
In questi giorni le notizie che si sono susseguite sono state quantomai avvilenti, a partire dalla puntata di una fiction RAI, censurata perché vi si celebrava un matrimonio gay, fino ad arrivare al caso di aggressione di un uomo contro una donna omosessuale in un ristorante del nord e conclusasi, nell’indifferenza generale, con una microfrattura del naso della donna e quindici giorni di prognosi.
Per fortuna ogni tanto però è possibile dare spazio a notizie del tutto in controtendenza, come la decisione della città di Aosta di estendere il contributo una tantum destinato alle giovani coppie anche ai conviventi e alle coppie omosessuali. Si tratta di un precedente importante, nel quale un’amministrazione locale fa una scelta di merito che, sostanzialmente, disconosce le scelte nazionali.
Il consiglio comunale ha infatti approvato in primavera il contributo una tantum destinato alle giovani coppie estendendolo anche a categorie che sono – nel resto del paese- ritenute prive dei requisiti “necessari” ad accedervi. Sarà possibile presentare domanda a partire dal prossimo 12 settembre.
L’assessore Mauro Beccega ha spiegato le ragioni di questa scelta, sottolineando quanto la casa costituisca l’elemento fondamentale di qualunque nucleo familiare e che è compito del Comune aiutare «l’unione di tutti coloro i quali intendano conseguire questo obiettivo». Si tratta di un contributo relativamente modesto: 1500 euro a coppie (sposate o conviventi), nuclei monoparentali o genitori separati con un surplus per le coppie con uno o più figli, eppure costituisce un segnale importante oltre che una vera e propria strategia del cambiamento. Abituare le persone a percepire le coppie, comunque esse siano composte, sul medesimo livello e mettere queste coppie in una condizione reale di parità nell’accesso ai diritti, rappresenta infatti un primo ineludibile passaggio per un cambiamento culturale del Paese. Immaginiamo inoltre la potenzialità di questo genere di iniziative in caso di estensione e diffusione ad altre realtà.
La scelta di Aosta manifesta quanto sia rapido il cambiamento della nostra società e, insieme, lo sostiene, lo facilita, lo legittima. Ci dice che i figli non sono solo di chi li fa ma anche di chi li alleva e accudisce e che tutte le famiglie hanno medesimo bisogno e medesimo diritto di essere promosse dalla società in quanto ne costituiscono il motore principale e il cuore.
fonte: Cronache Laiche
