L’Incorreggibile torna a casa

 Posted by on 23 Settembre 2011  Add comments
Set 232011
 

Benedetto XVI torna nel suolo natio e vi resterà da ieri, giovedì 22 settembre, a domenica 25, sostando a Berlino, Erfurt e Friburgo. Ma sarà un amaro rientro in patria per il romano pontefice. Ratzinger è atteso oggi per un discorso al Bundestag, ma la sua visita, pianificata da tempo, sarà boicottata da un centinaio di parlamentari della SPD, della Linkspartei e dei Verdi, i quali hanno motivato il loro gesto con la necessità di ribadire una reale separazione tra Stato e Chiesa. Alcuni di loro parteciperanno piuttosto alle proteste che si terranno all’esterno dell’edificio parlamentare. Naturalmente, da Berlino si sono affrattati a precisare che nel Parlamento non riamarrano sedie vuote: saranno occupate da ex parlamentari più benevoli.

La destra filo cattolica della cancelliera Angela Merkel perde vertiginosamente consenso, a Berlino si festeggia ancora la vittoria dei Verdi e l’esaltante exploit dei Pirati 2.0 (8,9 per cento dei consensi), mentre il sindaco uscente, Klaus Wowereit, si conferma per il terzo mandato alla guida della capitale del paese traino d’Europa, entrando così in lizza dei possibili futuri candidati al cancellierato. È questo il clima politico che Benedetto XVI trova al suo ritorno in patria.

Ma c’è di più. Secondo il Frankfurter Allgemein Zeitung, i parlamentari del Grüner Partei che hanno scelto di rimanere in aula durante il discorso papale, esibiranno sul petto la coccarda rossa della lotta all’Hiv, segno della loro netta presa di distanza dalla posizione anti-profilattico delle gerarchie cattoliche.

Con rarissime eccezioni, la stampa italiana ha, al solito, “bucato” la notizia. Solo pochi media hanno osato rompere l’ostracismo, e dare notizia della coraggiosa decisione dei cento parlamentari tedeschi. Non ci si lasci però ingannare: non si tratta di un’alzata di testa improvvisa, come si potrebbe arguire limitandosi alle notizie che trapelano in Italia. È stata invece una decisione annunciata da tempo, dallo stesso momento in cui è stato reso noto che il pontefice avrebbe parlato nel Bundestag, e gli elettori tedeschi ne erano a conoscenza da più di un anno, ossia da quando la Santa Sede ha concordato il viaggio papale con le autorità tedesche.

D’altra parte, i dati forniti dalla stessa Conferenza episcopale tedesca, e pubblicati dal settimanale Der Spiegel, che dedica alla visita papale la corrente edizione, sono piuttosto eloquenti: il numero di tedeschi che si dichiarano cattolici è diminuito, negli ultimi 20 anni, del 12,7%; i praticanti, ossia coloro che si recano alla messa domenicale, del 42,5%; mentre i battesimi e i matrimoni con rito cattolico sono calati rispettivamente del 43 e del 58%. L’intransigenza dottrinaria, la totale chiusura verso i temi legati alla modernità (omosessualità e coppie di fatto, ma anche divorziati e celibato ecclesiastico), per non parlare della gestione della piaga della pedofilia non hanno riscosso un gran successo in patria. Ciò che la maggioranza dei tedeschi si aspetta ora dalla visita papale è riassunto nel titolo che Der Spiegel dedica a Benedetto XVI:  der Unbelehrbare, l’Incorreggibile.

fonte: Cronache Laiche

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