Ago 032011
 

Due nuove Autorità sono state votate all’unanimità dal parlamento. Il loro costo sarà di 3,2 milioni di euro l’anno. Si tratta del Garante per l’Infanzia – che sarà attivo da oggi – e della Commissione nazionale per la promozione e la protezione dei diritti umani. Il Garante per l’Infanzia sarà un organo monocratico con un costo di 1,5 milioni di euro annui (il Garante percepirà 200.000 euro l’anno), mentre la seconda peserà sul bilancio per 1.735.150 euro annui (di cui 237.000 euro per il presidente e 185.000 per i due consiglieri).

Tutto questo mentre cresce nel paese l’insofferenza per i previlegi (con gli inevitabili costi) della classe politica, e in un momento in cui si chiedono ai cittadini ulteriori sacrifici.

Tra l’altro – lo ha fatto notare Franco Bechis su Libero – le due nuove Autorità non sono altro che doppioni di strutture già esistenti:

«Ci sono già organismi di garanzia europei, e molte regioni si sono create ad hoc un Garante per l’infanzia a carico del bilancio pubblico. Quello nazionale che sarà in vigore dal prossimo 3 agosto non fa che doppiarne i compiti. In più esistono già numerose organizzazioni private che svolgono lo stesso compito e con cui lo Stato in qualche caso ha pure convenzioni (ad esempio Telefono Azzurro). Nel pubblico c’è già una Commissione parlamentare per l’infanzia e l’adolescenza, un Osservatorio nazionale per l’infanzia e l’adolescenza presso la presidenza del Consiglio dei ministri, un Osservatorio per il contrasto della pedofilia e della pornografia minorile (alle Pari Opportunità), un Comitato per i minori stranieri (a Palazzo Chigi), un Centro nazionale di documentazione e di analisi per l’infanzia e l’adolescenza, una Commissione per le adozioni internazionali, un Osservatorio nazionale sulla famiglia e un Comitato per l’applicazione del codice media e minori. Non bastavano. Così come per la difesa dei diritti umani sono già sette gli organismi pubblici attivi e decine le Onlus che se ne occupano.»

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