Ott 272011
 

Un battibecco insolito, tra il direttore della più prestigiosa rivista italiana e una giovane in cerca di lavoro, ha fatto luce su uno dei segreti italiani più oscuri: il sistema “Dickensiano” degli stage, in cui molti giovani lavorano senza sosta e senza paga, per essere poi cacciati fuori prima di poter aspirare all’assunzione.

Quando la giovane e altamente qualificata Caterina, ha osato chiedere le ragioni per le quali dovesse effettuare uno stage o un’esperienza lavorativa senza percepire alcuna retribuzione dalla famosa rivista di arte contemporanea Flash Art, la risposta del direttore della rivista, Giancarlo Politi, è arrivata nella forma di una serie di vivaci insulti.

Lo scambio di email è apparso su siti internet e blogs, creando indignazione e evidenziando la disperata situazione di centinaia di migliaia di giovani italiani alla ricerca di lavoro, che si prestano ad innumerevoli stage senza essere mai assunti. Caterina ha chiesto al Sig. Politi perché “i miei genitori dovrebbero pagare affinché io lavori per lei” e la risposta di Politi è stata che un buon lavoro “è un lusso” e che la ragazza dovrebbe chiedere sussidi allo stato.

Quando Caterina ha fatto notare le sue capacità linguistiche, il Sig. Politi ha replicato che “ora anche le mignotte sanno parlare quattro lingue…” e le ha suggerito di cercare lavoro da McDonald’s.

Politi ha rifiutato di rispondere alle domande del quotidiano The Independent, ma in una replica successiva su internet ha specificato che la sua interlocutrice aveva avuto un atteggiamento “particolarmente aggressivo e subdolo”, e ha porto le sue scuse per i commenti sulle capacità linguistiche delle prostitute. Inoltre ha aggiunto che le possibilità di assunzione dopo uno stage presso FlashArt, da lui stesso definito come “una splendida realtà; un universo d’arte”, sono “quasi certe”.

Sembra, però, che anche le persone assunte dalla rivista non possano contare su una retribuzione. Il giornale The Independent ha parlato con una persona che è stata assunta questa estate presso la rivista Flash Art, senza percepire alcuna retribuzione durante il periodo di prova di due mesi. Dopo aver superato brillantemente questa fase, il ragazzo ha continuato a lavorare, anche se gli è stato precisato che per il mese successivo non c’erano sufficienti fondi per retribuirlo.

“Certamente è immorale”, ha detto il ragazzo. “Se non hanno le risorse per retribuire lo staff di cui hanno bisogno, non dovrebbero essere in affari. Ma non è l’unica azienda a comportarsi cosi”.

La polemica di Flash Art è nata dalla richiesta della rivista di assumere nuovi tirocinanti per un periodo tra gli 8 e i 10 mesi, nonostante la legge italiana definisca illegale un tirocinio la cui durata superi i 6 mesi.

Stefano Fassina, portavoce del settore economia e lavoro del Partito Democratico, ha affermato: “Questo sfruttamento è presente ovunque”.

Il suo partito è alla ricerca di tirocinanti, con una paga di €400 al mese, oltre alle spese.

fonte: The Independentimmagine: Diversamenteoccupati

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