ott 222011
 

Non è passato molto tempo dall’ 11 gennaio di quest’anno. Quel giorno  il ministro degli esteri Franco Frattini spese queste parole: «Indico l’attuale Muammar el Gheddafi, al potere dal 1969 con un colpo di Stato, come un modello di dialogo con le popolazioni di un Paese arabo.»

Lo stesso Frattini che l’altro ieri ha definito l’esecuzione sommaria del tiranno come una «una grande vittoria del popolo libico».

Queste dichiarazioni fatte a distanza di pochi mesi l’una dall’altra rappresentano perfettamente la nostra politica estera e coloro che la dirigono. Una politica estera condotta fra gli imbarazzanti baciamo e le gioiose esaltazioni di barbare violenze. Un’esaltazione di violenza che non ha risparmiato neanche i media più seri, e che ha visto giornali e TV fare a gara per mostrare sangue e budella.

Abbiamo sempre considerato Gheddafi come un criminale tiranno – basta leggere i nostri post correlati – ma per noi c’è un confine netto e invalicabile fra la vendetta e la giustizia.  Là dove finisce il naturale senso di giustizia ed equilibrio e si sconfina  nella bestiale sete di vendetta c’è la sconfitta dell’Uomo.

Giustiziare un uomo non è mai una vittoria per nessun popolo: lo abbiamo ben dimostrato noi che dopo averne appeso uno a Piazzale Loreto abbiamo usato tutte le energie a fabbricarne un rimpiazzo.

Per questo consideriamo le parole del ministro Frattini come patetiche e sconsiderate. E ce ne vergognamo per lui.

immagine: Theodore Gericault, “Teste mozzate” 1818.

La Croce miracolosa

 di - 21 ottobre 2011  Commenta »
ott 212011
 

Siete disturbati da strani rumori nel pieno della notte? Provate un senso di terrore in cantina o in soffitta? Voi o i vostri famigliari avete mai visto spiriti, spiritelli o fantasmi? Se la risposta è sì non esitate, prendete il telefono e fatevi mandare la “Croce proveniente da Gerusalemme”. Siete ancora in tempo per averla gratis e comodamente a casa vostra, basta telefonare al numero in sovraimpressione e in breve le vostre incomprensioni con il paranormale saranno completamente risolte.

Come è successo ad Alessandra i cui problemi spirituali non la facevano dormire la notte e la rendevano nervosa al punto da picchiare i suoi figli; è probabile che avesse lo stesso problema di Diego la cui vita era distrutta dall’alcool e dalla droga e stava buttando all’aria il suo matrimonio; o come Maria Cristoforo depressa, paralitica e insonne guarita completamente grazie alla fede e alla “Croce proveniente da Gerusalemme” che ha salvato anche Martha (con l’acca) dal tumore alla tiroide che non la faceva mangiare, dormire, lavorare ma solo piangere, piangere e piangere.

La “Croce proveniente da Gerusalemme”, e distribuita sulla Tiburtina a Roma presso la Comunità Cristiana dello Spirito Santo, promette questo e molto altro ancora dal momento che è il primo passo per entrare nel meraviglioso mondo di questa comunità che, in un sito personale, ha un’intera pagina in cui spiega “chi siamo”. Il sito è scritto in italiano, ma un italiano forzato e pieno di errori grammaticali, sembra opera di uno straniero, ma questo che importanza può avere davanti alla grandezza degli intenti: «La Comunità Cristiana dello Spirito Santo in Italia. Iniziata per aiutare il cristianesimo come braccio della fede di nostro Signore Gesù Cristo, basata nelle Scritture Sacre, ha iniziato a divulgare il vangelo, ad aiutare le famiglie ad unirsi, la gente a trovare una vita migliore, curando i bisognosi. Questo circa due decenni fa accompagnando il popolo italiano».

Segue poi il racconto di 30 anni di attività che si leggono velocemente fino a che, in uno spazio apposito dedicato ai commenti degli utenti, Nino ha il coraggio di chiedere: «non ho capito chi siete evangelici, cattolici, apostolici. potreste chiarirmi grazie» e la risposta: «Siamo una Chiesa Cristiana Evangelica». Ecco, basta poco, che ce vo?

