Civiltà (e due!)

 Posted by on 1 Agosto 2011  Add comments
Ago 012011
 

Forse in cerca di sensazionalismo alcuni quotidiani hanno descritto il carcere norvegese di massima sicurezza di Halden Fengsel dove, con tutta probabilità, sconterà la pena Anders Behring Breivik come un hotel a 5 stelle.

Grande enfasi è stata posta sui televisori al plasma, sulla palestra con parete free climbing,  sui bagni privati, sui corsi di formazione professionale.  Non altrettanta enfasi è stata posta sul dato fondamentale: si tratta di un carcere in cui la percentuale di coloro che reiterano un crimine è solo del 20%  (50% Stati Uniti e Regno Unito, 55% in Italia).

La pena carceraria deve sottostare a due condizioni imprescindibili: la sua certezza e la sua umanità. Lo scopo della condanna non è la vendetta della società nei confronti di chi delinque, ma la sua rieducazione. Rieducazione che avviene per mezzo della massima punizione che un essere umano possa subire: la privazione della libertà personale.

Una privazione che non deve essere accompagnata dal sovraffollamento della popolazione carceraria, dalla fatiscenza delle strutture e dalla violenza di cui sono pervase, dal dramma dei suicidi e delle malattie.

Altrimenti non è più un’equa e giusta pena commisurata al reato perpetrato. Sarà soltanto un inutile violenza da parte di uno stato incapace di applicare il proprio ordinamento giuridico.

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