calcistici pseudo internazionali – create per grattare la pancia e gli entusiasmi elettorali del popolo leghista. Si tratta di una gara professionistica vera e propria, addirittura inserita nel calendario internazionale dall’UCI, l’Unione Ciclistica Internazionale.

Quasi non abbiamo il coraggio di interrogarci: quali pressioni politiche, quale mercimonio avrà avuto luogo per rendere possibile tutto questo? Per quale atto di italica stupidità l’inesistente “padania” deve essere posta, dal punto di vista ciclistico, sullo stesso piano di regioni storiche quali Catalunya, Quebec, Delfinato, nelle quali si svolgono gare ciclistiche internazionali?

Fu lo stesso Umberto Bossi, lo scorso anno, a lanciare l’idea di una gara ciclistica internazionale “padana”. Idea ripresa e messa in atto  da Michelino Davico, cicloamatore e sottosegretario agli interni in quota Lega Nord.  Davico che, non coraggioso abbastanza per assumersi la resposabilità della natura “politica” dell’evento, si spinse fino a delirare sulla ipotesi di un futuro “Giro del Regno delle Due Sicilie”.

Dopo tale dichiarazione, a noi – costernati – non resta che rimanere in mesta attesa di un Giro del Granducato di Toscana, di un Giro dello Stato Pontificio, di un Giro del Ducato di Parma, di un Giro del Regno di Sardegna.

Ci sarebbe da ridere. Se questo non fosse l’anno in cui il Giro d’Italia e’ stato dedicato proprio al 150° anniversario dell’Unità Nazionale.

Povera Italia. Andiamo al cine, va’, che tanto a noi è da un pezzo che non ci rispetta più nessuno.

 

lug 192011
 

Il Tar Piemonte ha bocciato uno dei punti forti del programma del governatore piemontese Roberto Cota, ovvero quello che prevedeva la presenza dei volontari dei movimenti per la vita nei consultori pubblici. E’, infatti, di pochi giorni fa la sentenza che annulla la delibera della giunta regionale piemontese.

Occorre ricordare che Cota, durante la campagna elettorale, si era impegnato col mondo cattolico per deliberare, se eletto, una normativa tutta a favore dei movimenti pro-vita all’interno dei consultori familiari.  Promessa subito mantenuta se è vero che uno dei primi atti della giunta Cota è stato proprio quello approvare la delibera adesso bocciata dal TAR.

Per l’assessore Elena Maccanti «l’intenzione non era quella di contrastare la legge 194, ma di rispondere a un impegno che la Regione ha assunto a favore della famiglia e delle donne in difficoltà. Continueremo con tutti i mezzi nella nostra campagna a favore della vita, anche ripresentando la delibera, per dare a tutte le donne ogni alternativa possibile alla scelta dell’aborto».

L’atto regionale era stato impugnato da due associazioni, Casa delle Donne e Activia donna – e con il sostegno del consigliere regionale  Andrea Stara (PD) – attraverso una raccolta di firme per difendere la legge 194: seimila circa in tre mesi.

Per Andrea Stara: «Il Tar ha bocciato l’attacco alla 194 sferrato dai Movimenti Pro Vita, d’intesa con Cota e con l’ex-assessore Ferrero, attraverso il protocollo deliberato dalla giunta regionale per tutte le Asl che voleva introdurre i volontari nei consultori pubblici. In particolare, è stata annullata la parte del protocollo che prevede l’introduzione nei consultori solo di quel privato sociale che “abbia nel proprio statuto la finalità di tutela della vita fin dal concepimento”, inserendo una palese discriminazione tra le associazioni oltre che un evidente contrasto con la legge 194».

 

Allo Zoo!

 di - 18 luglio 2011  Commenta »
lug 182011
 

Questa è una storia italiana che ha inizio nel 1999 fino ad arrivare ai giorni nostri. Nel 1999 c’è la prima delibera del Consiglio Comunale di Ravenna per espletare un’asta pubblica per la realizzazione, su concessione dei terreni, di un parco turistico (divertimentificio) di 400 mila mq. Meglio individuato come “comparto G in zona Standiana”. E qui inizia il calvario dell’etica perduta di una città che aspira pure a diventare Capitale della Cultura.

