Mag 102012
 

Il Presidente Giorgio Napolitano ha sbagliato nel liquidare in maniera sbrigativa – e con un’infelice battuta – il successo elettorale del Movimento 5 Stelle.

Egli è il Presidente della Repubblica, ovvero colui che garantisce e rappresenta l’Unità nazionale. Come tale non può entrare nel merito di una competizione elettorale. Entrarci poi a “urne aperte” – cioè fra un primo turno e il turno di ballottagio – è stato ancor più grave. Egli è, e dovrebbe sempre rimanere, super partes e solo prendere atto del risultato scaturito dalle urne.

Irridere, perchè di questo alla fine si è trattato, la scelta democratica di centinaia di migliaia di persone esercitata attraverso il diritto di voto, denota una scarsa aderenza al ruolo istituzionale ricoperto. Ciascun elettore, indipendentemente dalla scelta operata nel segreto dell’urna, merita dignità e rispetto.

Poi su Grillo, sul Movimento 5 Stelle e sui “grillini” si può discutere, parlare e accapigliarci quanto si vuole. Se il successo delle liste M5S è un effetto piuttosto che una causa. Se è il trionfo dell’antipolitica piuttosto che “dell’uomo-qualunquismo“.

Ma lo può fare, ad esempio, chi scrive e non Giorgio Napolitano fintanto egli è Capo dello Stato.

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