A giudicare da quello che si racconta nel sito questa comunità è quanto di meglio possa esistere per chi ha degli acciacchi fisici. Perché si sa, e Wanna Marchi l’ha saputo prima di tutti, gli acciacchi fisici, i doloretti cronici che ci tormentano sono in realtà manifestazioni di un cattivo rapporto spirituale. Si legge nel sito di moltissimi “casi veridici” (non veri, ma veridici) che sono tornati a vedere la luce della serenità psicofisica attraverso la preghiera e gli insegnamenti di questi “disinfestatori dell’etereo” che ricordano come «Nessuno può riempire un bicchiere di acqua pura se il bicchiere è sporco», oppure «Nessuno può ricevere lo Spiriti di Dio fino a quando mantiene nel cuore rancore verso un’atra persona. Prima, deve perdonare chi lo ha ferito», o anche «Nessuno potrà ricevere lo Spirito di Verità fino a quando continuerà a mentire. La parola delle persona deve essere si o no» e ancora «Trova un senso in mezzo al deserto» e non temere se non stai capendo nulla di quello che ti stanno dicendo perché, anche se «la vita esige molto di più la comprenZione che la conoscenza», è proprio nel momento in cui si è più confusi che ci si sta avvicinando allo Spirito Santo: «La persona non capirà niente; ma anche così, continuerà a parlare stranamente e non sentirà volontà di fermarsi. Sarà sigillata e battezzata con lo Spirito Santo! Non c’è ragione per avere paura! Il proprio Signor Gesù disse che se il figlio chiede al padre un pezzo di pane, non riceverà una pietra (Luca 11.9-13). Allo stesso modo, se noi, figli di Dio, chiediamo lo Spirito Santo, Egli mai permetterà che riceviamo un altro spirito».

Tranquilli, perciò, siete sulla buona strada.

Ah, per la cronaca, Wanna Marchi ha ottenuto gli arresti domiciliari all’inizio di ottobre.

fonte: Cronache Laiche

ENEL alla gogna

 di - 20 ottobre 2011  Commenta »
ott 202011
 

Dopo vari mesi di trattative fra le Autorità ancestrali dei popoli Ixil e la società italiana Enel, la situazione è giunta a un punto di rottura. Ciò è dovuto alla totale mancanza di volontà, da parte dell’impresa italiana,  di trovare punti di contatto reali, avendo scelto di rifugiarsi in un contratto garantito dal Governo (guatmalteco N.d.R.), che però estromette i legittimi proprietari delle terre. Su queste terre si progetta di costruire una diga, e gli abitanti reclamano il 20% degli utili futuri per poter sviluppare la regione.

La storia comincia con le Basi per avviare il dialogo fra le comunità indigene di San Juan Cotzal e l’impresa Enel (si tratta di un accordo firmato il 7 maggio 2011 che stabilisce le basi del dialogo tra le 28 comunità indigene e l’ ENEL, N.d.R.). Oggi le comunità accusano l’impresa italiana di violare i patti e di aver dato il via a tutte le operazioni non incluse nel suddetto documento. Data l’importanza di questo documento, è opportuno farlo conoscere, così come come viene chiesto dalle Autorità ancestrali dei popoli Ixil.

“Durante il processo di dialogo non si useranno misure che implicano l’uso della forza da parte di nessuna delle parti coinvolte. Non si useranno mezzi di pressione o minacce come denunce penali o di qualsiasi altra natura, ordini di cattura, irruzioni, disinformazione o tentativi di qualunque tipo per dividere le comunità”.

“Il processo di dialogo sarà condotto in buona fede, in modo che la comunicazione fra le parti avvenga con rispetto, cortesia e franchezza, e realizzando le consultazioni necessarie da ambe le parti in modo che il dialogo sia partecipativo e che le risoluzioni adottate siano sicure e durevoli, finalizzate al bene comune delle comunitá”.

“L’Enel riconosce e rispetta le Autorità ancestrali quali rappresentanti legittime delle comunità indigene coinvolte e interlocutrici dell’impresa nel processo di dialogo. Le comunità riconoscono Enel Guatemala quale società legalmente impiantata nel paese”.

“Si riconoscono i diritti asssociati alla proprietà pubblica, privata e delle comunità garantiti dalla Costituzione Politica della Repubblica del Guatemala, così come i diritti che lo Stato del Guatemala e il trattato 169 dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro conferiscono alle comunità indigene, in particolare sui territori che occupano da generazioni e che le comunità indigene utilizzano per vivere.

