Ott 242011
 

Il caso Lautsi vs. Italia alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, sostenuto dall’UAAR, che chiedeva la rimozione dei crocefissi dalle aule scolastiche italiane, ha fatto da apripista per una serie di ricorsi simili.

In Romania nel 2006 un professore di filosofia, Emil Moise, ha chiesto ed ottenuto dal Consiglio Nazionale per la Lotta alla Discriminazione una raccomandazione per la rimozione delle icone ortodosse dalle scuole. Nel 2007 il Ministero dell’Educazione ha chiesto alla Corte di Giustizia di Bucarest di annullare la decisione del Consiglio Nazionale, ma senza successo; e tuttavia la Corte Suprema ha nel 2008 ha giudicato la raccomandazione «ovviamente illegale» in quanto farebbe intervenire lo Stato in faccende private che devono essere decise da studenti, insegnanti e genitori. (Informazioni dettagliate in inglese sul sito del Journal for the Studies of Religions and Ideologies).

In seguito a questa sconfitta, il prof. Moise si è rivolto alla Corte Europea (caso 54529/09, Moise (3) c/Romania), e spera in un giudizio diverso dal caso Lautsi, non solo poiché le icone ortodosse sono fuor di dubbio simboli religiosamente connotati, ma anche perché in Romania i bambini sono obbligati a partecipare a funzioni religiose in orario scolastico.

E in questi giorni anche dall’Austria arriva alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo la richiesta di eliminare i crocifissi dagli asili, nonché di vietare le celebrazioni di festività religiose negli asili con partecipazione delle chiese locali.

fonte: Uaar

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