Il giorno dell’asta arriva una sola offerta della Società Parco della Standiana srl (Mirabilandia) con la presentazione del progetto Mare d’inverno, un comprensorio di piscine e attrezzature sportive. Il progetto corrispondeva nelle caratteristiche al bando: apertura annuale, struttura ricettiva, parcheggi. Nulla di strano in questo Paese già devastato dalla cementificazione. Invece, nel 2002, davanti al Notaio al momento del rogito, si presentano due società: Società Parco della Standiana srl, che aveva appunto acquisito la concessione in luogo d’asta pubblica, e Società Mirabilandia Investimenti srl (poi divenuta Alfa 3000). Quest’ultima non aveva fatto comparsata al momento dell’asta, eppure si presenta al rogito e stravolge interamente il progetto. Sparite le piscine di Mare d’inverno. Costruiamo uno ZOO!

Ecco, da qui inizia la lotta di associazioni, cittadini, gruppi politici. Nel mentre, in Comune a Ravenna inizia la procedura di VIA tramite conferenza di servizi, naturalmente tutto in casa, senza alcun supervisore al di sopra delle parti (Regione o Stato). Non eseguono neppure la VINCA (valutazione d’incidenza ambientale) vista la vicinanza del terreno con zone SIC-ZPS.

Iniziano le manifestazioni di piazza, anche a livello nazionale. Al Comune di Ravenna arrivano più di mille osservazioni “contro”. Tutte le osservazioni riguardanti l’etica e la diseducatività vengono catalogate come “non pertinenti, perché l’etica non è affare del Comune”. Nulla li ferma: vogliono imprigionare gli animali e metterli in bella mostra per i più piccini. Si paga il biglietto e chissenefrega, i bambini dovranno pur imparare che ci sono i più forti che imprigionano i più deboli e gli dicono quando mangiare, quando correre, quando scopare.

Dopo anni di burocrazia e manifestazioni si arriva al 2009, il Consiglio Comunale di Ravenna approva il progetto definitivo, nonostante le diffide delle associazioni mandate a tutti i consiglieri comunali. Diverse associazioni animaliste, ambientaliste e per il rispetto delle regole; presentano un ricorso straordinario direttamente al Presidente Napolitano. Le parti, però chiedono la trasposizione al TAR dell’Emilia Romagna. E lì giace tutt’ora in attesa di discussione. Siamo nel 2010 quando Società Parco della Standiana sfila in Tribunale per indagini partite dalla GDF in merito alla società affiliata Travelmix (società incaricata della pubblicità di Mirabilandia). Ne segue dapprima il sequestro del capitale per un milione di euro, che verrà poi dissequestrato.

Coincidenze del fato, dissequestrato il milione di euro iniziano i lavori per realizzare lo zoo, dapprima rinviati per problemi economici. E corrono con i lavori, fino ad arrivare a pochi giorni fa, con l’annuncio che lo zoo aprirà entro l’estate 2011. Sono riprese le manifestazioni, stavolta anche davanti a Mirabilandia. Nel mondo del web gira un video di un blitz in Consiglio Comunale ad opera di pochi attivisti che si sono sdraiati sul pavimento del Comune e sono rimasti lì fino all’intervento delle forze del’ordine. Sul petto un foglio A4 con scritto ancora una volta “NO allo ZOO”.

Un storia di scatole cinesi che per il profitto distruggono l’etica, fanno soffrire gli animali, tentano di schiacciare i cittadini. Speriamo che in questo Paese esista ancora una sorta di giustizia che funzioni grazie proprio ai cittadini. Speriamo di non vedere più cose come questa. Speriamo che i turisti non vadano più a Ravenna a spendere i loro soldi. Speriamo che una città che fa una scelta del genere non sia mai “capitale della cultura”. La galera non è uno spettacolo, peggio ancora se è con esseri innocenti.

lug 172011
 

Così Michela Vittoria Brambilla – sottosegretario con delega al Turismo – in una intervista di oggi a Il Giornale :

Quasi tutti i commentatori giudicano la manovra di Tremonti penalizzante per le famiglie e non risolutiva del problema debito pubblico. Qual è la sua opinione?
«Chi sostiene questa tesi non si rende conto dei gravi rischi che il nostro Paese sta correndo a causa dell’enorme debito pubblico. I commentatori dovrebbero prendersela con i governi che con le loro dissennate politiche hanno permesso di accumulare, negli anni, un debito così devastante. Io penso che il governo non potesse fare di più e di meglio di quel che ha fatto».

