Servi di regime

 Posted by on 19 Novembre 2011  Add comments
Nov 192011
 

Negli ultimi disperati giorni che hanno preceduto le dimissioni di Silvio Berlusconi, abbiamo assistito agli ultimi colpi di coda dei servi del premier, con azioni degne di quanto di peggio ha compiuto questo governo negli ultimi tre anni.

Qualche esempio. Venerdì 12 novembre, il giorno prima delle dimissioni del primo ministro, la Gelmini ha firmato il decreto di assegnazione dei fondi dei Programmi Operativi Nazionali – Ricerca e Competitività, cofinanziati dalla Comunità europea per le regioni cosiddette della convergenza: Campania, Calabria, Puglia e Sicilia. A parte che la prima cosa che viene in mente su queste quattro regioni non è la convergenza ma sono i quattro nomi Camorra, ‘Ndrangheta, Sacra Corona Unita,  e Mafia, il ministro Gelmini ha distribuito la maggior parte dei fondi ad istituzioni private, di provata fede governativa evidentemente, costringendo le Università pubbliche ed i laboratori del Consiglio Nazionale delle Ricerche a doversi spartire la quota restante.

Non solo, ma la  ministra, fautrice in ogni occasione della cosiddetta “premialità”, ha appena nominato nel Consiglio di amministrazione del Consiglio Nazionale delle Ricerche un giovane di successo, il Prof. Gennaro Ferrara, di anni 74, per 23 anni rettore di quella che viene considerata  l’università più nepotista d’Italia, la napoletana «Parthenope», nota per essere stata valutata  il peggiore ateneo del Paese nella classifica del Sole24Ore.

Se la Gelmini si è ridotta  al giorno prima delle dimissioni per portare a termini i suoi squallidi giochetti, Eugenia Roccella, novella paladina delle armate papaline, ha fatto di meglio firmando lunedì 14, quindi a governo già dimissionario e poche ore prima di dover lasciare la poltrona di sottosegretario alla Salute, le nuove linee guida del Ministero della Salute per la legge 40, la legge sulla fecondazione artificiale. Il commento puntuale sarebbe lungo ed amaro, basti citare il divieto alla diagnosi pre-impianto anche alle coppie con malattie genetiche. Perché, dice la Roccella, «penso che ognuno debba fare i conti ed accettare la propria realtà e condizione. Non si può rispondere ad un’ingiustizia naturale con un’ingiustizia legale».

Si suppone che la Roccella abbia rifiutato qualunque vaccinazione ai propri figli, e rifiuterebbe  di somministrare loro un antibiotico che ucciderebbe milioni di piccoli e indifesi germi, se per caso i figli fossero infettati da una meningite fulminante. D’altronde questi sono casi naturali, mentre la legge non può stravolgere la natura, che è sacra. E’  per questo forse che nel gennaio 2011 ha firmato una lettera aperta per chiedere ai cattolici italiani di sospendere ogni giudizio morale nei confronti di Silvio Berlusconi, indagato dalla procura di Milano per concussione e favoreggiamento della prostituzione minorile.

L’ultimo caso noto di un colpo di coda si è avuto giusto il giorno in cui il professor Monti stava valutando i possibili ministri del nuovo Governo. Il nome di Salvatore Settis, illustre archeologo di fama internazionale, ex-direttore della scuola Normale superiore di Pisa, era fra i papabili come Ministro dei Beni Culturali. Ma gli ultimi lombrichi del PdL hanno posto il veto. Troppo grave era stato l’affronto verso il fido Bondi, ministro(?) dei Beni culturali, quando, nel febbraio 2009, Settis diede le dimissioni dalla presidenza del Consiglio Superiore dei Beni Culturali criticando l’operato del Ministro. Sembra fra l’altro che il Settis avesse avuto da ridire anche sulla scelta dell’illustre personaggio che Bondi aveva destinato a Direttore del Polo Museale di Venezia. Il fatto che il prescelto (il dottor Sgarbi) fosse stato condannato in via definitiva per truffa aggravata nei confronti dello stato italiano, era stato considerato da Settis un impedimento ad affidargli un ulteriore incarico di prestigio.

Questi pochi esempi danno un’idea dell’abisso di pochezza culturale, acrimonia rancorosa, assenza di ogni concetto di Stato e dei valori costituzionali, ignoranza del significato dei principi più elementari di libertà di queste persone che hanno fatto dell’idolatria al satrapo dispensatore di prebende, e della sottomissione ebete e servile a falsi insegnamenti cristiani, il loro credo di vita.

C’è chi ha criticato alcune manifestazioni di gioia alla notizia delle dimissioni del premier, senza capire che dietro c’era, c’è, la speranza di togliersi di torno non solo un uomo che si è dimostrato indegno di governare e rappresentare il paese, ma anche  la marmaglia indegna che l’ha accompagnato negli ultimi anni e continua ad avvelenare l’aria e le istituzioni della Repubblica Italiana.

fonte: Cronache Laiche

  One Response to “Servi di regime”

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