
“Schettino” suonava come un insulto italiano prima ancora che lo sventurato capitano della tragica Costa Concordia giungesse alla nostra attenzione. Soffermandoci a notare l’improbabilità che egli riceva un processo giusto, essendo stato già condannato sia dai media sia dai dirigenti della Costa, bisognerebbe anche ricordare che alle famiglie delle numerose vittime è stata distrutta la vita. Non essendo inglesi, qui sono state dimenticate tutte.
I media del Regno Unito sono infatti caduti nella stereotipizzazione di uno di quei pochi gruppi etnici che sembra sia ancora consentito deridere: gli italiani. Dopo giorni di “Capitan Codardo” e l’atteggiamento “da macho mediterraneo” di questo “Lotario”, il titolo in prima pagina sul sito del Mail nel momento in cui scrivo è: “Schettino è un millantatore, uno spaccone, e ha guidato la Costa Concordia come una Ferrari”, afferma l’ex-capitano. Una Ferrari!
Eppure… c’è qualcosa di tipicamente italiano nei (ricordiamolo) presunti retroscena dell’incidente. Il fatto che il capitano di una nave gigante possa allontanarsi dalla propria rotta per navigare più vicino alla costa così da consentire al capo cameriere di salutare parenti e amici a terra concorre alla nostra idea di italiani esibizionisti e ossessionati con amici e famiglia.
Naturalmente, lo Schettino accusato di aver presumibilmente abbandonato la nave prima dei suoi passeggeri coincide con una nozione di italiano codardo che io non condivido, sapendo dell’indescrivibile coraggio dimostrato dai miei parenti durante l’invasione dei tedeschi in guerra. Si veda anche la nostra storia sul coraggio dei sommozzatori che hanno rischiato la loro vita alla ricerca dei sopravvissuti.
Per me, la vera voce dell’Italia si percepiva nel rimprovero fatto a Schettino dalla guardia costiera inorridita. Ora è immortalata su una T-shirt con quella dose di umorismo nero tipicamente italiano: “Vada a bordo, cazzo” (in italiano nel testo, N.d.T.). Lascio a voi tradurlo come meglio credete. Auguri. (in italiano nel testo, N.d.T.).
fonte: Stefano Hatfield editor of the “i-newspaper” – original i Editor’s letter “The true voice of Italy“









