Apr 072012
 

Vittorio e Sonia si incontrano dopo essersi conosciuti su internet. Il primo appuntamento non è proprio idilliaco: molta timidezza e una buona dose di goffaggine da parte di Vittorio, che si lascia sfuggire il commento offensivo: “avevi detto che eri magra”.

Fra i due comunque scatta qualcosa, continuano a frequentarsi e ben presto vanno a convivere.

Per il primo atto del film si avverte quasi una sorta di simpatia nei confronti di Vittorio. E’ un uomo brutto, poco affascinante e oltremodo impacciato. Sembra quasi non saper come comportarsi nei confronti di una donna, se non attraverso azioni canoniche, come comprare dei fiori, i quali però vengono puntualmente rovinati perché trasportati in motocicletta e a Vittorio non rimane che buttarli senza consegnarli.

Ma Vittorio è anche un artigiano orafo, manda avanti una piccola bottega; abituato a soppesare a mano piccoli grammi d’oro e a modellare la materia a suo piacimento, trasferisce queste abilità nella propria relazione con Sonia. Improvvisamente la gaffe del primo appuntamento, che sembrava una frase buttata lì quasi a caso, torna alla ribalta. Sonia, nonostante i suoi 57 Kg, si lascia convincere a dimagrire, non sapendo che ben presto diventerà un’ossessione sempre più perversa.

Primo amore è il film di Matteo Garrone antecedente Gomorra. Dopo l’inaspettato successo di critica e pubblico di L’imbalsamatore, è il film che l’ha portato ad essere conosciuto da uno spettatore meno di nicchia. Scritto a sei mani insieme a Massimo Gaudioso e Vitaliano Trevisan (l’attore che interpreta Vittorio), trae spunto dal libro di Marco Mariolini, Il cacciatore di anoressiche, dove l’autore descrive la propria ossessione per la magrezza femminile e la propria vita disturbata che lo porterà, un anno dopo la pubblicazione del racconto, ad uccidere l’ex compagna, come preannunciato nello stesso libro.

In Primo amore gli sceneggiatori lavorano per sottrazione, insieme ai due attori esordienti. Si entra in empatia con Vittorio nella prima parte e il suggerimento di dimagrire viene saggiamente soppesato. All’inizio è un semplice consiglio: “Se non ti piaci, fallo. Ma se ti piaci così, a posto” sostanzialmente.

Entra in gioco il carattere dominante di Vittorio e la personalità debole di Sonia, una modella, abituata a lasciarsi trasformare. La ragazza diventa materia da forgiare nelle mani di Vittorio. Come nella lavorazione dell’oro, bruciare tutto per far rimanere solo quello che conta veramente.

Non ci sono scene di violenza esplicita nel film e Sonia non cade nel tunnel dell’anoressia. Semplicemente, le viene privato il cibo. Come le anoressiche però compila una tabella con le calorie contenute in ogni alimento, mangia solo insalata, ma per arrivare fino a 40 Kg non basta e Vittorio inizia a svuotare il frigo, tenerle sotto controllo i pasti, probirle anche un solo biscotto. La sua violenza è doppia: al cospetto della ragazza ordina e consuma qualsiasi tipo di pietanza.

La sua ossessione cresce sempre di più, annullando le sue abilità di modellatore. Il lavoro va in rovina e il rapporto con Sonia diventa conflittuale, fino a quando la ragazza, esasperata, affamata, non si ribella.

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