Noi lo sappiamo con chi ce la dobbiamo prendere. Se si considera che l’attuale maggioranza ha retto le redini del paese per oltre otto degli ultimi dieci anni…

lug 172011
 

WordPress è il famoso CMS - acronimo di Content Management System - ideale per la creazione e la gestione di blog. Non è l’unico ( Joomla!, Drupal, PHP Nuke sono altri e altrettanto validi CMS) ma sicuramente è uno dei più popolari e utilizzati dagli web blogger di tutto il mondo proprio per la sua semplicità d’uso. Una semplicità che comunque si accompagna ad un grande potenziale creativo.

Dalla sua nascita – era il 2003 quando il suo sviluppatore, il diciannovenne Matt Mullenweg, decise di rilasciare pubblicamente il codice sorgente – WordPress ha raggiunto una diffusione incredibile. WordPress è, in sostanza, un rivoluzionario software open source. Gli aggiornamenti sono molto frequenti e chiunque – è lo filosofia opensource - può contribuire al suo sviluppo con le proprie conoscenze. Un esempio è dato dallo sviluppo e dal rilascio dei plugin, ovvero di quelle specifiche funzioni aggiuntive che rendono WordPress uno strumento duttile e plasmabile alla specifica esigenza dell’utente.

Sono numeri importanti quelli di WordPress. E’ di questi giorni la notizia dei 50 milioni di blog in tutto il mondo operanti su piattaforma WP. Basti pensare che ogni giorno, usando questo CMS, vengono pubblicati  circa 400.000 nuovi post che ricevono, a loro volta, quasi 340.000 commenti. Il che sta a significare circa 280 post e 240 commenti ogni minuto minuto, per totale di 112 milioni di parole scritte.

E anche noi di Minitrue contribuiamo a questi numeri.

lug 162011
 

Nei giorni scorsi molte voci si sono levate per commentare l’ennesima pessima prova data dal nostro governo a proposito della rovente questione del testamento biologico. La legge in corso di approvazione, in chi crede nella necessità di consentire a tutti i cittadini di decidere sui trattamenti sanitari che li riguardano, sempre, anche quando si è alla fine della propria esistenza e privi delle capacità di intendere e di volere, produce il risultato di rimpiangere il completo vuoto legislativo. Le dichiarazioni anticipate di trattamento, che dovrebbero essere lo strumento principale per una vera autodeterminazione terapeutica consentendo di esprimere le proprie volontà per iscritto quando si è in grado di farlo, così come le prevede la nuova legge sono ridicole, inutili, crudeli e contro ogni logica dotata di senso.

Le cause di questa vera e propria negazione della dignità della persona, addirittura paradossale per forze politiche che si rifanno a ideologie che la difendono anche se riferita a poche cellule, sono senz’altro riconducibili alle pressioni lobbistiche che le gerarchie vaticane esercitano da sempre, con successo, sulle classi dirigenti italiane. Una presenza, quella del Vaticano nelle decisioni di governo dello “stato laico” italiano, che è possibile ridurre solamente con l’esercizio più consapevole del diritto di voto.

Ma la consapevolezza, che porterebbe a scelte di rappresentanti ispirati a principi di laicità e maggiormente idonei a dirigere un paese moderno, passa soprattutto attraverso l’informazione. Se l’analfabetismo scientifico è una caratteristica del nostro paese, quando la scienza si lega a questioni etiche come quelle trattate dalla legge in discussione in questi giorni sul testamento biologico, l’ignoranza diffusa nel paese, e quindi anche in parlamento, in relazione alle questioni di bioetica viene fuori con tutta la sua evidenza.

A tentare di colmare questo vuoto culturale nasce un’iniziativa che è stata presentata mercoledì 13 luglio a Roma presso l’Istituto superiore di Sanità (ISS), durante un convegno che ha visto la partecipazione di Gilberto Corbellini, docente di Storia della Medicina e Bioetica presso l’Università Sapienza di Roma, dell’epidemiologo Alfonso Mele e di Claudio Frank ricercatore dell’ISS. Si tratta del portale Ethicsweb, frutto della collaborazione tra UNESCO (l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’educazione, la scienza e la cultura) e un consorzio di altri quattordici organismi europei che ha come obiettivo quello di raccogliere informazioni, notizie e materiali relativi alla bioetica al fine di promuovere il dibattito sugli aspetti etici della scienza. Oltre al nostro Istituto Superiore di Sanità partecipano istituzioni scientifiche di prestigio come il francese INSERM (Institut National de la Santé et de la Recherche Médicale) e appunto la Division of Ethics of Science and Technology dell’UNESCO.