“Le proposte dell’accordo saranno sottomesse alla valutazione e all’approvazione da parte delle comunità coinvolte nel dialogo e delle più alte autorità dell’Enel.”

“Gli accordi finali si renderanno pubblici e legali tramite un documento di fronte all’organo competente. San Felipe Chenla, Cotzal, Quiché, 7 maggio, 2011”.

Questa settimana le Autorità Ixil hanno presentato alla stampa nazionale e internazionale questo ed altri documenti che mostrano la profondità e serietà dei temi  trattati affinché la costruzione di una diga nei loro territori ancestrali apporti benefici alla popolazione della regione. Sembra che questo sia il minimo che si possa fare affinché ‘sviluppo’ non sia una parola senza senso.

fonte: Diario de Centro America, “Empresa Italiana ENEL en la picota“.

ott 192011
 

La Lega Nord, ieri, ha presentato una mozione in Consiglio Regionale della Lombardia per vietare la macellazione Kasher e Halal.  Secondo la Lega tale tipo di macellazione, oltre che crudele,  potrebbe rappresentare una sorta di reato. Nel mirino della Lega – non avevamo dubbi – è la macellazione rituale islamica, più volte citata nel testo ma le modalità di macellazione contestate andranno a toccare anche quella Kasher.

Flavio Tosi, sindaco leghista di Verona, ha ferito – seppur leggermente – un compagno di caccia durante una battuta alla lepre in Friuli. Il Sindaco aveva centrato in pieno una lepre, ma i pallini hanno preso una traiettoria inattesa andando a colpire un 30enne che si trovava a un cinquantina di metri di distanza. Flavio Tosi, lo ricordiamo, è anche Presidente della Federcaccia veneta.

ott 182011
 

Dovrebbe essere uno dei concorsi pubblici più importanti: quello per l’ assunzione, nelle scuole statali italiane, di 2.386 dirigenti scolastici, ovvero coloro che una volta si chiamavano direttori didattici e presidi, a seconda che guidassero una scuola elementare oppure una media e superiore.

Eppure, dopo anni di attesa, in cui fra l’altro moltissime scuole sono rimaste senza dirigente titolare ma sono state affidate in «reggenza» ad un preside che amministrava già un altro istituto, la prova preselettiva del concorso, che si è svolta in tutta Italia lo scorso 12 ottobre, è stata quasi un disastro: lunghe ore di attesa (mediamente 3, ma alcuni casi anche 4 o più) per i 32mila insegnanti aspiranti dirigenti seduti ad un banco prima che arrivassero le domande del quiz; procedure farraginose (ogni candidato aveva accanto a sé un volumone grande come un elenco del telefono con 5.663 domande e un foglio sui cui era indicato il numero della domanda a cui rispondere che andava rintracciata sul tomo: 100 domande in 100 minuti); e soprattutto domande errate, per cui il ministero, pochi giorni prima della prova, è stato costretto a cestinarne ben 975, perché palesemente sbagliate.

Evidentemente ancora scottata per la recente gaffe sul fantomatico tunnel sotterraneo dal Gran Sasso al Cern di Ginevra che i neutrini avrebbero percorso superando la velocità della luce, il ministro Gelmini si è affrettata a dire «non è colpa mia» e ha fatto pubblicare l’elenco degli 89 esperti incaricati dal Ministero di redigere le domande della prova: dirigenti scolastici, ispettori e funzionari del ministero, ricercatori, avvocati e docenti universitari. E le sorprese si annidano proprio fra quest’ultima categoria: su 27 professori universitari, 10 provengono da università private, di cui 9 fra pontificie e cattoliche e 1 privata laica (sebbene con una storia cattolica), la “Suor Orsola Benincasa” di Napoli.

