Set 022011
 

La manovra economico-finanziaria che dovrebbe recuperare i 45 miliardi di euro necessari a riportare il deficit sotto controllo ha cambiato faccia praticamente ogni giorno. Una manovra d’urgenza nata sull’onda degli attacchi speculativi al debito italiano che hanno fatto temere un collasso dell’euro. Una manovra che – non scordiamocelo – ci è stata imposta dalla Banca Centrale Europea e che di fatto ha messo sotto “tutela” franco-tedesca  questo governo.

Le misure finora avanzate sono state regolarmente ritirate o modificate, e per le proteste delle parti interessate ma, soprattutto, per la bizzarria, – e il forte sospetto di non costituzionalità – delle stesse. Questo la dice lunga sull’improvvisazione e il dilettantismo di chi le ha proposte.

Contributo di “solidarietà” per i redditi più alti, abolizione dei comuni e delle provincie, riduzione dei costi della politica, riforma delle pensioni. Ogni giorno una nuova misura prontamente ritirata il giorno dopo e sostituita un’altra. La bozza attualmente all’esame del Senato prevede l’inasprimento della lotta all’evasione fiscale ma secondo le stime verrebbero a mancare 7 miliardi di euro rispetto all’obiettivo originale.

Ci domandiamo se queste misure “lacrime e sangue” debbono essere elaborate e gestite da coloro (Tremonti, Brunetta, Sacconi) che – Craxi imperante -, contribuirono in maniera determinante a creare quell’enorme debito pubblico del quale, adesso, paghiamo amaramente le conseguenze.

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