Fede cieca

 Posted by on 12 Aprile 2012  Add comments
Apr 122012
 

«La Lega è una fede» dice un “padano” durante la serata dell’Orgoglio leghista a Bergamo, incarnando in poche semplici parole non solo il fenomeno che riguarda il suo disastrato partito, ma anche un po’ lo spirito di acritica e prona identificazione di cui sembra che gli italiani abbiano disperato bisogno. E così bastano le parole di scusa del Senatur, pronto a gettare fango sui figli pur di salvare se stesso e la fede dei suoi adepti, per cancellare gli indebiti appropriamenti di cui un padre, quel padre, non avrebbe potuto non sapere. Anche perché non si tratta solo delle ruberie dei figli, quelli che «portano il mio cognome», ma anche le sue se è vero che si è trovato proprietario di un appartamento magicamente ristrutturato da altri a sua insaputa.

La vicenda somiglia tanto a quella che ha visto Silvio Berlusconi giurare e spergiurare di essere convinto che quella baby prostituta marocchina fosse la nipote di Mubarak, o a quella che vede il papa, ormai da anni, negare di essere mai stato a conoscenza degli abominevoli crimini di pedofilia che si sono consumati nel clero quando lui stesso era a capo della Congregazione della dottrina della fede e gestiva personalmente il silenzio, gli insabbiamenti e perfino i trasferimenti dei rei confessi pur di salvare la sua Chiesa. E non sono i Bossi, i Berlusconi e i Ratzinger, con le loro probabili menzogne, a spaventare, ma i milioni di persone che erigono quelle menzogne a incrollabili verità anche di fronte alla più schiacciante e logica evidenza.

La Chiesa non è solo quella che ha sede Oltretevere. Chiesa è ogni gruppo organizzato che richieda, per sopravvivere, la dedizione della cecità, la fede dogmatica nell’innocenza, il rifiuto cosciente di ogni turpe responsabilità che appanni la limpidezza dei suoi ministri. Perché quei ministri siamo noi. L’identificazione porta a uno scambio di connotati che vede innocenti loro perché noi lo siamo. Così come siamo grandi noi se loro lo sono.

Abbiamo bisogno di dei, imbonitori, leader ai quali sacrificare la nostra intelligenza. E ben ci sta che siano farabutti. Prima o poi forse capiremo che, come gli indios all’arrivo dei colonizzatori spagnoli, stiamo scambiando luccicanti perline di vetro con il nostro oro.

fonte: Cronache Laiche, “Sindrome della fede” di Cecilia Calamani

  One Response to “Fede cieca”

  1. “Abbiamo bisogno di Dei e Imbonitori, e ben ci sta che siano farabutti”.
    Non potrei essere più d’accordo: ben ci sta!

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