
Moody’s, Standard & Poor’s e Fitch. Sono le tre agenzie di rating salite alla ribalta dell’opinione pubblica mondiale e colpevoli – secondo alcuni – di alimentare la crisi economica attraverso la speculazione finanziaria. Ma in realtà in mano chi sono? Chi sono coloro che detengono la proprietà di queste tre agenzie che, ricordiamolo, controllano il 95% del mercato?
Tutte hanno una vita secolare. Sono nate infatti nei prini anni del ’900 e all’origine controllavano la contabilità e l’affidabilità sia di singole società, sia delle aziende municipalizzate. La loro vita ha avuto alterne fortune seguendo in maniera ciclica l’andamento finanziario mondiale. Ad esempio la Poor’s fallì anche a seguito della crisi economico-finanziaria del 1929 e, nel 1941, si fuse con la Standard creando l’agenzia che adesso conosciamo.
I dati sui loro assets ci vengono forniti dalle Agenzie stesse che, nel caso di Moody’s e S&P’, sono quotate in borda. Vediamo allora che 12,47% di Moody’s è in mano alla Berkshire Hathaway di proprietà del miliardario Warren Buffet. Hanno inoltre partecipazioni: Capital World Investors (12,3%), Blackrock (6,6%), Davis Selected Advisers (6,3%), T Rowe Price Associates (5,6%), Capital Research Global (3,7%), Valueact Holdings (3,6%), Vanguard Group (3,4%), State Street (3,3%), Executive Manager (1,5%) e un 41,23% posseduto da minori azionisti e dal mercato.
In Moody’s e S&P’s hanno importanti partecipazioni i grandi fondi statunitensi come Vanguard Group, Blackrock, Capital World Investors, State Street e T Rowe Price Associates che controllano il 29,69% di McGraw Hill – società che possiede S&P’s – e il 31,2% di Moody’s.
S&P’s è controllata al 12,45% da Capital World Investors, al 5,44% da Blackrock, al 4,7% da Harold McGrow III, al 4,3% da State Street, 4,2% da Vanguard Group, al 3,8% da Oppenheimerfunds, al 3,3% da T Rowe Price Associates, al 2,9% da Jana Partners e al 2,3% da Ontario Teachers Pension Plane. Il restante 56,61% è invece controllato da altri minori e dal mercato.
Fitch, infine, a differenza delle altre due azenzie di rating non è quotata in borsa ed è posseduta al 60% dai francesi di Fimalac e dalla Hearst Corporation.