Ethicsweb si presenta come il primo Centro europeo di documentazione nel web sulle tematiche della bioetica e consentirà a tutti i cittadini, non solamente ai medici, di accedere in modo semplice e diretto a leggi, normative internazionali, progetti di ricerca, notizie ed eventi, nonché informazioni su corsi di formazione e universitari. Sempre attraverso il portale si potranno consultare numerosi database internazionali, come l’Euroethics (European Database on Literature of Ethics in Medicine), il Cde (Centre de documentation en èthique du Ccne), l’Ethned (Ethics in Medicine) e PubMed (Bioethics Subset).

Direttamente dalla comunità scientifica e a disposizione di tutti in rete, quindi, la possibilità di acquisire strumenti per contrastare una cultura che, reputando la vita dell’uomo un dono indisponibile ricevuto da Dio, si oppone fieramente a qualunque tentativo di autodeterminazione terapeutica vera e assicurata a chiunque. Una cultura arrogante che pretende di decidere per tutti, negando ai più deboli il diritto di godere dell’articolo 32 della Costituzione che riconosce ad ogni persona il diritto di non curarsi.

fonte: Cronache Laiche

lug 152011
 

La Casta si salva sempre. L’abolizione degli ordini professionali, proposta da Tremonti nella manovra fiscale, non è passata. Sono stati sufficienti 44 parlamentari-avvocati del Pdl che, minacciando di non votare la fiducia, hanno fatto si che la proposta fosse precipitosamente ritirata.

Quella dell’abolizione degli ordini professionali, ma anche solo di una loro profonda riforma al passo con i tempi, pare una battaglia persa. Da oltre sessant’anni viene mantenuta nell’ordinamento giuridico una norma corporativa che, di fatto, tutela lo status quo delle varie gerontocrazie professionali.

Prendiamo, ad esempio, gli avvocati. Proprio quella categoria che subito si è sollevata al solo sussurro della parola “abolizione”.  E’ chiaro che se basta solo la laurea e il praticantato per svolgere l’attività di avvocato, molti giovani avrebbero la possibilità di accedere alla professione forense offrendo gli stessi servizi a prezzi più contenuti. Una regola di semplice concorrennza. Quella concorrenza che evidentemente fa paura al Consiglio nazionale Forense, quando afferma che  ”la riforma o l’abolizione dell’ordine smantellerebbe il controllo deontologico e manderebbe allo sbaraglio i giovani”. Ovviamente il Consiglio nazionale Forense dimentica di dire che i praticanti, nella situazione attuale, sono spesso alla mercè dei favoritismi dei “grandi vecchi” e senza nessuna tutela professionale ed economica.

Ma è tutta la Casta che fa resistenza, non solo quella legata agli ordini professionali. Prendiamo i doppi incarichi (in alcuni casi tripli) nella classe politica, che quasi sempre corrispondono a doppie se non triple prebende. Orbene anche la norma che avrebbe impedito i doppi incarichi  è sparita come per incanto dalla manovra finanziaria. La lobby dei “deputati sindaci, presidenti di provincia, assessori e presidenti di regione” ha fatto cancellare in poche ore l’emendamento pensato per abolire il doppio incarico perchè ritenuto, così come proposto, “superficiale” e rimandando la decisione ad un provvedimento ad hoc da prendersi successivamente.

Del resto quello di rimandare ciò che per gli appartenenti alla Casta è nocumento, pare essere l’esercizio preferito visto che, ancora in queste ore, si continua a rinviare la decisione se autorizzare o meno l’arresto di un loro appartenente.

Ma per tornare alla manovra finanziaria, a chi toccherà pagare per pareggiare i conti? Ovviamente  sempre agli stessi: malati, pensionati, consumatori. Le pensioni d’oro pagheranno dal 5 al 10% di contributo di solidarietà. Quelle medie saranno ulteriormente penalizzate dall’abolizione dell’indicizzazione al costo della vita (quindi rimarranno al palo), mentre chi percepisce una pensione minima – già all’osso – soffrirà per l’aumento dell’utenze municipali e per gli inevitabili tagli di alcuni servizi sociali.

Fra questi il servizio sanitario, che  vedrà il ripristino del ticket (10 euro sulle ricette mediche e da 25 sui codici bianchi di pronto soccorso) fin dal 1° agosto 2011, anzichè dal 2012 come inizialmente previsto. E poi le nuove accise sulla benzina che, introdotte come temporanee poche settimane fa, diventano definitive e  le agevolazioni fiscali che – indistintamente – saranno tagliate del 20% entro il 2014.

Questo, mentre la Casta continua a difendere in maniera ostinata il suo fortino fatto di odiosi e onerosi privilegi.