I veri Big stanno nell’ombra

 Posted by on 23 Ottobre 2011  Add comments
Ott 232011
 

Pier Giuseppe Pelicci è uno dei più grandi oncologi italiani. Chi? Avete letto bene. Pier Giuseppe Pelicci, di cui in Italia si sente parlare poco. Poi Alberto Mantovani (medicina, immunologia), Giacomo Rizzolati (neuroscienze), Giorgio Parisi (fisica), Alvio Renzini (astrofisica). E per quanto riguarda la filosofia ci sono Diego Marconi, Corrado Sinigaglia, Giovanni Boniolo, Roberto Festa, Guglielmo Tamburrini.

Ma sono solo alcuni esempi dei tanti nomi che potrebbero essere citati dopo una ricerca nei siti di ranking specializzati come Scholar Index o il popolare Google Scholar.

Molti di loro non si conoscono? Non è il mondo che gira al contrario, è l’Italia. Piccoli grandi bluff riempiono gli ambiti che dovrebbero essere più “internazionali”, come la scienza, la filosofia, la ricerca e in generale l’università. O almeno questo si evince dall’analisi degli indici delle loro pubblicazioni. Così scopriamo che i professori che per l’opinione pubblica sono “luminari” (se non proprio dei geni) all’estero non “compaiono”: nessuna pubblicazione, nessun documento, nessuno spunto per arricchire la scienza o la cultura a livello internazionale. E sono gli stessi che invece compaiono una sera sì e una no in televisione, che parlano di tutto, influenzando dibattiti che spaziano dalla bioetica alla sociologia e che vengono pagati fior di quattrini per partecipare ai festival della scienza e della filosofia.

Così ci si ritrova nel Paese delle cattedre cristallizzate, dei baroni, del fuggi fuggi di cervelli verso gli Stati Uniti. Il Paese dove le persone di successo, spesso giovani (quelle che vanno a parlare ad Harvard creando la fila fuori dall’aula) sono destinate a restare nell’ombra, alimentando il luogo comune dell’Italia “Paese per vecchi”, arretrato nella ricerca scientifica e “avanti” soltanto nella preparazione umanistica.

I numeri.

L‘h-index misura, oltre alla produttività, anche l’impatto del lavoro pubblicato di uno scienziato o di uno studioso e si basa sui documenti più citati dello scienziato e sul numero delle sue pubblicazioni.

Il g-index quantifica la produttività scientifica sulla base di un elenco di pubblicazioni di un dato ricercatore a livello internazionale.

In queste schede sono cerchiati gli indici di riferimento di filosofi e scienziati noti o sconosciuti. Più tali indici sono bassi più è basso l’impatto del lavoro dello studioso sulla cultura internazionale. Per esempio nel campo della filosofia Corrado Sinigaglia ha  un h-index 7 e g-index 11, mentre il ben più sponsorizzato Giulio Giorello ha h-index 2 e g-index 3, nel campo della scienza Piergiorgio Odifreddi ha h-index 6 e g-index 13 e il meno noto Giorgio Parisi h-index 63 e g-index 147.

fonte:Affari italiani

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