Amata immortale

 Posted by on 22 aprile 2012  Add comments
Apr 222012
 

 

Amata immortale è una libera interpretazione della vita di Beethoven tratta da una lettera realmente scritta dal compositore

Mio angelo, mio tutto, mio alter ego.

Solo poche parole oggi e scritte a matita, la tua

Solo domani saprò per certo dove andrò a stare.

Che inutile e fastidiosa perdita di tempo.

Perché questo profondo dolore ?

Se potessimo stare insieme, non proveremo più questo struggimento.

Dove sono io, sei tu.

Presto vivremo insieme. E che vita ci attende

Scritto e diretto da Bernard Rose, unico suo film di importante rilevanza internazionale, è in realtà passato abbastanza inosservato, nonostante possa contare sull’interpretazione di Gary Oldman nel suo periodo di “filotto magico”.

La colonna sonora è affidata tutta a brani di Beethoven, con l’orchestra diretta da Georg Solti, uno dei massimi interpreti del compositore tedesco. Il film, lo diciamo subito, può causare forti attacchi depressivi e, nei più emotivi, inarrestabili crisi di pianto.

Dopo la morte di Beethoven, al ritrovamento della lettera, il suo assistente si mette in cerca dell’amante, per riconsegnarle il prezioso ricordo.

Attraverso la sua indagine, viene ricostruita parte della vita di Beethoven, senza però dare troppo spazio ai successi come musicista, anzi, tutt’altro: dalle sua arti da corteggiatore, si passa ben presto ad evidenziare il suo pessimo carattere, che lo porterà alla definitiva solitudine, abbandonato persino dal forte legame coi fratelli, dopo il matrimonio del più giovane con una “poco di buono”.

L’intrattabilità verrà accentuata dall’insorgere prematuro della sordità (elemento centrale del personaggio di Ludwig, incapace di avvertire l’emozioni del mondo esterno, isolato) e dalle relative umiliazioni alla corte imperiale, che lo porteranno all’abbandono delle scene pubbliche, nel vano tentativo di allevare il talento musicale del nipote (dopo la morte del fratello).

Il film è una sorta di indagine poliziesca in tre atti (tre le donne custodi della verità), durante la quale alcuni aspetti della vita di Ludwig verranno analizzati più volte, fino alla scoperta della verità.

Due sicuramente le scene che vi dovranno trovare armati di kleenex, se non per voi, per chi vi sta a fianco: il finale e la scena della Nona Sinfonia, quando viene ricostruito il rapporto violento col padre che, almeno nella finzione, sarà appunto la causa scatenante della sordità e la fonte d’ispirazione per l’Inno alla Gioia.

Senza aggiungere altro, per non rovinare il climax, nonostante gli errori di fotografia, ai più cinefili la scena ricorderà diverse pubblicità e film successivi.

Buon pianto!

  One Response to “Amata immortale”

  1. […] partire da una pellicola già citata all’interno di questa rubrica, quell’Amata immortale che termina con la scoperta che per pochi minuti di ritardo e una servetta da prendere a cinquine […]

 Leave a Reply

 

Vai alla barra degli strumenti