Non era possibile per il ministero dell’Istruzione trovare professori attingendo esclusivamente ad università statali, tanto più che il concorso serve a reclutare i dirigenti scolastici delle scuole pubbliche? Ovviamente sì, ma forse il ministro non ha sufficiente fiducia nei docenti delle università di Stato, dal momento che è andata a pescare gli esperti dalla Lumsa-Libera università Maria Ss. Assunta di Roma, a due passi dal Vaticano (Antonio Augenti, docente di Teorie e metodi di programmazione e valutazione scolastica); dall’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano (Piero Cattaneo, docente di Metodologia della ricerca, della valutazione e della sperimentazione educativa; Pier Cesare Rivoltella, docente di Tecnologie dell’istruzione e dell’apprendimento; Gianfranco Porcelli, docente di Linguistica inglese in Cattolica fino al 2003, ma questo il comunicato del ministero non lo specifica); e soprattutto dall’Università Pontificia Salesiana (il rettore, don Carlo Nanni, docente di Filosofia dell’educazione; don Mario Comoglio, docente di Didattica; don Francesco Casella, docente di Storia della pedagogia e decano della facoltà di Scienze dell’educazione; don Marco Bay, docente di Metodologia della ricerca; Sergio Melogno, docente invitato della Facoltà di Scienze dell’educazione).

Chissà se anche questo, dopo i lauti finanziamenti concessi dal governo alla scuola cattolica, è un ennesimo atto di ossequio al cardinale segretario di Stato Tarcisio Bertone, che all’Università Pontificia Salesiana insegnò Teologia morale e Diritto per due decenni e di cui fu anche rettore.

fonte: Adista

ott 172011
 

Negli ultimi dieci anni, 600.000 italiani hanno abbandonato i propri luoghi d’origine nel Sud del Paese e sono emigrati al Nord. Partono soprattutto i giovani con un alto livello d’istruzione, che non riescono a trovare lavoro nel Mezzogiorno.

Secondo un recente rapporto dell’OCSE, la disoccupazione giovanile in Italia raggiunge la quota del 28%, una delle più alte in Europa. Tra quelli che riescono a trovare un impiego, uno su due fa un lavoro mal pagato a tempo determinato, per esempio lavorando per qualche mese in un call center con un salario di 800 – 900 euro al mese. Oppure lavorano in nero, per esempio nella ristorazione, come l’antropologo 29enne che abbiamo intervistato ieri per una serie di tre ritratti di giovani laureati svantaggiati del Sud Europa (in Spagna, Grecia e Italia). Il ragazzo italiano ha il vantaggio di essere nato e cresciuto a Roma e di poter vivere dai suoi genitori, ma molti italiani del Sud non possono farlo.

Lo dimostra un rapporto sulla situazione nelle province meridionali, pubblicato questa settimana da un istituto di ricerca italiano: una nuova migrazione verso il Nord è in pieno svolgimento. Proprio come subito dopo la Seconda Guerra Mondiale, i giovani lasciano le loro città e villaggi per cercare fortuna al Nord o al centro del Paese. Se prima a lasciare la campagna per le fabbriche di Torino e di Milano erano italiani con un basso livello d’istruzione, spesso analfabeti,  ora sono giovani istruiti ad allontanarsi con il pianto nel cuore. Il risultato è il progressivo invecchiamento della popolazione e il drammatico declino della crescita demografica. Nel giro di dieci anni la popolazione di Napoli è diminuita di 108.000 unità, quella di Palermo di 29.000 e quella della città di Bari di 15.000. Le città a Nord di Roma hanno  invece continuato a crescere costantemente.

È un quadro preoccupante, soprattutto considerando che le regioni meno sviluppate d’Italia hanno utilizzato appena il 33% dei fondi messi a disposizione dall’Unione Europea per il periodo 2007-2013. Campania, Calabria, Puglia, Basilicata e Sicilia hanno effettivamente acquisito insieme solo il 10% dei fondi disponibili a livello europeo. La colpa è della burocrazia lenta, della mancanza di personale competente (in grado, per esempio, di leggere e scrivere in inglese) e del non aver soddisfatto i requisiti per la concessione dei finanziamenti. È probabile che l’Unione Europea decida di tagliare i fondi, poiché l’Italia li sfrutta troppo poco. In questi tempi di crisi come si fa a criticare una scelta del genere.

