Mario Monti il politico

 Posted by on 16 Febbraio 2012  Add comments
Feb 162012
 

Mettiamola così. Il governo Monti è un governo tecnico quando opera delle scelte in totale discontinuità con il passato. Il caso del mancato appoggio alla candidatura olimpica di Roma parrebbe dimostrarlo. Una scelta che è andata contro una  iniziativa che vedeva un ampio sostegno. Quello di quasi tutti i partiti, dei media, delle forze economiche, del mondo dello sport e, forse, anche quello del Capo dello Stato. Quale altro politico avrebbe rinunciato ad una occasione, quella delle Olimpiadi romane, che avrebbe portato a innegabili benefici immediati in termini di popolarità e ai quasi certi i benefici futuri legati alla gestione dei lavori? Guardandoci intorno, sia destra come a sinistra, non vediamo nessuno.

Ma c’è un elemento spiazzante. L’esecutivo Monti è stato definito anche il governo dei “poteri forti” che, si sa, sono quelli economico-finanziari legati a doppio filo con la politica. Orbene la scelta di non appoggiare la candidatura di Roma alle Olimpiadi del 2020 va contro tutto un mondo, completamente trasversale, fatto di questi poteri. Il Comitato promotore di Roma 2020 è composto da: Gianni Letta (presidente) e, a seguire, Mario Pescante, Franco Carraro, Gianni Abete, Azzurra Caltagirone, Luca Cordero di Montezemolo, Aurelio de Laurentiis, Diego Della Valle, John Elkann, Cesare Geronzi, Emma Marcegaglia, Andrea Guerra, Giovanni Malagò, Giuseppe Recchi, Aurelio Regina. Un Comitato composto da politici di lungo corso, imprenditori, palazzinari, finanzieri e boiardi di stato. Molti di questi nomi, tanto per capirci, erano prensenti anche nei disastrosi fiaschi economici di Italia ’90, Torino 2006 e dei Mondiali di Nuoto di Roma 2009.

Una mossa, quella di Monti, guardando con un occhio al bilancio, con l’altro all’umore della gente ma, soprattutto, con entrambi gli occhi al proprio futuro. E infatti argomenta il mancato appoggio sottolineando che “un paese i cui cittadini si sottopongono a duri sacrifici non può avventurarsi in un’impresa sicuramente bellissima, ma dai costi incerti“. Parla, Monti, alla pancia del paese ovvero a quella gente ( i soliti noti, tanto per capirci) a cui ha imposto sacrifici come nessun altro governo.  Una frase detta con sobrietà, come suo costume, e senza scendere sul piano del becero populismo a cui ci avevano costretti per un quasi ventennio. Una frase perfetta, un piccolo capolavoro di equilibrio da consumato politico quale egli, in realtà, è. E la gente, visti i sondaggi immediati, pare approvare questa scelta. E dal  “tecnico prestato alla politica” (o forse l’opposto) si accetta tutto: dai tagli delle pensioni, al taglio delle Olimpiadi.

C’è ancora qualcuno che è certo che l’impegno in politica di un  conservatore quale Mario Monti –  che fa cose di destra ricevendo da sinistra uno schizofrenico e imbarazzante plauso – cessi nel 2013?

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