Invito a cena con delitto

 Posted by on 19 febbraio 2012  Add comments
Feb 192012
 

Invito a cena con delitto è uno di quei film che appena lo passano in televisione ti ritrovi piacevolmente sorpreso e ti metti comodo in poltrona a guardartelo tutto, anche se l’hai già visto quattro o cinque volte. E’ un film per certi aspetti molto semplice, per certi altri (volutamente) sgangherato (vedi la storia), sicuramente piacevole e divertente.

Parodia di tutto il genere “giallo” riunisce all’interno della stessa villa le caricature di alcuni esponenti del genere investigativo cinematografico, teatrale e letterario. I detectvie più famosi del mondo vengono sfidati dal ricco Lionel Twain (interpretato da Truman Capote) a risolvere un delitto da egli stesso escogitato e che lo vedrà nei panni della vittima.

Del film la prima cosa che inevitabilmente cattura è il cast: Peter Sellers, Peter Falk, David Niven, Alec Guinnes, Maggie Smith e tutti gli altri comprimari. Ogni personaggio viene abbinato ad una spalla con cui scambiare battute ed interpretare gag.

A trovare più spazio nel copione è il personaggio di Falk, ovvero la parodia di Sam Spade (creato dalla penna di Dashiell Hammett). Se nel proprio libro Hammett descriveva Spade come una persona dai modi pacati, mai un sorriso di troppo, mai un movimento in eccesso, Peter Falk viene trasformato in un uomo che ha bisogno di rendere il più teatrale possibile anche la sua uscita dalla sala da pranzo per recarsi in bagno. In smoking con giacca bianca, là dove Spade era sempre in nero, scontroso nel carattere, riserva un’acida risposta per tutti quanti, anche alle donne che invece dovrebbero rappresentare la sua seconda passione dopo il denaro (viene quindi sospettato di omosessualità). Ma nel personaggio di Falk non finiscono solo i caratteri del personaggio di Hammett. Passando attraverso la figura di Humphrey Bogart, che interpretò Spade ne Il mistero del falco del 1941, vengono costantemente citati altri due personaggi che consegnarono Bogart alla storia del cinema: Rick Blaine da Casablanca e Harry Morgan da Acque del sud. La conoscenza dei due film rende il personaggio di Falk irresistibile e oggetto di culto, nella tipica definizione di Umberto Eco.

Purtroppo agli altri personaggi non viene dedicato così ampio spazio e le gag ruotano intorno a piccole semplici caratterizzazioni (i tradimenti di Niven, il nome o la cecità di Guinness, i modi di dire di Sellers e il suo lessico carente, senza dimenticare l’infermiera di Miss Marbles), ma nel complesso il film non ne soffre.

Il finale risulta forse (volutamente) imperfetto. Twain sfida i propri ospiti perché nella loro seconda vita di romanzieri hanno tradito il mondo che li ha resi famosi, costruendo storie piene di colpi di scena assurdi dove al lettore viene impedita fino all’ultima pagina l’identificazione dell’assassino, svelandolo in un personaggio del tutto secondario o fino alla fine assente. Una critica agli scrittori “gialli” contemporanei che si risolve nell’ennesima parodia allorquando il delitto del film viene risolto allo stesso identico modo.

Invito a cena con delitto, 1976, un adattamento da una piece teatrale di Neil Simon, per la regia di Robert Moore.

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