Molti giovani italiani altamente qualificati però non trovano quello che cercano neanche al Nord. Il mercato del lavoro è fermo, la pubblica amministrazione non assume quasi più nessuno e nelle università non si fa altro che tagliare. Ecco perché sempre più giovani decidono di voltare le spalle all’Italia ed emigrare in Paesi del Nord Europa o negli Stati Uniti. Il risultato finale di questa migrazione verso il Nord si traduce in una fuga di cervelli, fenomeno che in futuro costerà caro all’Italia.

fonte: NOS.nltrad.: Italia dall’Estero

Noterelle Laiche

 di - 16 ottobre 2011  1 Risposta »
ott 162011
 

Otto x Mille - Aumentano le firme esplicitamente espresse per l’otto per mille a favore dell’Unione delle Chiese Metodiste e Valdesi. L’incremento per il 2008 – dato registrato dall’Agenzia delle Entrate – è 31% rispetto all’anno precedente con circa 413.000 firme (il 2,3% dei contribuenti). Firme che rappresentano 20 volte il numero dei membri della Chiesa Valdese in Italia.

La pastora Maria Bonafede, moderatora della Tavola Valdese, ha dichiara che “non un euro andrà a finanziare il culto, l’evangelizzazione o la manutenzione delle chiesa” e che “tutti i fondi ricevuti saranno destinati a progetti sociali, culturali e assistenziali in Italia e all’estero”. Il crescente sostegno dei contribuenti alla Chiesa valdese esprime, secondo la moderatora, “un desiderio di pluralismo che, ad oggi, non trova sufficiente riscontro né nel sistema politico né sui media né nel confronto pubblico” su temi come bioetica, diritti delle coppie gay, immigrazione, laicità.

Danimarca, stato e chiesa celebreranno matrimoni gay – Il nuovo ministro danese per l’eguaglianza e gli affari ecclesiastici, Manu Sareen, ha annunciato che chiederà al governo di riconoscere alle coppie gay gli stessi diritti matrimoniali delle coppie eterosessuali. Di conseguenza la chiesa di stato luterana farà lo stesso, essendo costituzionalmente “chiesa del popolo danese”. Non è una decisione improvvisata: una commissione ha valutato a lungo gli aspetti politici e religiosi prima di dare il via libera.

Polonia: la sopresa del partito “anticlericale” – Il partito PO (Piattaforma dei cittadini, liberale) del premier uscente Donald Tusk ha vinto le elezioni legislative polacche.ottenendo il 37% circa. Sconfitta la destra euroscettica e clericale dell’ex primo ministro Jaroslaw Kaczynski, il cui partito, PIS (Legge e giustizia).

Ha invece raccolto il 10% un partito liberista fondato da un fuoriuscito del PO, l’imprenditore Janusz Palikot. Il suo, in campagna elettorale, è stato definito un partito “anticlericale” per aver sostenuto un’estesa legalizzazione dell’aborto, il riconoscimento dei diritti delle coppie omosessuali, la liberalizzazione delle droghe leggere e per non aver lesinato critiche all’invadenza delle gerarchie ecclesiastiche. Palikot ha commentato i risultati affermando di “aver dimostrato che tutto è possibile in Polonia, dove milioni di persone che vogliono uno stato laico in cui la fede è una questione privata sono ora uscite allo scoperto”.

fonte: Agi – Uaar

Dennis chi?

 di - 15 ottobre 2011  1 Risposta »
ott 152011
 

Ci sarebbe piaciuto iniziare dichiarando che “il mondo piange la scomparsa di un genio”.  Solo che “il mondo” non se ne è quasi nemmeno accorto.

La totale mancanza di spazio-notizia dedicato alla sua morte, specie se paragonata alla risonanza causata dalla perdita di Steve Jobs fa riflettere su un mondo ormai prigioniero della scelta di acclamare solo l’eroe mediatico, dimenticando che si può assurgere a grandezze stellari solo perchè si poggia sulle spalle di altri giganti.

Eppure, senza di lui, o Ken Thomson, o Brian Kernighan non ci sarebbe stato UNIX, e senza UNIX non avremmo avuto sistemi operativi come GNU\ Linux, Mac OS X, BSD, solo per dirne alcuni. E non esisterebbe neanche il Linguaggio C, ancora oggi il linguaggio di programmazione più usato di tutti i tempi e con il quale viene scritto il software che anima i telefonini, gli ascensori, le auto, i bancomat.

E’ morto l’8 ottobre. Si chiamava Dennis Ritchie.

ott 142011
 

La pagina di Wikipedia Italia è sparita (mi permetto di precisare, che sono sparite solo le pagine “scomode” al governo, il resto c’è ndt). Tutti i singoli contribuiti inseriti nell’enciclopedia online sono stati cancellati. Tranne uno, una spiegazione, che chiarisce le motivazioni che hanno spinto i wikipediani italiani a questa drastica decisione.

