Lost in Google

 Posted by on 14 aprile 2012  Add comments
Apr 142012
 

Oggi parliamo di serie web. Mentre in America hanno acquistato talmente tanta importanza e visibilità da ottenere una sorta di Grammy a loro unicamente dedicato, gli Streamy Awards, in Italia stentano ancora a decollare.

La serie che più di tutte ha sbancato a livello internazionale è indubbiamente The Guild, legata al videogioco fantasy Word of Warcraft. Il videogioco si fonda sulla creazione di community online da parte di membri sparsi in tutto il mondo, che creano virtualmente una micro-società e portano avanti tutti insieme la stessa avventura. Si è arrivati persino a celebrare matrimoni nella realtà di Word of Warcraft.

The Guild tratta di una piccola community sconvolta allorquando un membro oltrepassa il confine del virtuale e si reca a casa di un altro membro, una ragazza, per dichiarare il proprio amore reale.

In Italia le serie web più famose sono forse quelle realizzate da Libero, con Luca e Paolo, Ikea (più che altro una serie di candid camera) e Conad, con parte dei comici di Zelig.

Una piccola società napoletana, The Jackall, fin’ora impegnata nella realizzazione di video aziendali, pubblicitari e musicali, qualcuno di origini virale, si sta facendo sempre più conoscere nel web grazie alla serie di fantascienza Lost in Google.

Cosa succede se cerchi “google” in Google ? Il protagonista viene risucchiato in una sorta di portale dimensionale, catapultato dentro il mondo dello stesso motore di ricerca. Di qui, con l’aiuto di un’amica, dovrà prima imparare a comunicare col mondo esterno, poi cercare di uscire in qualche modo.

La serie ovviamente ha continui riferimenti stilistici e narrativi all’universo di Matrix e TRON. Come ogni serie web, la durata di ogni puntata non supera gli 8-10 minuti, con minutaggio variabile; i protagonisti sono pochi (3-4 in tutto) e le location sono molto semplici. La maggior parte, il mondo di Google, ricreato in studio: il protagonista, ad esempio, si ritrova dentro lo street view di Google maps o nell’anticamera del motore di ricerca, dove attendono di essere caricati gli elementi ricercati dagli utenti (immancabili il porno e i banner spam).

Particolarità della serie, l’interattività con gli utenti. Al termine di ogni puntata, i commenti scritti dai vari utenti vengono raccolti dagli sceneggiatori ed utilizzati per scrivere la puntata successiva, durante la quale verranno visualizzati nel susseguirsi della narrazione, trasformando il lavoro in un work in progress di gioie e dolori: inevitabile l’estasi di un’internauta nel vedere il proprio suggerimento riportato nella puntata successiva, ma i tempi di lavorazione, in questo modo, si allungano notevolmente (si è arrivati a raggiungere i 9000 post) rischiando di far perdere la fidelizzazione col pubblico.

Attualmente Lost in Google conta di 3 episodi, compreso il pilota; la lavorazione della quarta puntata è attualmente in corso, ma è impossibile conoscerne la pubblicazione. Sicuramente l’idea è brillante e accattivante, ma bisogna munirsi di pazienza e ricordarsi ogni tanto di far visita al sito per scoprire se sono presenti novità.

  2 Responses to “Lost in Google”

  1. […] settimana fa vi avevamo presentato questa serie web con particolare entusiasmo, vuoi per la mancanza di questi prodotti in Italia, […]

  2. […] abortito di Lost in Google (per sapere di cosa sto parlando, vi rimando ai seguenti link: Lost in Google e Lost “occasione persa” in Google), divenuto nonostante tutto un insieme di video […]

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