
Non ci vorrà poi molto per essere meglio di quei gaglioffi che c’erano prima. Basterà smettere bandane e canottiere e vestire sobriamente in blu o fumo di Londra. Basterà non fare le corna quando ti fotografano. E non raccontare barzellette al “sapore di f…”. La sera, poi, coricarsi presto, magari dopo una eccitante soirèe teatrale pirandelliana.
La rivoluzione della normalità, o normorivoluzione. Chiamatela come vi pare. Un ritorno al bianconero democristiano che fa tanto TV anni ’60. Un cambio di passo repentino, forse necessario per calmare le acque. Del resto non ci si poteva aspettare altro da un governo composto in prevalenza da ministri appartenenti alle università cattoliche e da altri provenienti dai consigli di amministrazione di banche e società. Insomma un po’ Comunione e Liberazione, un po’ Comunione e Indicizzazione.
Tutto questo in attesa di vedere questo esecutivo all’opera. Se farà macelleria sociale o meno. Se toccherà – ci permettiamo un fortissimo dubbio – i privilegi di ogni natura e le prebende ingiustificate non solo della casta politica ma anche, e soprattutto, della casta vaticana.