Si legge nella versione tedesca: „ In queste ore Wikipedia in lingua italiana rischia di non poter più continuare a fornire quel servizio che nel corso degli anni è stato utile a te lettore e che adesso, come al solito, stavi cercando. La pagina che volevi leggere esiste ed è solo nascosta, ma c’è il rischio che fra poco si sia costretti a cancellarla davvero.” [Vedi Wikipedia: Comunicato 4 ottobre 2011 - Wikipedia]

L’azione è per ora solo un grido d’allarme, però talmente urgente che ci si meraviglia che i gestori del sito italiano, non abbiano ancora aderito allo sciopero. I servizi dell’informazione, i blog, i forum, tutti cioé, sono colpiti dalla legge, che la coalizione di governo di Silvio Berlusconi sta tentando di far approvare in parlamento.

Se questa legge entrasse in vigore, sarebbe la fine dell’Internet italiano. E sarebbe la fine dello stato di diritto.

In sostanza si tratta di un disegno di legge per regolarizzare l’uso delle intercettazioni telefoniche ed altre misure di controllo telefonico. Però a pagina 24 si legge qualcosa che ben difficilmente può chiamarsi libertà di pensiero.

I gestori dei siti Web sono costretti a pubblicare entro le 48 ore tutte le rettifiche e le dichiarazioni, richieste dall’inserzionista. In poche parole: se un politico o chiunque altro dovesse sentirsi offeso da un contenuto pubblicato su Wikipedia o su altra testata giornalistica online, potrà richiedere una rettifica dello stesso, senza che i gestori dei siti web possano opporsi. Senza controlli legali, senza nessuna verifica di terzi, semplicemente così. Questo articolo non mi va a genio? Cancellalo!

In questo modo morirebbero in Italia cronaca, libertà di opinione e giornalismo in rete.

Per ora questa legge non è ancora realtà. Sono in corso dibattiti in parlamento che possono durare a lungo, forse tanto da vedere questo sciagurato governo cadere. La coalizione di Berlusconi è stata sconfitta non solo alle elezioni amministrative. Ultimamente anche la controversia sulle misure adottate per sanare lo spaventoso debito pubblico ha avvicinato il governo alla sua fine anticipata.

Quindi è assolutamente possibile che, questa discutibile proposta non sia quindi approvata, dato che a breve il governo cadrà. Però se la legge venisse approvata, è evidente che sarebbe chiaramente anticostituzionale . Di fronte alla Corte Costituzionale non ci sarebbe alcuna possibilità. Inoltre vìola la normativa europea che tutela la libertà di stampa e di opinione.

Ma tutte queste riflessioni e previsioni non servono. Se consideriamo i fatti è indifferente se questo disegno di legge verrà mai realizzato o meno. È significativo che il governo abbia soprattutto avuto la sfacciataggine, di presentarla in parlamento. E’ questo il vero scandalo. E’ più che mai evidente che i Berlusconisti hanno le ore contate.

Disprezzano lo stato di diritto, se ne infischiano della Costituzione e dei diritti umani. Si appoggiano ad una ridicola ed antiquata ideologia. Credono davvero, di poter gestire il mondo globalizzato con metodi di questo tipo. E considerano l’Italia un paese, in cui possono cavarsela con misure di questo genere. Ma non ci riusciranno. Non più. La rete con i suoi milioni di utenti è troppo potente. Questi ultimi spasmi del berlusconismo, sono destinati a fallire.

fonte: Zeit Online ” Italien Die letzten Zuckungen des Berlusconismus”  

immagine: Royal College of Surgeons of Edinburgh

 

ott 132011
 

Alessandra Mussolini in una intervista al Corriere della Sera ha dichiarato che:

«Se è vero che Scilipoti non ha votato lo prendo a calci nel sedere. Deve restituire tutto quello che ha avuto»

Poche parole dalle quali emana il fetore del marciume. Un’ammissione palese della compravendita di voti per poter sopravvivere. Sopravvivere grazie a Scilipoti e, forse, morire a causa di Scilipoti.

Le sorti del paese drammaticamente in mano agli Scilipoti e a chi li compra. Si, c’è del marcio in Italia.