
La pagina di Wikipedia Italia è sparita (mi permetto di precisare, che sono sparite solo le pagine “scomode” al governo, il resto c’è ndt). Tutti i singoli contribuiti inseriti nell’enciclopedia online sono stati cancellati. Tranne uno, una spiegazione, che chiarisce le motivazioni che hanno spinto i wikipediani italiani a questa drastica decisione.
Si legge nella versione tedesca: „ In queste ore Wikipedia in lingua italiana rischia di non poter più continuare a fornire quel servizio che nel corso degli anni è stato utile a te lettore e che adesso, come al solito, stavi cercando. La pagina che volevi leggere esiste ed è solo nascosta, ma c’è il rischio che fra poco si sia costretti a cancellarla davvero.” [Vedi Wikipedia: Comunicato 4 ottobre 2011 - Wikipedia]
L’azione è per ora solo un grido d’allarme, però talmente urgente che ci si meraviglia che i gestori del sito italiano, non abbiano ancora aderito allo sciopero. I servizi dell’informazione, i blog, i forum, tutti cioé, sono colpiti dalla legge, che la coalizione di governo di Silvio Berlusconi sta tentando di far approvare in parlamento.
Se questa legge entrasse in vigore, sarebbe la fine dell’Internet italiano. E sarebbe la fine dello stato di diritto.
In sostanza si tratta di un disegno di legge per regolarizzare l’uso delle intercettazioni telefoniche ed altre misure di controllo telefonico. Però a pagina 24 si legge qualcosa che ben difficilmente può chiamarsi libertà di pensiero.
I gestori dei siti Web sono costretti a pubblicare entro le 48 ore tutte le rettifiche e le dichiarazioni, richieste dall’inserzionista. In poche parole: se un politico o chiunque altro dovesse sentirsi offeso da un contenuto pubblicato su Wikipedia o su altra testata giornalistica online, potrà richiedere una rettifica dello stesso, senza che i gestori dei siti web possano opporsi. Senza controlli legali, senza nessuna verifica di terzi, semplicemente così. Questo articolo non mi va a genio? Cancellalo!
In questo modo morirebbero in Italia cronaca, libertà di opinione e giornalismo in rete.
Per ora questa legge non è ancora realtà. Sono in corso dibattiti in parlamento che possono durare a lungo, forse tanto da vedere questo sciagurato governo cadere. La coalizione di Berlusconi è stata sconfitta non solo alle elezioni amministrative. Ultimamente anche la controversia sulle misure adottate per sanare lo spaventoso debito pubblico ha avvicinato il governo alla sua fine anticipata.
Quindi è assolutamente possibile che, questa discutibile proposta non sia quindi approvata, dato che a breve il governo cadrà. Però se la legge venisse approvata, è evidente che sarebbe chiaramente anticostituzionale . Di fronte alla Corte Costituzionale non ci sarebbe alcuna possibilità. Inoltre vìola la normativa europea che tutela la libertà di stampa e di opinione.
Ma tutte queste riflessioni e previsioni non servono. Se consideriamo i fatti è indifferente se questo disegno di legge verrà mai realizzato o meno. È significativo che il governo abbia soprattutto avuto la sfacciataggine, di presentarla in parlamento. E’ questo il vero scandalo. E’ più che mai evidente che i Berlusconisti hanno le ore contate.
Disprezzano lo stato di diritto, se ne infischiano della Costituzione e dei diritti umani. Si appoggiano ad una ridicola ed antiquata ideologia. Credono davvero, di poter gestire il mondo globalizzato con metodi di questo tipo. E considerano l’Italia un paese, in cui possono cavarsela con misure di questo genere. Ma non ci riusciranno. Non più. La rete con i suoi milioni di utenti è troppo potente. Questi ultimi spasmi del berlusconismo, sono destinati a fallire.
fonte: Zeit Online ” Italien Die letzten Zuckungen des Berlusconismus”
immagine: Royal College of Surgeons of Edinburgh