Lug 122011
 

E dunque la Consob ha vietato le vendite allo scoperto a Piazza Affari. Una misura, questa, già invocata il 22 ottobre 2008 per difendere i titoli bancari e assicurativi che a quel tempo  erano “sotto tiro” da parte degli speculatori. Per l’Ue è tutto a posto; Napolitano invoca la “coesione nazionale”. Angela Merkel, allarmata, chiede a Berlusconi “segnali urgenti”.

I broker, dunque, non potranno vendere ciò che materialmente non posseggono:  si tratti di azioni, di  titoli di stato, di obbligazioni. Dovranno acquistare i titoli prima di poterne disporre la vendita. Della bomba speculativa che sta minacciando il nostro paese tutti, adesso, hanno una paura fottuta. Paura volutamente ignorata per decenni  durante i quali hanno gonfiato la bolla speculativa portandola al limite dell’esplosione.

Il fatto è che con questo sistema gli squali della finanza – ma anche i piccoli speculatori del quartierino – si sono arricchiti attraverso un  meccanismo le cui armi di difesa erano – e sono – blande e inefficaci. Banchieri e finanzieri – ma anche politici – hanno speculato sulle possibilità di un’azienda o di  un paese, puntandoci sopra  senza avere la relativa disponibilità finanziaria o, tuttalpiù,  facendolo con il denaro altrui.

I casi che negli anni sono scoppiati in Italia – pensiamo alla Cirio, alla Parmalat, alla Banca Popolare di Lodi – sono emersi solo perchè la magistratura – la tanto vituperata magistratura – ha portato allo scoperto un sistema fragile e facilmente aggirabile. Non certo per merito  dei quasi inesistenti meccanismi di autodifesa del sistema economico-finanziario-politico.

E adesso la Consob e Mediobanca  – ovvero la riserva di caccia degli italici squali –  si sono accorte di essere finiti loro stesse nelle mire di altri squali.

Tutto questo mentre il debito pubblico italiano è vicino al traguardo dei 2.000 miliardi, lo spread ha superato la soglia dei 300 punti  e il grosso del risanamento dato dalla manovra finanziaria – lacrime e sangue per il cittadino – si avrà solo nel biennio 2012-2013 (cioè quando toccherà a un altro esecutivo di  gestire scelte che non aveva fatto).

Tutto questo mentre il pensiero dominante di una classe politica autorefenziale e in malafede pare concentrato su  intenti cialtroni quali: aprire – il 23 luglio – tre ministeri a Monza; impedire l’abolizione delle Provincie (e dei privilegi politici ad esse collegati); regalare le frequenze televisive a Mediaset e Rai —  con un mancato introito per lo stato di 350 milioni di euro.

Come è possible questo squallido scenario?  E’ possiblile grazie alla pervicace irresponsabilità che questo governo, ancora una volta, dimostra. Ma è possibile anche grazie al lavoro del parito di — cosidetta — opposizione. Un partito che brilla per ignavia e per incapacità propositiva. Un partito che, bisogna avere il coraggio di riconoscerlo, è complice e corresponsabile.

Kalimera Italia.

 

  One Response to “Squallidi, irresponsabili squali”

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