P2, P3, P4…P5?

 Posted by on 28 novembre 2011  Add comments
Nov 282011
 

Un anno e sette mesi di reclusione senza sospensione condizionale. Questo  è quanto il faccendiere Luigi Bisignani ha patteggiato con il tribunale di Napoli.

Una cosa è certa: il patteggiamento riconosce che il lavoro d’indagine svolto dalla Procura napoletana è fondato, e poggia su inoppugnabili basi accusatorie. Un lavoro che, ricordiamolo, in tanti avevano cercato di demolire accusando la Procura di complotto. Il solito complotto della “magistratura di sinistra” che, con le accuse rivolte a Bisignani e al deputato PDL Alfonso Papa, secondo i complottisti tentava di condizionare la politica ai propri interessi.

L’inchiesta – ribattezzata P4 – ha portato allo scoperto il peggior intreccio fra politica e affari della cosiddetta “Seconda Repubblica”. Uno “scambio di favori” tra politici e imprenditori, tra improbabili faccendieri e politici corrotti, una macchina del fango usata ad alzo zero contro avversari politici e imprenditori onesti. Questo è quanto è emerso: un verminaio che ha toccato i vertici più alti del passato governo e che, in buona misura, ci rimanda a storie del passato popolate dai vari Gelli, Carboni, Pazienza, Calvi. Cambiano i personaggi, ma i meccanismi e gli intrecci sono sempre i medesimi.

Purtroppo tutto questo corre il rischio di essere dimenticato. Il patteggiamento di Bisignani (alla fine un anno e sette mesi che forse non saranno nemmeno scontati, cosa sono?) è un’astuta mossa volta a togliere visibilità mediatica ad un’inchiesta che probabilmente andrà a toccare i livelli più alti del mondo politico (e non) di questa fatiscente Seconda Repubblica. Una mossa, tra l’altro, che ha avuto una tempistica di tutto rilievo visto che è venuta a cadere in un momento in cui l’attenzione – e le preoccupazioni – di tutto il Paese è rivolta alla crisi economico-finanziaria e al conseguente terremoto politico, alle pensioni, al lavoro.

Se i media, e di conseguenza l’opinione pubblica, cadranno nel tranello del dimenticatoio correremo il concreto rischio di dover parlare fra qualche tempo di una P5. Magari articolata da una diversa, squallida congrega ma con le sporche regole di gioco di sempre. Le loro.

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