A lezione di violenza

 Posted by on 31 ottobre 2011  Add comments
Ott 312011
 

La violenza entra tutti i giorni nelle nostre case attraverso la TV e le prime pagine dei giornali:  un ospite al quale siamo assuefatti, come a una droga, e quando non c’è ci manca perchè il mondo sembra perdere sapore. Quanto c’è di morboso nel brivido sottile che molti hanno provato nell’assaporare – quasi in diretta – il linciaggio di Gheddafi?

E ancora: quanto di morboso c’è in quella larga fetta di spettatori che nei “talk show”  aspetta la rissa, e premia con l’audience spettacoli dove opponenti con la bava alla bocca ringhiano contro altri cani bavosi? Nelle trasmissioni di politica, di costume, di sport, alla fine ha la meglio chi ha strillato di più, chi ha inveito, chi più forte si è scagliato contro l’altro.

Certo i media di oggi non hanno inventato nulla: al Colosseo a vedere i leoni ci si andava già dai tempi gloriosi, e si tornava a casa ebbri di sangue e grati all’Imperatore.

Chi crea violenza lo fa seguendo un disegno preciso. Gli spacciatori di violenza agiscono scientemente, e la insinuano ben dosata dentro ai media, gli stessi media dai quali noi attingiamo i modelli comportamentali della nostra vita quotidiana. E all’improvviso il nostro ennesimo scoppio d’ira, la nostra ennesima raffica di insulti e volgarità  contro il solito automobilista che non guida secondo il nostro iracondo criterio non ci fa neanche più fermare un momento a riflettere su quello che siamo diventati.

La violenza amplificata dai media sovverte, in maniera orwelliana, non solo i comportamenti ma anche i concetti e le parole. E allora la nostra guerra – che è buona, giusta e fonte di salvezza (economica) – è esportazione di democrazia. In opposizione alla guerra degli altri che è invece violenza e terrorismo. E allora i nostri militari in Afghanistan non subiscono azioni di guerra ma vili attentati terroristici. Ed ancora, sono le banche in difficoltà che vanno salvate perchè loro rappresentano la nazione  e non le piccole e medie aziende o il singolo individuo che affoga nelle difficoltà spesso create dalle banche stesse.

Assueffatti alla violenza, non proviamo più stupore neanche davanti a una scazzottata alla Camera dei Deputati.

Solo che nell’ultima occasione, il 26 ottobre scorso, alla scena assisteva anche una classe di bambini delle elementari che, ospite della Camera, era stati invitata a imparare come funziona la democrazia parlamentare in Italia.

Quei bambini non li ha protetti nessuno. Hanno guardato, hanno imparato.

E’ ora di cominciare ad avere vergogna.

* Nella foto sopra, scattata il 26 ottobre alla Camera dei Deputati: a sinistra il finiano Claudio Barbaro, a destra il leghista Fabio Raineri “discutono” sulle parole pronunciate da Gianfranco Fini la sera prima a  Ballarò a proposito della baby pensionata Manuela Morrone moglie di Umberto Bossi.

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